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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

giovedì 2 aprile 2026

Don DeLillo: L'angelo Esmeralda


Don DeLillo: L'angelo Esmeralda

Titolo originale: The Angel Esmeralda
Formato: cartaceo
Pagine: 216
Editore: GEDI News Network S.p.A. (10 marzo 2026)

Data di acquisto: 10 marzo 2026
Letto dal 19 marzo al 1° aprile 2026

▪️Sinossi
Un miracolo nel cuore perduto del Bronx: sul muro della metropolitana, al di sotto di un cartellone pubblicitario, sembra apparire il volto di Esmeralda, una bambina senzatetto assassinata poco tempo prima. Ma è un vero miracolo o un'illusione creata dal nostro bisogno di consolazione? Un'apparizione del divino o un fantasma del rimorso di suor Edgar che, nonostante il suo impegno per i bisognosi del quartiere, non è riuscita a salvare Esmeralda?
Spesso per definire la grandezza di uno scrittore si dice cha ha saputo raccontare un'epoca. Per DeLillo è come se fosse il contrario: è come se la nostra epoca, a un certo punto, avesse deciso di essere come i racconti e i romanzi di Don DeLillo l'avevano immaginata. La scrittura dell'autore di Underworld ha proprio questa qualità, quella di raccontare il presente, ciò che stiamo vivendo, ciò che siamo ora, con una tale precisione, una tale concentrazione dello sguardo, da dare l'impressione di prevedere il futuro. Non è un caso che l'aggettivo più spesso accostato a DeLillo sia «profetico»: gli attentati dell'11 settembre, l'ascesa del terrorismo internazionale, la crisi finanziaria, erano già nei suoi libri molti anni prima che succedessero. Ecco perché, quando tutto ciò è avvenuto, i suoi libri sono sembrati le guide più sicure a cui rivolgersi, il codice per decifrare quell'enigma che chiamiamo realtà.
Abbiamo fatto come i protagonisti dei racconti contenuti nell'Angelo Esmeralda: uomini e donne bloccati in qualche specie di limbo, figure inquiete che tentano di imporre teorie e desideri a un mondo caotico, privo di senso. Nello spazio breve di questi racconti faranno tutti, in un modo o nell'altro, esperienza di quanto il legame tra le parole e le cose, tra le decisioni e le azioni, sia arbitrario, fragile. Ma è proprio questa fragilità che dà accesso a quella zona luminosa e imprevedibile in cui le cose accadono.

▪️La mia (brevissima) recensione
L'angelo Esmeralda, pubblicato a fine 2011, è la prima (e per ora unica) antologia di nove racconti di Don DeLillo scritti per varie riviste tra il 1979 e il 2011. Sono disposti in ordine cronologico (perciò possiamo osservare anche l'evoluzione dello stile dell'autore statunitense) e divisi in tre sezioni ben distinte.
Questi i miei voti ai singoli racconti:
- Prima parte: Creazione (del 1979) 5; Momenti di umanità nella terza guerra mondiale (1983) 2;
- Seconda parte: Il corridore (del 1988) 5; L'acrobata d'avorio (del 1988) 2; L'angelo Esmeralda (del 1994) 4
- Terza parte: Baader-Meinhof (del 2002) 2; La mezzanotte in Dostoevskij (del 2009) 3; Falce e martello (del 2010) 3; La Denutrita (del 2011) 4
Media voti: 3.
Questa antologia affronta diversi temi, su tutti spiccano la paranoia, la tecnologia, la violenza e l'alienazione. I primi racconti sono molto descrittivi, i più recenti tendono moltissimo alla riflessione intimista.
Osservando i voti che ho dato ai racconti potete capire che questa raccolta non mi ha convinto del tutto. E ve lo spiego in poche parole:
- Essendo un'antologia che ripercorre 32 anni della carriera di DeLillo, è inevitabile riscontrare una certa differenza di stile (essenzialità nei primissimi racconti, simbolismo estremo negli ultimi);
- Nessun "filo conduttore" tra i racconti;
- Non ho avvertito nessuna "sintonia" con i personaggi (dal punto di vista emotivo non mi hanno coinvolto più di tanto);
- Alcuni racconti mi son sembrati incentrati più sullo stile che sula storia vera e propria (e con i dialoghi ridotti all'osso).
Insomma, questo libro mi ha dato l'idea di essere più che altro un compendio delle opere "minori" di DeLillo.
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️ (3 su 5)

mercoledì 1 aprile 2026

Agatha Christie, la scrittrice gourmet (ed esperta di veleni) che usava il cibo anche per uccidere

Agatha Christie, la scrittrice gourmet (ed esperta di veleni) che usava il cibo anche per uccidere
La giallista inglese, della quale ricorrono i 50 anni dalla morte, amava il porridge e il rito del tè. E nei romanzi usava le pietanze per delineare la personalità di figure chiave come Poirot e Miss Marple, oltre che per decretare la morte di altri personaggi


Ad Agatha Christie il cibo piaceva. Da morire. Al di là dei giochi di parole il 12 gennaio ricorrono i cinquant'anni dalla morte della grande scrittrice e giallista. E per questo forse vale la pena ricordare che la cucina, per la scrittrice inglese, non era solo un piacere, ma un potente strumento narrativo: serviva infatti a introdurre i personaggi in modo interessante, coinvolgendo il lettore nelle loro personalità. Molti dei suoi enigmi più celebri si svolgono, infatti, attorno a una tavola, nelle sale da pranzo di dimore private o nei paludati vagoni ristorante dei treni. Qui, tra ambientazioni a luci soffuse e sguardi rubati, si celava spesso un retrogusto ingannevole che poteva risultare fatale. D'altronde, grazie all'esperienza maturata come infermiera durante la Grande Guerra, Christie conosceva bene i veleni e sapeva che lo zucchero era il modo migliore per mascherarne tutto l'inevitabile amaro.
Nata nel Devon il 15 settembre del 1890, cresciuta a Torquay in una famiglia borghese dell'Inghilterra vittoriana, Christie ha sempre avuto nel porridge il suo comfort food per eccellenza al quale si è poi aggiunto (scelta scontata, va detto) il classico tè delle cinque in età adulta. In questo rito tipicamente britannico, Christie non cercava la raffinatezza, ma la sostanza: amava la clotted cream (panna molto densa, quasi solida) tipica della zona, servita con scones e marmellata; come bevanda il tè nero dell'Assam, importato dall'omonima regione indiana, robusto e scuro. Fu anche una grande appassionata di piatti a base di pesce ancora oggi serviti nel pub locale, l'Offshore, dove si può sfogliare un menù a lei ispirato: bocconcini di sgombro con patate, salmone affumicato e mousse di granchio tra gli antipasti, accompagnati da pane al malto e aioli, una maionese a base di aglio; aragosta intera cotta al forno con grattugiata di Parmigiano e aglio, arricchita da burro chiarificato come portata principale, servita con insalata e patatine fritte al rosmarino; per dessert crema gelato, sempre con panna del Devon, e frutti di bosco. E tantissimo cibo e passione per la gastronomia sono presenti nei suoi famosissimi gialli. Nel menu di Assassinio sull'Orient Express, i piatti riflettono quasi sempre la cucina classica francese dell'epoca. Si parte con una vellutata di asparagi, seguita da sogliola preparata con burro e limone o costolette d'agnello servite con piccoli legumi. Il vino servito era quasi sempre lo Champagne, spesso citato nei romanzi come simbolo di un lusso che precede la tragedia. La cucina francese è protagonista anche nelle abitudini di uno dei suoi personaggi più noti, Hercule Poirot. L'investigatore belga, che non nascondeva il suo disprezzo per la cucina inglese che considerava sciapa e priva di qualsiasi gusto, era solito ordinare delle omelette che chiedeva soffici e tecnicamente impeccabili nella loro forma geometrica. Nonostante fosse di base a Londra, disdegnava la cucina inglese che definiva "bollita e senza gusto".
Alla vita romanzata nella capitale inglese si affiancava quella reale, fatta di feste eleganti al Ritz o al Savoy Hotel, dove Agatha Christie era spesso ospite. Occasioni mondane che diventavano anche piccoli rituali di piacere, come le abbondanti scorpacciate di finger sandwiches al cetriolo o al salmone, tanto amate da finire citate tra le pagine di alcuni suoi racconti, come Il segreto di Chimneys. Gli stessi sandwich che non mancavano mai nei suoi afternoon tea. Tantissimi spunti culinari le arrivarono anche dai suoi viaggi. Nel Medio Oriente, ad esempio, andò per accompagnare il secondo marito, l'archeologo Max Mallowan. Qui la dieta cambia radicalmente: niente più burro e panna, ma olio d'oliva, melograno e carni speziate. Un piatto descrittivo di questa fase è il montone con riso allo zafferano e mandorle tostate, accompagnato da una bevanda fresca, l'ayran, a base di yogurt, acqua e sale, utile per contrastare il calore del deserto. Nei momenti di relax dopo il lavoro di scavo, si beveva il caffè arabo, servito in piccole tazze e aromatizzato al cardamomo. Una bevanda che la regina del crimine imparò ad apprezzare e che inserì come dettaglio d'atmosfera in romanzi come C'era una volta o Assassinio in Mesopotamia.
Infine, anche un suo altro personaggio iconico, miss Marple, l'investigatrice dilettante dell'Oxfordshire alla quale si è ispirato il personaggio televisivo della Signora in giallo, Jessica Fletcher, era una buongustaia e una grande sostenitrice della cucina britannica. Il suo mondo era il tè delle cinque, infatti, circondata da pasticcini, torte alla frutta e gelees. Atri piatti tipici erano la torta di carne e rognone o il pasticcio di pollo e funghi, e per dolce una calda apple pie che Agata Christie aveva imparato a preparare utilizzando soltanto le mele coltivate nel frutteto della sua casa a Winterbrook, dove trascorse gli ultimi anni prima di morire il 12 gennaio del 1976. In queste zone, il vino è spesso casalingo, e gli ingredienti adoperati sono sambuco o ribes. Un vino che le signore offrono di solito agli ospiti che le vanno a trovare e che conservano in bottiglie anni 20 smerigliate. Queste bevande, che potrebbero sembrare del tutto innocue, figurano spesso nei libri della Christie come luoghi ideali in cui nascondere veleni mortali. Perché in fondo la tavola, per lei, era nient'altro che lo specchio della vita: un posto dove nulla è, mai, come sembra.

