Don DeLillo: L'angelo Esmeralda
Titolo originale: The Angel Esmeralda
Formato: cartaceo
Pagine: 216
Editore: GEDI News Network S.p.A. (10 marzo 2026)
Data di acquisto: 10 marzo 2026
Letto dal 19 marzo al 1° aprile 2026
▪️Sinossi
Un miracolo nel cuore perduto del Bronx: sul muro della metropolitana, al di sotto di un cartellone pubblicitario, sembra apparire il volto di Esmeralda, una bambina senzatetto assassinata poco tempo prima. Ma è un vero miracolo o un'illusione creata dal nostro bisogno di consolazione? Un'apparizione del divino o un fantasma del rimorso di suor Edgar che, nonostante il suo impegno per i bisognosi del quartiere, non è riuscita a salvare Esmeralda?
Spesso per definire la grandezza di uno scrittore si dice cha ha saputo raccontare un'epoca. Per DeLillo è come se fosse il contrario: è come se la nostra epoca, a un certo punto, avesse deciso di essere come i racconti e i romanzi di Don DeLillo l'avevano immaginata. La scrittura dell'autore di Underworld ha proprio questa qualità, quella di raccontare il presente, ciò che stiamo vivendo, ciò che siamo ora, con una tale precisione, una tale concentrazione dello sguardo, da dare l'impressione di prevedere il futuro. Non è un caso che l'aggettivo più spesso accostato a DeLillo sia «profetico»: gli attentati dell'11 settembre, l'ascesa del terrorismo internazionale, la crisi finanziaria, erano già nei suoi libri molti anni prima che succedessero. Ecco perché, quando tutto ciò è avvenuto, i suoi libri sono sembrati le guide più sicure a cui rivolgersi, il codice per decifrare quell'enigma che chiamiamo realtà.
Abbiamo fatto come i protagonisti dei racconti contenuti nell'Angelo Esmeralda: uomini e donne bloccati in qualche specie di limbo, figure inquiete che tentano di imporre teorie e desideri a un mondo caotico, privo di senso. Nello spazio breve di questi racconti faranno tutti, in un modo o nell'altro, esperienza di quanto il legame tra le parole e le cose, tra le decisioni e le azioni, sia arbitrario, fragile. Ma è proprio questa fragilità che dà accesso a quella zona luminosa e imprevedibile in cui le cose accadono.
▪️La mia (brevissima) recensione
L'angelo Esmeralda, pubblicato a fine 2011, è la prima (e per ora unica) antologia di nove racconti di Don DeLillo scritti per varie riviste tra il 1979 e il 2011. Sono disposti in ordine cronologico (perciò possiamo osservare anche l'evoluzione dello stile dell'autore statunitense) e divisi in tre sezioni ben distinte.
Questi i miei voti ai singoli racconti:
- Prima parte: Creazione (del 1979) 5; Momenti di umanità nella terza guerra mondiale (1983) 2;
- Seconda parte: Il corridore (del 1988) 5; L'acrobata d'avorio (del 1988) 2; L'angelo Esmeralda (del 1994) 4
- Terza parte: Baader-Meinhof (del 2002) 2; La mezzanotte in Dostoevskij (del 2009) 3; Falce e martello (del 2010) 3; La Denutrita (del 2011) 4
Media voti: 3.
Questa antologia affronta diversi temi, su tutti spiccano la paranoia, la tecnologia, la violenza e l'alienazione. I primi racconti sono molto descrittivi, i più recenti tendono moltissimo alla riflessione intimista.
Osservando i voti che ho dato ai racconti potete capire che questa raccolta non mi ha convinto del tutto. E ve lo spiego in poche parole:
- Essendo un'antologia che ripercorre 32 anni della carriera di DeLillo, è inevitabile riscontrare una certa differenza di stile (essenzialità nei primissimi racconti, simbolismo estremo negli ultimi);
- Nessun "filo conduttore" tra i racconti;
- Non ho avvertito nessuna "sintonia" con i personaggi (dal punto di vista emotivo non mi hanno coinvolto più di tanto);
- Alcuni racconti mi son sembrati incentrati più sullo stile che sula storia vera e propria (e con i dialoghi ridotti all'osso).
Insomma, questo libro mi ha dato l'idea di essere più che altro un compendio delle opere "minori" di DeLillo.
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️ (3 su 5)





















