Negli Usa che censurano i libri, sparisce anche Gabriel García Márquez
Secondo l'associazione Pen America sono 23mila i titoli introvabili in scuole
e biblioteche pubbliche: da Allende ad Atwood, da Toni Morrison a Stephen
King. Insieme alle opere di tanti autori latinoamericani
👉 fonte: la Repubblica
La censura di libri in scuole e biblioteche americane ha colpito anche Gabo.
Ci sono pure i romanzi di Gabriel García Márquez, autore di capolavori come
Cent'anni di solitudine e L'amore ai tempi del colera, tra i 23mila titoli che
negli ultimi cinque anni sono stati progressivamente cancellati dagli scaffali
dei luoghi del sapere pubblico in alcuni Stati degli Usa perché "inappropriati": Florida, Georgia, Oklahoma, Iowa, Kentucky, North Carolina,
Texas, solo per fare alcuni esempi.
Tra gli altri latinoamericani vittime di censura ci sono anche Isabel Allende
e Laura Esquivel. Sono gli ultimi nomi che saltano fuori dagli elenchi costantemente aggiornati da Pen America che da cinque anni monitora
un'escalation di restrizioni nei confronti dei libri, soprattutto nelle
biblioteche scolastiche: sono stati registrati circa 23mila casi di
limitazioni. Le misure vanno dal semplice ritiro temporaneo al divieto
permanente, fino all'accesso limitato sotto condizioni particolari. Dalle
distopie di Margaret Atwood a Shakespeare, da Toni Morrison a bestseller pop
come Twilight di Stephenie Meyer. E ancora icone come Stephen King.
L’allarme lo ha lanciato l’associazione no profit che difende il diritto di
parola degli autori in tutto il mondo: secondo il suo l’ultimo report i book
bans hanno coinvolto 49 stati. Via dagli scaffali storie con protagonisti di
colore (44% dei casi) o queer (39%). Vietati pure i romance
se hanno riferimenti al sesso, anche non esplicito. Contro la censura è sceso
in campo un esercito di donne: c’è la scrittrice Lauren Groff, autrice del
bestseller Fato e Furia, due volte finalista al National Book Award,
amatissima da Barack Obama, che in Florida, capitale dei book bans, ha
aperto una libreria indipendente che vende, e soprattutto espone in primo
piano, i libri banditi. "Alimentati da campagne che accusano falsamente di
indottrinamento e danno da parte di think tank di estrema destra,
organizzazioni di base, leader eletti e attivisti conservatori, i governi
statali hanno promulgato 51 leggi e politiche con divieti diretti
sull'istruzione con ripercussioni sulle aule e sulle biblioteche di tutto il
Paese" scrive Pen nel report.
"In Texas i legislatori sono andati ancora oltre, attribuendo ai librai la
responsabilità di vagliare i materiali prima di venderli alle scuole e ai
bibliotecari quella di controllare le loro collezioni, richiedendo loro di
applicare un sistema di classificazione basato su categorie vagamente
definite, come ad esempio se un libro è sessualmente esplicito o sessualmente
rilevante. La legge (la HB 900) è stata poi parzialmente annullata in
tribunale, ma non prima che i dirigenti scolastici rimuovessero i libri nel
tentativo di ottemperare al suo mandato impossibile", si legge ancora.
Il fenomeno, però, non riguarda più solo le scuole. Nel 2024 l'American Library Association ha documentato 821 tentativi di censura in biblioteche
pubbliche e universitarie che hanno coinvolto più di 2.400 titoli. La maggior
parte delle contestazioni, circa il 72%, proviene da gruppi
organizzati, come Moms for Liberty, o istituzioni. I contenuti che più
frequentemente finiscono nel mirino riguardano tematiche Lgbtq+, razziali,
violenze sessuali ed educazione sessuale. Secondo Noticiero Univision, il
telegiornale della rete televisiva statunitense Univision che si rivolge
soprattutto al pubblico di lingua spagnola, nel 2025, diverse biblioteche
federali, comprese quelle militari, hanno rivalutato o eliminato libri legati
alla diversità. In molti casi, la censura non è palese: i titoli diventano
difficili da reperire o vengono relegati in aree non accessibili al pubblico.
Il processo si è intensificato a partire dal gennaio 2025, quando
l'amministrazione Trump, come ha documentato Pen, ha firmato decreti per
limitare le politiche di inclusione a livello federale, imponendo la revisione
di programmi educativi e bibliotecari. In particolare, alcune biblioteche
militari hanno registrato rimozioni di centinaia di titoli, inclusi testi su
teoria critica della razza, femminismo e storia delle minoranze. Autori come
Maya Angelou e Ibram X. Kendi sono spariti dai cataloghi.
L'American Library Association ha denunciato una violazione dei diritti
garantiti dal Primo Emendamento. Le conseguenze sono tangibili, in particolare
per le comunità rurali, dove biblioteche e bibliotecari subiscono pressioni e
riduzioni di fondi. In risposta, associazioni come Pen Club America continuano
a monitorare i ritiri, sostenendo autori, insegnanti e bibliotecari, e
promuovendo ricorsi legali.

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