Dieci nuovi e bellissimi libri per un lungo viaggio di Pasqua


Dieci nuovi e bellissimi libri per un lungo viaggio di Pasqua

👉 fonte: Milano Today

Questa nostra rubrica, che si ispira all'esordio letterario di Edoardo Nesi, Fughe da fermo, vuole essere uno stimolo per ritrovare il piacere di leggere. Dunque, una volta al mese, insieme a Martina Fasola, vi suggeriamo 10 libri selezionati per i lettori di MilanoToday. Perché la magia di un romanzo è anche quella di accompagnarti in altri mondi, di farti entrare in empatia con i suoi protagonisti. Di prenderti per mano e riconsegnarti altrove con la sensazione di aver vissuto un'esperienza nuova da conservare nel tempo. E allora buon viaggio tra le pagine di queste storie. Ovunque vi portino, anche a marzo.

- Angelo, guarda il passato di Thomas Wolfe (Mattioli). L'opera è insieme ritratto dell'America del primo Novecento, affresco della famiglia borghese in trasformazione e bildungsroman sul difficile passaggio dall'adolescenza all'età adulta.
- Il lago della creazione di Rachel Kushner (Einaudi). Ispirato ad alcune vicende reali di infiltrazione poliziesca e persecuzione giudiziaria contro l'attivismo ecologista, l'ultimo romanzo di Rachel Kushner, da sempre interessata alla storia della controcultura e dell'antagonismo politico, ci regala una prospettiva inedita da cui contemplare i conflitti del nostro tempo: lo sguardo algido e malinconico, alienato eppure struggente, di una nemica, e ci spinge a domandarci: e se fosse il nostro stesso sguardo?
- La mano mozza di Blaise Cendrars (Einaudi). Nella versione di Giorgio Caproni, uno dei romanzi più potenti ed estremi sulla Grande guerra, da accostare ai capolavori di Hemingway, Céline, Comisso e Remarque.
- Il libro di Möbius di Catherine Lacey (Sur). In queste pagine non si parla solo di rapporti di coppia, ma di amicizia, fede religiosa, salute fisica e mentale, relazioni coi genitori: nodi esistenziali a cui Lacey gira intorno con passione e intelligenza, senza mai pretendere di scioglierli del tutto.
- Il custode di Niccolò Ammaniti (Einaudi). Niccolò Ammaniti scrive il suo romanzo d'amore più pauroso, scavando nei desideri nascosti di un adolescente, Nilo Vasciaveo, che con la sua famiglia custodisce un segreto antico e letale.
- Abitavo a Penny Lane di Riccardo Bertoncelli (Feltrinelli). Un libro per chi c'era e per chi avrebbe voluto esserci. E per chi ancora oggi cerca nei dischi, o nei libri, qualcosa che somigli a una promessa di libertà. La musica come passione, identità, rivoluzione: il memoir di una vita vissuta a tempo di rock. Un viaggio ironico e affettuoso nella colonna sonora di una generazione.
- Una strada senza nome di Kapka Kassabova (Crocetti). Una riflessione profonda sul "Socialismo dal Volto Umano", sull'esilio, sul senso dei confini e, soprattutto, sull'identità individuale e collettiva in un mondo in movimento.
- La vita sempre di Elena Varvello (Guanda). La vita sempre è la storia della vita che tenta di resistere alla Storia. E che dovunque e sempre alza la sua canzone al cielo, una canzone d'amore.
- Microfictions di Régis Jauffret (Mondadori). Un viaggio nella memoria di una generazione che ha trovato nella musica rock la propria voce, la propria libertà e il proprio modo di stare al mondo.
- I volti di Tove Ditlevsen (Mondadori). Dopo la Trilogia di Copenaghen continua la riscoperta di Tove Ditlevsen: I volti è un romanzo sconvolgente che racconta la storia di una donna sull'orlo del baratro, ritratta con tutta la vividezza dell'esperienza vissuta. Con una scrittura ammaliante, Ditlevsen mette a punto un'acuta esplorazione del matrimonio e del divorzio, dell'amore e della follia, della paura e del male.

…E sono tre: niente Mondiali per l'Italia!


Italia ancora senza Mondiali. Il Play-off di ieri sera a Zenica lo vince la Bosnia ai rigori, 5-2 dopo l'1-1 dei supplementari. Il gol di Kean (nell'azione partita dall'errore di Vasjli) sembra spianare la strada. La Bosnia però preme e al 41' la fuga di Memic è fermata dal fallo di Bastoni: rosso. Anche in dieci, ottime occasioni per gli Azzurri (Kean, Esposito, Dimarco). E grandi parate di Donnarumma (Bajraktarevic, Demirovic). Il tap-in di Tabakovic (79') porta ai Supplementari. Cala la pressione bosniaca, chance per Esposito.
Queste le parole dei protagonisti:
- Gennaro Gattuso: "Chiedo personalmente scusa per non avercela fatta, ma i ragazzi mi hanno impressionato. Una mazzata così è difficile da digerire. Non voglio parlare di arbitri, non voglio parlare di niente. È ingiusto, ma il calcio è questo. Sono orgoglioso dei ragazzi. Fa male perché serviva a noi, alle nostre famiglie e al movimento. Il mio futuro? Ora non è importante, era importante andare ai Mondiali".
- Gabriele Gravina: "Devo fare i complimenti a Gattuso, credo che sia stato un grande allenatore. Gli ho chiesto di rimanere alla guida tecnica di questi ragazzi, così come l'ho chiesto a Buffon. C'è stato un momento di sintonia nello spogliatoio con questi ragazzi. Loro sono stati eroici. La parte tecnica è da salvaguardare al 100%, per quanto riguarda la parte politica c'è una sede, abbiamo convocato un Consiglio federale la prossima settimana. Capisco l'esercizio della richiesta di dimissioni a piè sospinto, ma sono valutazioni che spettano al Consiglio".

TUTTI I PIAZZAMENTI DELLA NAZIONALE ITALIANA AI MONDIALI
- 1930 (in Uruguay): non partecipa
- 1934 (in Italia): CAMPIONE DEL MONDO
- 1938 (in Francia): CAMPIONE DEL MONDO
- 1950 (in Brasile): eliminata al Primo turno
- 1954 (in Svizzera): eliminata al Primo turno
- 1958 (in Svezia): non qualificata
- 1962 (in Cile): eliminata al Primo turno
- 1966 (in Inghilterra): eliminata al Primo turno
- 1970 (in Messico): Seconda
- 1974 (in Germania Ovest): eliminata al Primo turno
- 1978 (in Argentina): Quarto posto
- 1982 (in Spagna): CAMPIONE DEL MONDO
- 1986 (in Messico): eliminata agli Ottavi di Finale
- 1990 (in Italia): Terza
- 1994 (in Usa): Seconda
- 1998 (in Francia): eliminata a Quarti di Finale
- 2002 (in Corea del Sud e Giappone): eliminata agli Ottavi di Finale
- 2006 (in Germania): CAMPIONE DEL MONDO
- 2010 (in Sudafrica): eliminata al Primo turno
- 2014 (in Brasile): eliminata al Primo turno
- 2018 (in Russia): non qualificata
- 2022 (in Qatar): non qualificata
- 2026 (in Usa, Canada e Messico): non qualificata
- 2030 (in Marocco, Spagna e Portogallo)
- 2034 (in Arabia saudita)

Dieci thriller agghiaccianti di Donato Carrisi da leggere per scoprire il meglio del maestro italiano del brivido

Dieci thriller agghiaccianti di Donato Carrisi da leggere per scoprire il meglio del maestro italiano del brivido
Abbiamo messo insieme le opere migliori per scoprire, o riscoprire, uno dei più apprezzati giallisti italiani contemporanei

👉 fonte: il Libraio

Tra gli autori italiani di thriller più apprezzati degli ultimi 15 anni c'è senz'altro Donato Carrisi: scrittore e sceneggiatore, nonché apprezzato regista di film tratti dalle proprie opere. Il più celebre è senz'altro La ragazza nella nebbia, con Toni Sorvillo, che è valso a Carrisi un meritato David di Donatello per l'esordio alla regia.
Qui a seguire abbiamo scelto 10 tra i migliori romanzi di Carrisi, quelli scelti dalla redazione tra l'intera produzione dell'autore. Sono rivolti a tutti i lettori che non hanno paura di immergersi in atmosfere inquietanti o di risolvere, al fianco di detective tormentati e psicologi straordinari, omicidi sanguinari e misteriose sparizioni. Romanzi che spaziano dai piccoli paesini dell'Italia del Nord alle vie affollate ma ricche di segreti di Roma capitale.
Nella selezione trovano spazio i titoli che hanno reso famosi alcuni dei protagonisti ricorrenti più apprezzati nell'opera di Donato Carrisi: l'investigatrice Mila Vasquez, specializzata in persone scomparse; la coppia composta dall'amnesiaco detective Marcus e dalla formidabile addetta della scientifica Sandra; e lo psicologo infantile Pietro Gerber, specialista in ipnosi. Tutti titoli godibili anche come casi a sé stanti, o perfetti per aprire le porte ai romanzi successivi dei vari cicli. Non mancano, ovviamente, i titoli autonomi come il più recente La bugia dell'orchidea, o la fiaba illustrata Eva e la sedia vuota. Un intero universo di storie dark per chi ama il brivido del thriller.

- La ragazza nella nebbia. La cittadina di Avechot, tra le Alpi, è scossa dalla sparizione di Anna Lou, una ragazza sedicenne del posto, proveniente da una famiglia molto religiosa. Il cinico poliziotto Vogel, caduto in disgrazia per aver manomesso delle prove in un caso precedente, si trova a indagare sul caso, e capisce subito come manipolare i media per massimizzare la propria visibilità personale. Un giallo che è anche una riflessione sull'effetto delle incessanti coperture mediatiche dei fatti di cronaca, da cui è stato tratto l'omonimo film con Toni Servillo e vincitore del David di Donatello.
- Il suggeritore. Il romanzo d'esordio di Carrisi è un thriller fulminante sulle forme del male. Una squadra speciale, guidata dal criminologo Goran Gavila e dall'investigatrice Mila Vasquez, indaga sulla sparizione di sei bambine. Sempre un passo dinanzi a loro c'è un inafferrabile serial killer che riesce a coprire le proprie tracce nascondendosi dietro ad altri presunti colpevoli. O, forse, è semplicemente in grado di stimolare il male che si nasconde dietro alcuni uomini, suggerendo loro azioni orribili da compiere in sua vece.
- L'uomo del labirinto. Dopo il successo de La ragazza nella nebbia, ecco un altro romanzo da cui è stato tratto un film con Toni Sorvillo. Sedici anni fa, una ragazza di nome Samantha è stata rapita. L'investigatore privato Genko non è stato in grado di risolvere il caso. Quando la ragazza, ormai donna, ricompare altrettanto misteriosamente dal nulla, per Genko, in fin di vita a causa di una incurabile condizione cardiaca, si presenta una seconda opportunità di dare la caccia al maniaco che indossa una maschera da coniglio. Ad aiutarlo nelle indagini ritorna Milla Vasquez; e ci saranno anche il Dottor Green, incaricato di far riaffiorare in Samantha i ricordi soppressi degli anni perduti, e l'amica transessuale Linda, a sua volta in pericolo di vita.
- La casa delle voci. Il primo libro della serie di casi che vede come protagonista Pietro Gerber, "l'addormentatore di bambini". No, non uno pseudonimo da serial killer, ma da psicologo specializzato in minori coinvolti in eventi traumatici e ricordi soppressi. Gerber sta per rifiutare un caso, quello che gli è raccomandato da una collega australiana, perché la possibile paziente, Hannah, è un'adulta. Ma Hannah ha assistito a un omicidio, forse quando era bambina. E c'è una memoria da recuperare. Quella legata alla misteriosa casa delle voci, luogo felice in cui Hannah ricorda di aver vissuto durante l'infanzia con la famiglia, ma che sembra troppo bello per essere vero.
- Il tribunale delle anime. Un'altra serie con due protagonisti ricorrenti: Marcus e Sandra. Il primo, formidabile investigatore che non ricorda nulla del proprio passato. La seconda, una foto-rilevatrice della scientifica in grado di identificare qualsiasi dettaglio fuori posto sulla scena del crimine. In questo primo caso, ispirato a una vera storia di cronaca, i due devono indagare sulla scomparsa della studentessa Lara, mistero che potrebbe ruotare intorno alle pieghe più oscure di Roma.
- La bugia dell'orchidea. La tormentata scrittrice Victoria Anthon riceve una lettera anonima. Dentro, un ritaglio di giornale relativo a un omicidio multiplo che ha distrutto una famiglia, in una torrida estate di dieci anni prima. Anthon decide di partire alla volta di Nazareth, il piccolo paese in cui si è consumata la tragedia, per parlare con il giornalista autore dell'articolo. L'ultimo libro di Carrisi è un thriller immerso nel misticismo, il cui punto di forza sta senz'altro nelle evocative e inquietanti atmosfere del fittizio paese in cui è ambientato.
- Io sono l'abisso. Tre personaggi senza nome si muovono sulle rive del lago di Como, forse insieme alla minaccia non vista di un serial killer. Il primo è "l'uomo che pulisce", un netturbino con un'infanzia di abusi alle spalle; la seconda è "la ragazzina con il ciuffo viola", figlia di genitori ricchi, vittima di ricatti mostruosi da parte di un ragazzo di cui si fidava; la terza è "la cacciatrice di mosche", che cerca di salvare quante più donne possibili a rischio di violenza e soprusi. Le loro storie si intrecciano con quelle di un male che sembra emergere dalle profondità oscure del lago.
- Eva e la sedia vuota. "Nella grande casa spenta in cima alla collina viveva tutta sola una bambina…". Inizia così il libro più insolito di Carrisi: non un thriller ma una favola illustrata per bambini; una favola dark, certo, che parla di una bambina che vive da sola in una grande villa, e giura di poter sentire la voce di un bambino risponderle quando parla a una sedia vuota…
- L'educazione delle farfalle. Sandra è una fredda ed efficiente broker milanese, nota come lo "squalo biondo". Ha una figlia di sei anni, non desiderata, ma tollerata. Quando però questa resta coinvolta in un incendio, la sua apparente morte sconvolge la vita di Sandra. Un anno dopo, nuovi indizi sembrano rivelare che la bambina possa essere ancora viva, da qualche parte. E Sandra si scopre disposta a tutto pur di salvare sua figlia.
- La donna dei fiori di carta. Il terzo libro di Carrisi è un caso unico nella sua produzione letteraria, deviando dal thriller per virare verso il romanzo storico. Le vicende hanno infatti inizio nel 1916, durante la Prima Guerra Mondiale, al confine italo-austriaco. Qui il medico Jacob Roumann deve interrogare uno dei prigionieri italiani per capire se sia un ufficiale o un soldato semplice. L'italiano racconterà a Roumann la storia della propria vita, dal suo servizio come aiutante di un'anziana alpinista ungherese all'amore per la bellissima figlia dell'ambasciatore spagnolo a Parigi. Un romanzo di grande atmosfera, dal sapore romantico.

International Booker Prize 2026: ecco i 6 libri finalisti


International Booker Prize 2026: ecco i 6 libri finalisti
In shortlist Shida Bazyar, Rene Karabash, Ana Paula Maia, Daniel Kehlmann, Marie NDiaye e Yáng Shuāng-zǐ. Fuori dalla corsa per l'International Booker Prize 2026 Il duca dellitaliano Melchiorre. I particolari

👉 fonte: il Libraio

Con l'annuncio della shortlist, entra nel vivo l'International Booker Prize 2026, premio che può contare sul supporto di Bukhman Philanthropies.
Quest'anno, il riconoscimento (tra i principali al mondo tra quelli riservati alla narrativa in traduzione) giunge alla decima edizione e celebra le migliori opere di narrativa (o raccolte di racconti) tradotte in inglese e pubblicate nel Regno Unito e/o in Irlanda tra il primo maggio 2025 e il 30 aprile 2026.
La shortlist è stata selezionata dalla giuria presieduta dall'autrice Natasha Brown.
Ecco i 6 libri finalisti:
- The Nights Are Quiet in Tehran di Shida Bazyar (tradotto dal tedesco da Ruth Martin), pubblicato in Italia da Fandango con il titolo Di notte tutto è silenzio a Teheran.
- She Who Remains della scrittrice bulgara Rene Karabash (tradotto da Izidora Angel), in Italia per Bottega Errante con il titolo Colei che resta;
- On Earth As It Is Beneath dell'autrice portoghese Ana Paula Maia (tradotto da Padma Viswanathan);
- The Witch di Marie NDiaye (tradotto dal francese da Jordan Stump), pubblicato da Prehistorica come La strega;
- Taiwan Travelogue dell'autore vietnamita Yáng Shuāng-zǐ (tradotto dal cinese-mandarino da Lin King);
- The Director di Daniel Kehlmann (tradotto dal tedesco da Ross Benjamin), edito da Feltrinelli con il titolo Il regista.
Dai 6 finalisti resta fuori Matteo Melchiorre, con Il duca (Einaudi). Oltre a Melchiorre, non entrano in finale Olga Ravn (The Wax Child, tradotto dal danese da Martin Aitken) e la scrittrice iraniana Shahrnush Parsipur (il suo Women Without Men è tradotto dal persiano da Faridoun Farrokh, e in Italia è pubblicato da Tulemond con il titolo Donne senza uomini). Il libro era già uscito nel nostro Paese nel 2009, con Aiep editore e Tranchida).
Fuori dalla shortlist, poi, Small Comfort di Ia Genberg (tradotto dallo svedese da Kira Josefsson - I dettagli per Iperborea); The Deserters del francese Mathias Énard (tradotto da Charlotte Mandell, in Italia con e/o); The Remembered Soldier della scrittrice olandese Anjet Daanje (tradotto da David McKay) e We Are Green and Trembling dell'argentina Gabriela Cabezón Cámara (tradotto da Robin Myers).
Martedì 19 maggio sarà proclamata l'opera vincitrice (previsto anche un premio alla migliore traduzione).

martedì 31 marzo 2026

Baruch Spinoza: Trattato dei tre impostori. Mosè, Gesù, Maometto



Baruch Spinoza: Trattato dei tre impostori. Mosè, Gesù, Maometto

Titolo originale: De tribus impostoribus
Formato: copertina flessibile
Pagine: 121
Editore: Piano B edizioni (gennaio 2009)
ISBN: 9788890320545

Data di acquisto: 26 marzo 2026
Letto dal 27 al 31 marzo 2026 [precedente lettura: 16 dicembre 2023]

▪️Sinossi
Chi erano Mosè, Gesù e Maometto? Quali erano le vere intenzioni di questi tre uomini che hanno cambiato per sempre il corso dei secoli? Questo breve saggio, il libro clandestino più temuto e desiderato dell'Europa moderna, tenta di rispondere a queste semplici domande. Un pamphlet pungente, che vuol dimostrare la natura prettamente politica dei tre grandi monoteismi, e dei tre profeti che fondarono le religioni, qui considerati come veri e propri impostori dediti alla gloria personale e al controllo dei popoli. Senza scadere nella blasfemia, viene dichiarata l'avversione ai profittatori della religione e all'uso politico che è sempre stato fatto di essa. La prefazione al volume di Piergiorgio Odifreddi arricchisce con ulteriori contenuti e spunti di riflessione le teorie esposte, con una sintetica e incisiva storia del libro, della sua recezione e del suo ruolo nelle tappe della storia dell'ateismo. Il Trattato dei tre impostori, conobbe un immenso successo nell'Europa del 1700, quando fu ricercato e letto segretamente da re e principi, prima di essere messo all'indice per il suo carattere sovversivo. Il volume, giunto alla seconda edizione viene riproposto, dopo il grande successo di pubblico e di critica avuto in Francia.

▪️L'incipit del libro
Tutti desiderano conoscere la verità, e tuttavia pochissimi la conoscono, perché i più si credono incapaci di cercarla da soli o preferiscono non darsene la pena. Non c'è quindi da stupirsi se il mondo è pieno di opinioni ridicole e vane: per sostenerle, infatti, non c'è niente di meglio che l'ignoranza. È l'ignoranza l'unica fonte delle false idee che si hanno della divinità, dell'anima, degli spiriti e di tutti gli errori che ne derivano. Ed è una consuetudine ormai prevalsa quella di accontentarsi dei pregiudizi avuti fin dalla nascita, di affidarsi per ogni cosa a persone pagate per sostenere le opinioni tradizionalmente accettate, e quindi interessate a persuadere il popolo, che siano esse vere o false.

▪️La mia (brevissima) recensione
"Tutti gli uomini nascono profondamente ignari delle cause delle cose, e tutto quel che sanno è che una loro inclinazione naturale li porta a ricercare ciò che è loro utile e vantaggioso, e ad evitare ciò che ritengono dannoso".
Avevo già letto questo interessante libro sul Kindle; qualche giorno fa, avendolo visto esposto in una libreria, non ho esitato ad acquistarne anche la versione "cartacea".
Il Trattato dei tre impostori rappresenta il classico esempio di libro conosciuto più per l'alone di mistero che lo circonda che per il suo contenuto. Non solo smentisce le fondamenta delle tre grandi religioni monoteiste (Cristianesimo, Ebraismo ed Islam) ma, addirittura, provocatoriamente accusa i loro "esponenti" di spicco (Gesù, Mosè e Maometto) di aver edificato una vera e propria egemonia di potere a scapito della "verità".
La leggenda di questo libro imputato a Spinoza (ma non c'è certezza su questo fatto), ruota tutta attorno al suo essere un testo che circolava clandestinamente nell'Europa illuminista del 1700 e che, come si è visto, è un vero e proprio manifesto ironico di estrema ribellione.
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️ (4 su 5)

"Crime 101": il thriller con Hemsworth e Berry arriva su Prime Video

Crime 101: il thriller con Hemsworth e Berry arriva su Prime Video

👉 fonte: HD Blog

Un'altra produzione di grande impatto è in arrivo su Prime Video, che dall'1° aprile vedrà l'arrivo del film intitolato Crime 101 - La strada del crimine. Parliamo di un thriller ambientato a Los Angeles, che annovera un cast di primissimo livello. Qualche nome? Chris Hemsworth e Halle Berry.
In questo film Chris Hemsworth sarà il protagonista e ricoprirà il ruolo di un ladro esperto, che proverà quello che spesso viene definito come "il colpo della vita". Maggiori dettagli nella sinossi ufficiale:
Sullo sfondo di una torrida Los Angeles sbiadita dal sole, Crime 101 - La strada del crimine racconta la storia di un abile ladro di gioielli (Chris Hemsworth) che semina il panico tra le forze dell'ordine con una serie di rapine lungo l'autostrada 101. Quando gli si presenta l'occasione di mettere a segno il colpo più importante della sua vita, la sua strada incrocia quella di una disillusa agente assicurativa (Halle Berry), arrivata a un bivio personale. Convinto di aver individuato uno schema ricorrente nelle rapine, un detective implacabile (Mark Ruffalo) gli sta dando la caccia, alzando ulteriormente la posta in gioco. A mano a mano che il giorno del colpo si avvicina, il confine tra cacciatore e preda comincia a farsi sempre più labile, e tutti e tre si trovano di fronte a scelte decisive per la loro vita, e alla consapevolezza che ormai non si può più tornare indietro.


Tratto dall'omonimo romanzo breve di Don Winslow, Crime 101 - La strada del crimine è stato scritto e diretto da Bart Layton, già noto per American Animals e L'impostore - The Imposter. Come anticipato, il cast sarà di primissimo livello e accanto a Berry e Hemsworth ci sarà anche Mark Ruffalo nei panni del detective. Ma non è tutto, poiché il cast comprende anche Barry Keoghan, Monica Barbaro, Corey Hawkins, Jennifer Jason Leigh e Nick Nolte.
La produzione porta la firma di Amazon MGM Studios.

Libri letti a marzo 2026… e quelli da leggere ad aprile!


I libri (e qualche fumetto) che ho letto e recensito a marzo:
Don Winslow: L'ultimo colpo
Massimo Raineri: Che, il rivoluzionario
Paul Gillon: La sopravvissuta
Tiziano Sclavi: Zardo
Bill Clinton e James Patterson: La presidente
Ashley Elston: La prima bugia vince
David Foster Wallace: Da una parte e dall'altra
Francesca Giannone: La portalettere
Emmanuel Carrère: I baffi

Ed i libri in lettura per aprile (ma non necessariamente in quest'ordine… e non è neanche detto che siano questi):
Graham Greene - Brighton Rock [già in lettura]
Federico Buffa e Carlo Pizzigoni - Storie mondiali. Un secolo di calcio in 10 avventure
George R.R. Martin - Il Cavaliere dei Sette segni
Aldo Cazzullo - Francesco Il primo italiano
Stefania Auci - L'alba dei Leoni

Dieci libri da leggere quando ci si sente soli


Dieci libri da leggere quando ci si sente soli
Non c'è niente di meglio di un libro per affrontare la solitudine, che sia attraverso una storia intrigante, una risata o uno spunto di riflessione. Ecco quindi una selezione di libri da leggere quando ci si sente soli, tra racconti introspettivi e commoventi e romanzi ironici e coinvolgenti. Consigli di lettura che, in modi differenti, hanno a che fare con la solitudine (e che ci insegnano come ascoltarla…)

👉 fonte: il Libraio

C'è una differenza sostanziale tra l'essere soli e il sentirsi soli. Nel primo caso, la solitudine può diventare un'opportunità di riflessione e di cura verso sé stessi, un momento in cui mettere in pausa il mondo per far nascere qualcosa di nuovo. Nel secondo caso, diventa un macigno, una sensazione appiccicosa e difficile da scacciare.
Tutti, almeno una volta nella vita, ci siamo sentiti soli. Soli a fronteggiare il silenzio, ma anche soli in mezzo a una folla di gente. Non capiti, disorientati, intrappolati nel passato, impauriti dal futuro.
Nei momenti in cui l'assenza di qualcuno o qualcosa si fa sentire, non c'è niente di meglio di un libro per trovare compagnia. Un libro non solo può essere una via di fuga, una scintilla di luce in mezzo al buio; può essere anche uno strumento con cui uscire dal proprio stato di isolamento, aprendosi al mondo e imparando a convivere con emozioni più complesse e stratificate. Infatti, vivendo per un po' di tempo accanto a un personaggio con problemi ed emozioni simili ai nostri, possiamo capire tanto di noi stessi e degli altri.
In questa lista proponiamo alcuni libri da leggere per sentirsi meno soli, che sia attraverso una storia coinvolgente, una risata, oppure uno spunto di riflessione.
- Sally Rooney: Intermezzo (Einaudi)
- Alison Espach: La magia dei momenti no (Bollati Boringhieri)
- Pier Vittorio Tondelli: Camere separate (Bompiani)
- Gabrielle Zevin: Tomorrow, tomorrow and tomorrow (TEA)
- Kent Haruf: Le nostre anime di notte (NN Editore)
- Lisa Ridzén: Quando le gru volano a sud (Neri Pozza)
- Toshikazu Kawaguchi: Finché il caffè è caldo (Garzanti)
- Ian McEwan: Quello che possiamo sapere (Einaudi)
- Alessia Gazzola: Miss Bee e il cadavere in biblioteca (Longanesi)
-  Philip Pullman, Queste oscure materie (TEA)
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The "Handmaid's Tale" arriva su Disney+ con tutte le stagioni

The Handmaid's Tale arriva su Disney+ con tutte le stagioni

👉 fonte: HD Blog

Da aprile arriverà su Disney+ una serie TV che non è recentissima, il suo debutto è infatti avvenuto nel 2017 negli USA, ma sin dal suo arrivo ha fatto discutere. Parliamo di The Handmaid's Tale, che a partire dall'8 aprile potrà essere vista dagli abbonati a Disney+. Sarà disponibile sin da subito con tutte e sei le stagioni in un’unica soluzione.
Parliamo di una serie distopica, tra le più discusse degli ultimi anni e ispirata dall'omonimo romando di Margaret Atwood. Non a caso si è scelto di farla debuttare in coincidenza con l'arrivo de I Testamenti, la nuova serie che va a proseguire proprio dove The Handmaid’s Tale terminava.
Come anticipato, The Handmaid’s Tale è l'adattamento televisivo del libro Il racconto dell’ancella, ed è ambientato nella Repubblica di Gilead, un regime totalitario nato sulle rovine degli Stati Uniti. Al centro della vicenda c'è Difred, interpretata da Elisabeth Moss, una delle poche donne fertili costrette a vivere come ancella, che avrà il gravoso compito di garantire la sopravvivenza della classe dirigente.
Il racconto non può essere etichettato in un unico genere e si sviluppa come dramma psicologico, ma ha anche i connotati di racconto politico e sociale.
Nel corso delle sei stagioni la serie ha potuto contare su un cast di altissimo livello, tra cui figurano attori come Joseph Fiennes, Yvonne Strahovski e Bradley Whitford. La produzione, firmata MGM Television, è guidata da Bruce Miller insieme a un team di produttori esecutivi che include anche la stessa Moss. Possiamo senza ombra di dubbio affermare che The Handmaid's Tale ha avuto un forte impatto culturale, diventando un punto di riferimento nel panorama delle serie contemporanee. Vale davvero la pena vederla, se ve la siete persa.

domenica 29 marzo 2026

Freida McFadden: Una di famiglia

Freida McFadden: Una di famiglia. The Housemaid, vol. 1

Titolo originale: The Housemaid
Formato: Kindle (1.5 MB)
Pagine: 351
Editore: Newton Compton Editori (30 maggio 2023)
ASIN: B0C4D6JNSY
ISBN-13: 9788822772350

Data di acquisto: 26 marzo 2026
Letto dal 26 al 29 marzo 2026

▪️Sinossi
Freida McFadden è la nuova indiscussa regina del thriller. Oltre 10 milioni di copie vendute.
Da questo romanzo il film evento dell'anno con Sydney Sweeney e Amanda Seyfried.
Anche se le porte sono chiuse, lei vede tutto…
Millie è in cerca di un lavoro per ricominciare una nuova vita. Pur non avendo referenze, riesce a farsi assumere come governante nella lussuosa villa dei Winchester. Non è esattamente il lavoro dei suoi sogni: polvere e cattivo odore invadono le stanze, e la padrona di casa, Nina, è una donna annoiata e instabile, che sembra godere nel vederla faticare dalla mattina alla sera. Però, quantomeno, Millie qui può fingere di essere un'altra e sentirsi al sicuro dalle ombre che la tormentano. Ma qualcosa non quadra in casa Winchester: la porta della sua stanza si chiude solo dall'esterno, e il giardiniere, Enzo, fa di tutto pur di metterla in guardia… ma da cosa, esattamente? Nonostante i presagi siano sempre più inquietanti, Millie deve resistere, non ha altra scelta. Quando conosce Andrew, l'affascinante marito di Nina, ha una ragione per restare e sentirsi al sicuro. Il passato non può raggiungerla. Ma Millie ancora non sa che i segreti della famiglia Winchester sono molto più pericolosi dei suoi…

▪️L'incipit del libro
Se mai uscirò da questa casa, sarà con le manette ai polsi.
Dovevo fuggire finché potevo, ma ho perso la mia occasione. Ora che i poliziotti sono qui e hanno scoperto cosa c'è al piano di sopra, non posso fare più nulla.
Tra pochi secondi mi verranno letti i miei diritti. Anzi, non so perché non l'abbiano ancora fatto. Forse sperano di estorcermi qualcosa di compromettente. Qualcosa che non dovrei dire.
Sì. Be', buona fortuna.
L'agente dai capelli neri leggermente brizzolati è seduto accanto a me sul divano di cuoio color caramello. Grosso com'è, continua a cambiare goffamente posizione. Mi ritrovo a immaginare come possa essere il divano di casa sua. Di sicuro non sarà costato una fortuna come questo. Potrebbe essere di un colore pacchiano, tipo arancione, pieno di peli di gatto e con le cuciture strappate. Chissà se anche lui sta pensando alla stessa cosa. Forse vorrebbe un divano come quello su cui è seduto adesso. O forse - cosa molto più probabile - sta pensando al cadavere che giace al piano superiore.
«Dunque, esaminiamo un'altra volta come sono andate le cose», bofonchia con il suo strascicato accento newyorkese.

▪️La mia recensione
"Perché… - Mi schiarisco la voce -. Perché la serratura della camera è all'esterno e non all'interno?".
Una di famiglia, datato 2022, è il primo libro della statunitense Freida McFadden. In questo velocissimo thriller psicologico seguiremo passo passo la giovane Mille Calloway che, una volta assunta come tata e donna delle pulizie dai coniugi Winchester, si ritrova coinvolta in una tremenda spirale di segreti personali e familiari, tradimenti, silenzi, verità taciute, violenza e… dove nulla è ciò che sembra.
I temi trattati dal romanzo sono i classici dei thriller con ambientazione domestica: la manipolazione di un coniuge sull'altro (non dico quali per non rovinarvi la lettura), la fiducia tradita e l'identità. 
La scrittura della McFadden è fatta di capitoli abbastanza brevi ma dal ritmo molto alto e colpi di scena a ripetizione. Le interazioni tra i vari personaggi sono presentate in modo tale da insinuare dubbi su chi stia realmente dicendo la verità.
Purtroppo le buone notizie si fermano qui…
Per il resto, e mi dispiace dirlo, questo romanzo non resterà tra i miei preferiti di sempre. Chiarisco meglio:
- Il fulcro del romanzo, la "famiglia perfetta" che invece nasconde crepe ed ambiguità, è un cliché già ampiamente utilizzato da tanti altri libri e film;
- La protagonista è alquanto ingenua, insicura e pure leggermente antipatica;
- Colpi di scena poco credibili e, spesso, scaturiti da coincidenze abbastanza forzate;
- Personaggi molto stereotipati e dal comportamento non sempre costante;
- Alcune scene risultano ripetitive;
- La storia, sino a tre quarti del libro, è vista attraverso il punto di vista di Millie; poi, tutto d'un tratto, il "gran finale" è visto tramite la prospettiva di Nina Winchester. Questa cosa mi ha sconcertato e non poco...
📌 Voto: 🎖️🎖️ (2 su 5)

sabato 28 marzo 2026

"L'inquilina": in arrivo il nuovo thriller di Freida McFadden


Il nuovo libro di Freida McFadden in uscita in Italia è L'inquilina, previsto per l'8 aprile 2026. Il romanzo segue Blake Porter, la cui vita viene sconvolta dopo aver affittato una stanza a una donna misteriosa, in una nuova storia ricca di segreti e suspense.

Dall'autrice del bestseller Una di famiglia
50 milioni di copie vendute nel mondo
L'autrice più venduta al mondo
Da oltre tre anni nella classifica dei bestseller
Nessun posto è come casa…
Blake Porter sta vivendo il momento migliore della sua vita: una brillante carriera, una recente promozione e un futuro tutto da costruire con la sua fidanzata, Krista. Finché, all'improvviso, tutto cambia. Accusato ingiustamente di aver danneggiato la sua azienda, Blake viene licenziato e si ritrova con una reputazione distrutta. E così, incapace di pagare il mutuo del nuovo appartamento dove vive con Krista, è costretto a trovare un modo per tirare avanti. Ed ecco che arriva Whitney. Bella, affascinante, alla mano, e in cerca di una stanza in affitto. Sembra la soluzione perfetta per Blake. O forse no. Perché qualcosa non torna. I vicini iniziano a comportarsi in modo strano. Un odore di decomposizione invade la casa, nonostante le pulizie. Rumori inquietanti lo svegliano nel cuore della notte. E Blake comincia a temere che qualcuno conosca i suoi segreti più oscuri… Il pericolo si nasconde tra le mura di casa, e quando se ne rende con-to è troppo tardi. La trappola è già scattata.

ASIN: B0GS43GTGJ
ISBN-13: 978-8822797629
Editore: Newton Compton Editori (8 aprile 2026)
Pagine: 352
Prezzo di copertina: 12,25 euro per la versione cartacea e 6,99 euro per quella digitale

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I libri più attesi di aprile 2026: 10 uscite da non perdere


I libri più attesi di aprile 2026: 10 uscite da non perdere
Dai romanzi più attesi ai thriller inquietanti, passando per storie intime e contemporanee: ecco 10 libri in uscita ad aprile 2026 da non perdere

👉 fonte: Libreriamo

Aprile è il mese in cui la narrativa torna a farsi plurale, stratificata, sorprendente. Le nuove uscite attraversano generi e sensibilità diverse, mettendo al centro storie che parlano di identità, trauma, desiderio, memoria e libertà. Accanto ai grandi ritorni della narrativa internazionale, si fanno spazio romanzi italiani intensi e necessari, capaci di raccontare il presente con uno sguardo lucido e profondamente umano.
Dalle atmosfere oscure dell'horror psicologico ai mondi del romantasy, fino alle riscritture storiche e ai romanzi di formazione, aprile 2026 si presenta come un mese ricco di letture che non si limitano a intrattenere, ma interrogano.
Le uscite di aprile dimostrano ancora una volta quanto la letteratura sia capace di attraversare il presente, restituendolo in forme diverse e spesso inattese. Dai romanzi più visionari a quelli più radicati nella realtà, ogni titolo di questa selezione offre uno sguardo unico sul mondo e sulle sue contraddizioni.
Sono storie che parlano di ciò che siamo, di ciò che abbiamo perso e di ciò che potremmo ancora diventare. E forse è proprio questo il senso più profondo della lettura: trovare nelle pagine qualcosa che ci riguarda, anche quando non ce ne accorgiamo subito.
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"Infinite": un libro abbandonato in un ostello è diventato un blockbuster con Mark Wahlberg


Infinite: un libro abbandonato in un ostello è diventato un blockbuster con Mark Wahlberg
Non capita tutti i giorni che un libro abbandonato in un ostello finisca per diventare un blockbuster sci-fi con un cast stellare. Ecco come il caso ha portato sullo schermo Infinite, diretto da Antoine Fuqua e con protagonista Mark Wahlberg

👉 fonte: Coming Soon

Il regista Antoine Fuqua, che prossimamente tornerà nelle sale con l'attesissimo biopic su Michael Jackson, è il regista di Infinite, action fantascientifico che mescola concetti soprannaturali, thriller e grandi sequenze spettacolari. Tratto dal romanzo The Reincarnationist Papers di D. Eric Maikranz, il film con protagonista Mark Wahlberg ha una storia produttiva incredibile, che ha inizio in un ostello in Nepal. E porta sullo schermo un'idea affascinante: se alcune persone potessero ricordare tutte le loro vite passate? Infinite gioca proprio su questo concetto, costruendo una storia che attraversa epoche diverse e mette in scena uno scontro tra chi vuole usare questo dono per salvare il mondo e chi, invece, desidera distruggerlo.
Tutto inizia nel 1985 a Città del Messico, con un uomo in fuga e un oggetto misterioso al centro di una caccia senza tregua. Da lì, la storia si sposta nella New York dei giorni nostri, dove conosciamo Evan McCauley (Wahlberg), un uomo tormentato da visioni e ricordi che non riesce a spiegare, tanto da essere considerato schizofrenico. La sua vita cambia quando scopre di essere un "Infinito", uno dei pochi individui in grado di reincarnarsi mantenendo memoria delle vite precedenti. Evan si ritrova così coinvolto in un conflitto secolare tra due fazioni: i Credenti, che vedono questo potere come un dono, e i Nichilisti, che lo considerano una maledizione da cancellare definitivamente.
Al centro dello scontro c'è un'arma potentissima, capace di distruggere tutta la vita sulla Terra, e proprio Evan potrebbe essere l'unico in grado di fermarla. Tra inseguimenti, combattimenti e ricordi che riaffiorano, il film costruisce un percorso in cui il protagonista deve capire chi è davvero… e chi è sempre stato. Il cast include Sophie Cookson, Chiwetel Ejiofor e Dylan O'Brien, che interpreta una versione passata del protagonista.


Infinite ha avuto una distribuzione particolare: a causa della pandemia è arrivato direttamente su Paramount+, saltando l'uscita tradizionale in sala. Una scelta che ha segnato il destino di molti blockbuster di quegli anni. Il film, si diceva, è tratto da un romanzo, ma la sua storia produttiva è quasi più interessante della trama stessa. L'autore D. Eric Maikranz, infatti, non riuscendo a trovare un agente, ha inserito nel libro una promessa di ricompensa per chiunque fosse riuscito a portarlo a Hollywood. Dopo un lungo percorso, il romanzo è stato scoperto da un assistente alla regia in un ostello in Nepal e, nel 2017, Paramount ne ha acquisito i diritti.
Tra le curiosità, alcune scene sono state girate a Highclere Castle, celebre location della serie Downton Abbey, mentre il ruolo principale era stato inizialmente pensato per Chris Evans, poi costretto a rinunciare. Wahlberg e Dylan O'Brien, invece, avevano già condiviso il set in Deepwater Horizon. Non mancano piccoli dettagli per gli appassionati: nella colonna sonora si può cogliere un effetto sonoro familiare della saga Transformers, di cui Wahlberg è stato protagonista, mentre la particolare locandina del film utilizza un intrigante effetto visivo chiamato "moiré".
Dal punto di vista critico, Infinite ha ricevuto un'accoglienza piuttosto tiepida: se le scene d'azione sono state apprezzate per spettacolarità e ritmo, molti hanno sottolineato una certa mancanza di originalità nella costruzione narrativa. Non a caso, il film ha ottenuto diverse nomination ai Razzie Awards, tra cui Peggior Film e Peggior Attore per Wahlberg. Resta comunque un titolo curioso, perfetto per un'ora e mezzo di puro intrattenimento con lo stile diretto e adrenalinico tipico del regista di Training Day.

Cinque romanzi thriller internazionali da leggere in primavera

Cinque romanzi thriller internazionali da leggere in primavera

👉 fonte: Agenda Online

La primavera è la stagione ideale per riscoprire il piacere della lettura, sfruttando la luce naturale che illumina la stanza o il crepuscolo che contribuisce a creare la giusta atmosfera per leggere un bel romanzo thriller. Di quelli carichi di tensione e colpi di scena sempre dietro l'angolo.
Negli ultimi anni alcuni autori internazionali hanno dominato le classifiche con romanzi diventati veri fenomeni editoriali, spesso discussi sui social e nelle community di lettori.
Da Stephen King a Dan Brown, passando per Freida McFadden e Gillian Flynn, pagine avvincenti che dimostrano quanto il genere thriller continui a evolversi, mescolando mistero, psicologia e intrigo.
Ecco cinque romanzi thriller imperdibili da leggere in primavera.

▪️Never Flinch. La lotteria degli innocenti di Stephen King
Stephen King continua a reinventare il thriller contemporaneo con Never Flinch. La lotteria degli innocenti, uno dei suoi romanzi più recenti, pubblicato nel 2025. Il libro riporta al centro della scena Holly Gibney, uno dei personaggi più amati creati dallo scrittore americano negli ultimi anni.
La storia prende avvio quando un misterioso individuo invia una lettera alla polizia minacciando una serie di omicidi: l'assassino promette di uccidere tredici innocenti e un colpevole, come vendetta per la morte di un uomo in carcere che ritiene vittima di un'ingiustizia. Parallelamente Holly accetta un incarico come guardia del corpo di una celebre attivista femminista minacciata da uno stalker fanatico. Le due vicende sembrano inizialmente separate, ma con il passare delle pagine si intrecciano in un puzzle inquietante.
King costruisce un thriller che alterna suspense e riflessioni sociali, esplorando temi come la radicalizzazione ideologica e la vendetta personale. L'autore dimostra ancora una volta la sua capacità di creare personaggi complessi e situazioni cariche di tensione. Holly Gibney era inizialmente un personaggio secondario nella trilogia di Mr. Mercedes, ma il successo tra i lettori ha spinto King a trasformarla in protagonista di diversi romanzi successivi.

▪️L'ultimo segreto di Dan Brown
Dopo otto anni di attesa dal precedente romanzo della saga, Dan Brown è tornato con L'ultimo segreto, pubblicato nel 2025 e ambientato nella suggestiva città di Praga. Il libro segna il ritorno del celebre professore di simbologia Robert Langdon, protagonista di thriller che hanno venduto milioni di copie nel mondo.
La storia comincia quando Langdon si trova nella capitale ceca insieme alla compagna Katherine Solomon, studiosa di scienze noetiche. Il viaggio, inizialmente pensato come una pausa tranquilla, si trasforma improvvisamente in un incubo quando la donna scompare misteriosamente dalla loro stanza d'albergo. Mentre le autorità cercano di bloccarlo, Langdon inizia una corsa contro il tempo tra castelli, passaggi sotterranei e simboli antichi, scoprendo una trama che coinvolge servizi segreti e ricerche scientifiche sulla coscienza umana.
Il romanzo mantiene tutti gli elementi che hanno reso celebre Dan Brown: enigmi da decifrare, ambientazioni storiche e un ritmo narrativo incalzante. Praga, con il suo fascino esoterico e i suoi labirinti medievali, diventa quasi un personaggio della storia.

▪️L'insegnante di Freida McFadden
Tra i thriller psicologici più discussi degli ultimi anni c'è senza dubbio L'insegnante, romanzo di Freida McFadden che ha conquistato rapidamente le classifiche internazionali. L'autrice statunitense, ormai considerata una delle nuove regine del thriller contemporaneo, costruisce ancora una volta una storia ricca di tensione, segreti e improvvisi colpi di scena.
La vicenda è ambientata in una tranquilla scuola superiore, dove Eve Bennett, insegnante di matematica apparentemente irreprensibile, conduce una vita ordinaria accanto al marito Nate, anch'egli docente nello stesso istituto. Tuttavia, dietro la facciata di normalità si nasconde una rete di tensioni e segreti. Quando una studentessa, Addie, comincia a comportarsi in modo ambiguo e a insinuare sospetti su Nate, l'equilibrio dell'ambiente scolastico si incrina rapidamente. Le voci si diffondono, le accuse diventano sempre più inquietanti e la verità sembra sfuggire continuamente.
McFadden costruisce il romanzo alternando diversi punti di vista narrativi, un espediente che permette al lettore di entrare nella mente dei personaggi e di dubitare costantemente delle loro versioni dei fatti. Il risultato è un thriller psicologico teso e imprevedibile, in cui ogni capitolo aggiunge nuovi elementi alla vicenda fino a un finale sorprendente.

▪️L'amore bugiardo di Gillian Flynn
Quando si parla di thriller psicologico contemporaneo, è impossibile non citare Gillian Flynn. Il suo romanzo L'amore bugiardo è diventato un caso editoriale internazionale e continua a essere uno dei libri più letti e discussi del genere.
La storia è incentrata su Nick e Amy, una coppia apparentemente perfetta che si conosce a una festa e si innamora immediatamente. Dopo il matrimonio si trasferiscono nel Missouri, ma la loro relazione comincia lentamente a incrinarsi. Il giorno del quinto anniversario di nozze, Amy scompare misteriosamente e tutti gli indizi sembrano puntare proprio su Nick.
Il romanzo alterna due punti di vista narrativi, creando una tensione psicologica crescente e un gioco continuo tra verità e menzogna. Flynn esplora i lati più oscuri delle relazioni di coppia, mostrando come l'immagine pubblica di un matrimonio possa nascondere manipolazioni e segreti profondi.
Il libro è stato adattato in un film di grande successo L'amore bugiardo - Gone Girl diretto da David Fincher interpretato da Ben Affleck e Rosamund Pike, contribuendo a consolidare il fenomeno mondiale del romanzo.

▪️Il collezionista di James Patterson
James Patterson è uno degli autori più prolifici e letti nel panorama del thriller internazionale. Tra le sue opere più celebri ci sono i romanzi dedicati al detective Alex Cross, protagonista di indagini serrate e ad alto tasso di suspense.
Il collezionista è uno dei titoli più noti della serie e racconta una storia che mescola poliziesco e thriller psicologico. Quando una serie di rapimenti sconvolge prima la costa orientale degli Stati Uniti e poi anche Los Angeles, il detective Cross si trova ad affrontare un criminale particolarmente intelligente e ossessionato dal controllo sulle proprie vittime. L'assassino, soprannominato "il collezionista", rapisce donne giovani e brillanti, tenendole prigioniere come se fossero oggetti preziosi.
L'indagine diventa una corsa contro il tempo per salvare le vittime e smascherare un killer capace di manipolare chiunque gli stia intorno. Patterson utilizza uno stile rapido e cinematografico, fatto di capitoli brevi e continui cliffhanger, che rendono il romanzo estremamente scorrevole.
James Patterson è considerato uno degli autori più venduti al mondo e ha scritto decine di thriller con protagonisti diversi, molti dei quali sono stati adattati per il cinema e la televisione.

venerdì 27 marzo 2026

La classifica dei libri più venduti


Dati relativi alla settimana dal 15 al 22 marzo 2026 (Fonte: TuttoLibri del 27 marzo 2026):

1. Maurizio de Giovanni - Figli per i Bastardi di Pizzofalcone. I Bastardi di Pizzofalcone, vol. 13
2. Niccolò Ammaniti - Il custode
3. Rachel Reid - Heated Rivalry
4. Pera Toons - Il gioco delle risate
5. Felicia Kingsley - Mezzanotte a Parigi
6. A.V. - Kpop Demon Hunters. Per i fan! Libro ufficiale
7. Stefania Auci - L'alba dei Leoni
8. Giovanna Mantegazza e Donata Montanari - Io e il mio papà. Ediz. a colori
9. Luca Bianchini - Le ragazze di Tunisi
10. Marco Malvaldi - L'uomo vestito di arancione. Sei casi al BarLume

Un altro possibile: 100 anni di fantascienza


Un altro possibile: 100 anni di fantascienza
Nel marzo del 1926 usciva il primo numero di Amazing Stories e veniva coniato il termine "sciencefiction". Che, tra letteratura e cinema, sarebbe diventato un viaggio bellissimo

👉 fonte: Rolling Stone

Per Boris Vian era la resurrezione della poesia epica, la vera mistica del nostro tempo. Philip K. Dick ne parlava come fosse una bugia: «Mi spiace, noi scrittori di fantascienza non possiamo parlare di scienza, le nostre conoscenze sono limitate e non ufficiali, e di solito la nostra finzione è terribile». O forse la vera bugia era parlarne come se lo fosse. Lei, la sci-fi, onesta oppure no porta il suo secolo d'età con disinvoltura, e per vantare questa salute deve in ogni caso aver trovato il modo perfetto di stare al mondo. Ai mondi.
Usciva cento anni fa il primo numero della rivista Amazing Stories: fondata a marzo del 1926, e nelle edicole americane ai primi di aprile. Il termine scientifiction si deve al suo editore, Hugo Gernsback: un neologismo dalla fortuna evidentemente immediata. Quella di un secolo fa come nascita della fantascienza moderna è una data convenzionale, si è detto spesso, anche a ragione. Non è esattamente così, non del tutto. È piuttosto la linea di demarcazione dopo la quale la sci-fi si è data un'appartenenza, una e infinite identità, un implicito statuto. Un nome. E quando sei fatto di aria e di spazi, di sogni, fantasia e paura, della forma attendibile di una bugia, quando insomma devi farti credere, la presentazione è tutto. E il nome ancora di più.
La storia secolare della fantascienza moderna è la storia di un altro possibile. Spesso inquietante. Certamente simbolico, probabilmente probabile, in ogni caso plausibile. Dopo una guerra mondiale combattuta a baionette e mitragliatrici, ancora di lì a venire un'altra finita in quel modo lì, nel 1926 la stessa idea di bomba atomica doveva sembrare fantascienza. In seguito l'olocausto nucleare ha rappresentato, e continua a rappresentare, un filone sci-fi fondamentale tra letteratura e cinema. Fantascienza pure quella. Ça va sans dire.
Oh, le innumerevoli volte che l'uomo ha detto che la fantascienza lo aveva detto. Perché se è sempre stata una bugia, è stata una bugia ben fatta. E come tutte quelle ben fatte, frutto maturo dello spirito di osservazione e di giuste dosi di fantasia e realtà. Del genio, fondamentalmente. E del genio a questo mondo non esiste definizione più pertinente di quella data dal vecchio Rambaldo Melandri, e sempre valida: «Fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità di esecuzione». Meglio se velocità della luce.
A proposito di luce e velocità: l'ultima volta che la fantascienza ce l'aveva detto, è stata avantieri. Era l'aprile del 2019, gli scienziati dell'Event Horizon Telescope avevano reso nota la prima immagine di un buco nero supermassivo, al centro della galassia Messier 87, cinquantacinque milioni di anni luce da noi. E il suo orizzonte degli eventi appariva pressoché identico a come era stato rappresentato cinque anni prima dal "visionario" Interstellar. Una pietra miliare, fin da subito, del fondamento scientifico applicato alla fantascienza. Della scienza di Interstellar (sotto la consulenza del fisico teorico Kip Thorne, premio Nobel tre anni dopo) si è detto e scritto moltissimo, e molto meglio di quanto potremmo farlo qui.
Era una nuova primavera del genere sci-fi al cinema, con esiti superlativi e di un'eleganza e spessore dimenticati: un anno prima Gravity, un anno dopo Arrival, nel mezzo il capolavoro di Christopher Nolan che per molti osava sfidare il primato inarrivabile di 2001: Odissea nello spazio. In quel caso il 2001 è arrivato da un pezzo, e ci ha deluso non poco. Siamo stati nel 2019 di Blade Runner, non abbiamo visto gli androidi e le pecore elettriche che diceva Philip K. Dick. Una pandemia planetaria, quella sì. Oggi siamo esattamente dentro il 2026 della Metropolis di Fritz Lang, e staremo un po' a vedere. In ogni caso non l'abbiamo persa, la voglia di stare a vedere, di sognare, lasciarci (tele)trasportare e magari esorcizzare un po' di paure.
Quanto alle affinità elettive con la poesia, anche Coleridge parlò del sense of wonder della sci-fi e di quella stessa «volontaria e momentanea sospensione dell'incredulità che costituisce la fede poetica». E poi la politica, la spiritualità, il piglio esplorativo delle space opera, la finezza semiotica delle ucronie così familiari e così capaci di parlare la stessa lingua dei nostri tempi: per lei non c'è un numero finito per le dimensioni conosciute. Per un secolo, la fantascienza moderna è stata il genere dei generi, lo sconfinato spettro di una tavolozza multiforme: l'ironia di Kurt Vonnegut e Douglas Adams, l'acume sociologico e trasversale di Ray Bradbury, le relazioni complicate con la robotica e l'AI di Arthur C. Clarke e Isaac Asimov, i terrori post-apocalittici di Richard Matheson e Cormac McCarthy. Esattamente come le stelle, riferimenti per andare oltre: tra l'uno e l'altro, una galassia di mezzo di sfumature, influenze e contaminazioni che continuano a fare della fantascienza l'infinito genere dell’infinito.
Un inganno verissimo, in fin dei conti: il trucco più plausibile e più spettacolare di tutti, il gioco dell'infinità per tornare in fondo al punto di partenza. Storie amazing, ma la meraviglia è sempre stata l'uomo: oggetto di studio di una scientifiction "inventata" nel 1926, ma anche prima di allora connaturata da sempre alla creatura di Dio e della materia. Andata così lontana da noi per tornare a noi, e parlarci fondamentalmente di noi. Non dei mondi, ma di chi abita questo. Non gli universi ma l'essere umano: tutte le sue forme fisiche e, tutte le declinazioni (im)possibili, le vite parallele e le realtà anche. C'è un'altra frase di Philip K. Dick. L'aveva pronunciata in una conferenza a Metz, ed è diventata l'intestazione della sua biografia-romanzo, Io sono vivo, voi siete morti di Emmanuel Carrère: «Molti sostengono di ricordare una vita passata. Io sostengo di ricordare un'altra, diversissima, vita presente».

giovedì 26 marzo 2026

Benvenuti nell'oscurità…


Ogni spazio narrativo evolve, e anche La Stanza di Antonio sente il bisogno di seguire la propria natura più autentica. Dopo mesi di letture, recensioni e riflessioni, ho deciso di imboccare una strada più definita, più affilata, più… da brividi!
Da oggi, perciò, questo blog darà quasi esclusivamente spazio a thriller, horror, noir e gialli: i generi che più mi appassionano, che (letteralmente) mi tengono sveglio la notte, che (metaforicamente parlando) mi fanno voltare pagina con il cuore in gola. Saranno loro il centro della mia attenzione, il cuore pulsante dei contenuti futuri.
Sia chiaro: gli altri generi letterari non scompariranno del tutto, ma avranno un ruolo più contenuto. Continuerò sia ad informarvi sulle novità editoriali, che a parlarne quando una storia saprà sorprendermi davvero o… quando un autore meriterà un riflettore speciale. Ma la direzione principale è questa: chiara e dichiarata!

✒️ Volete contribuire?
Se amate leggere e volete condividere le vostre recensioni (che siano thriller, horror, gialli o anche di altri generi), potete inviarle seguendo questo link. Troveranno spazio tra le mie pagine.
Questo cambiamento non è una chiusura, ma un modo per essere più sinceri, più riconoscibili, più appassionati. Chi resta, lo fa perché ama le storie che graffiano. Ed io non vedo l'ora di raccontarle…
Ah, e non dimenticate di iscrivervi al mio canale Whatsapp.

Emmanuel Carrère: I baffi


Emmanuel Carrère: I baffi

Titolo originale: La moustache
Formato: Kindle (1.1 MB)
Pagine: 141
Editore: Adelphi (27 febbraio 2020)
ASIN: B084ZR84KC
ISBN-13: 9788845982217

Data di acquisto: 6 settembre 2024
Letto dal 25 al 26 marzo 2026

▪️Sinossi
È quasi un capriccio, uno scherzo, quello di tagliarsi i baffi, da parte del protagonista di questo inquietante romanzo. Ma ci sono scherzi (Milan Kundera insegna) che possono avere conseguenze anche molto gravi. Il nostro non più baffuto eroe si troverà infatti proiettato di colpo, lui che voleva solo fare una sorpresa alla moglie, in un universo da incubo: perché tutti quelli che lo conoscono da anni, e la mo­glie per prima, affermano di non averli mai visti, quei baffi, e che dunque nella sua faccia niente è cambiato. Il mondo co­mincia allora ad apparirgli «fuor di squa­dra», e il confine tra la realtà e la sua immaginazione sempre più sfumato. Del­le due l'una: o è pazzo, o è vittima di un mostruoso complotto, ordito dalla moglie con la complicità di amici e colleghi, per convincerlo che è pazzo. Non gli resta che fuggire, il più lontano possibile. Ma ser­virà? O non è altro, la fuga stessa, che il punto di non ritorno? Per nessun lettore sarà facile ripensare a questo libro (in cui ritroviamo le atmosfere visionarie e paranoiche di quel Philip K. Dick sul quale Emmanuel Carrère ha scritto con illuminante finezza) senza un brivido di turba­mento.

▪️L'incipit del libro
«Che ne diresti se mi tagliassi i baffi?».
Agnès, che sfogliava una rivista sul divano, diede in una risata leggera, poi rispose: «Sarebbe una buona idea».
Lui sorrise. Sulla superficie dell'acqua, nella vasca dove indugiava, galleggiavano isolotti di schiuma disseminati di peletti neri. La barba gli cresceva ispida, costringendolo, se non voleva, la sera, ritrovarsi con il mento blu, a radersi due volte al giorno. Al risveglio sbrigava l'incombenza davanti allo specchio del lavandino, prima di farsi la doccia, ed era una semplice sequenza di gesti meccanici, priva di qualunque solennità. La sera, invece, quella corvée diventava un momento di relax che organizzava con cura, premurandosi di riempire la vasca incassata con il telefono della doccia perché il vapore non appannasse gli specchi che la circondavano, posando un bicchiere a portata di mano, quindi spalmandosi lungamente la schiuma sul mento, passando e ripassando il rasoio, attento a non toccare i baffi che dopo pareggiava con le forbici. Che dovesse o meno uscire e fare bella impressione, quel rito vespertino aveva il suo posto nell'equilibro della giornata, così come l'unica sigaretta che, da quando aveva smesso di fumare, si concedeva dopo pranzo. Il tranquillo piacere che ne ricavava era rimasto invariato dalla fine della sua adolescenza, la vita professionale l'aveva persino accresciuto e quando Agnès canzonava affettuosamente la sacralità di quelle sedute di rasatura lui ribatteva che in effetti era il suo esercizio zen, l'unico spazio di meditazione destinato alla conoscenza di sé e del mondo spirituale che gli lasciavano le sue futili ma impegnative attività di giovane quadro dinamico. Performante, lo correggeva Agnès, con ironica tenerezza.
Adesso aveva finito. Con gli occhi semichiusi, tutti i muscoli a riposo, si studiava la faccia allo specchio, divertendosi a esagerarne l'espressione di umida beatitudine e poi, cambiando a vista, di efficiente e determinata virilità. Un resto di schiuma gli era rimasto appiccicato all'angolo dei baffi. Aveva accennato all'ipotesi di raderli solo per scherzare, come a volte accennava a quella di tagliarsi i capelli cortissimi - li portava di media lunghezza, buttati all'indietro. «Cortissimi? Che orrore» protestava immancabilmente Agnès. «Con i baffi e il giubbotto di cuoio avresti l'aria di un finocchio».
«Potrei tagliarmi anche i baffi».
«A me con i baffi mi piaci» concludeva lei. A dire il vero, non l'aveva mai visto senza. Erano sposati da cinque anni.

▪️La mia recensione
"Lei disse che a prima vista tutto ciò sembrava impossibile, però forse capitava, a volte. Ma a chi? A nessuno, non conoscevano nessuno, non avevano sentito parlare di nessuno a cui fosse accaduto di credere di avere i baffi e non averli. Oppure, corresse, di credere che l'uomo che amiamo non li abbia quando invece li ha. No, non ne avevano mai sentito parlare. Ma non era follia, non erano pazzi, probabilmente si trattava di uno stato passeggero, una specie di allucinazione, forse l'inizio di un esaurimento nervoso".
In questo breve romanzo datato 1986, quasi un racconto lungo, Emmanuel Carrère prende un particolare quasi insignificante e ne fa una lenta discesa nella fragilità della mente umana. In poche pagine, infatti, il grande scrittore francese riesce a scrivere un horror in piena regola: pur non essendoci violenza, killer vari o colpi di scena finali, qui è tutto un crescendo di tensione psicologica sino all'assurdo gran finale. Il protagonista, appunto, dopo aver tagliato i baffi che ha portato per una decina d'anni, si aspetterebbe che l'adorata moglie, gli amici, i colleghi ed il mondo che lo circonda notino la differenza tra il prima ed il dopo la "pogonotomia", invece… niente! E quando lui chiede spiegazioni, si sente rispondere che lui non ha mai avuto i baffi! Da qui in poi parte tutto un vortice di situazioni assurde e disturbanti (una su tutte: tutte le foto che ha in casa lo ritraggono con i baffi) e dubbi esistenziali del protagonista su come lo vede la società che lo circonda e, in seconda battuta, su come lui ora percepisce il mondo: arriverà a chiedersi se quel che gli sta succedendo stia avvenendo realmente o e lui che sta diventando pazzo...
Carrère non dà spiegazioni (naturali o paranormali che siano) e non prende una posizione netta, ma lascia libero il lettore di farsi una sua idea. La sua scrittura è chiara, sintetica e molto "pirandelliana"; ogni volta che giri la pagina ti avvicini sempre di più al punto in cui il rito quotidiano della rasatura diventa una inquietante paranoia. Con l'irrazionale finale che, da solo, vale il prezzo del biglietto.
Un romanzo, perciò, adatto a chi ama le atmosfere thriller ed horror (anche se, come detto, questo libro è un'anomalia in questi due generi letterali).
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️🎖️ (5 su 5)

martedì 24 marzo 2026

Francesca Giannone: La portalettere


Francesca Giannone: La portalettere

Formato: copertina flessibile
Pagine: 416
Editore: Casa Editrice Nord (10 gennaio 2023)
ISBN-13: 9788842934844

Data di acquisto: 17 marzo 2026
Letto dal 18 al 24 marzo 2026

▪️Sinossi
Italia, anni '30.
Un paesino del Sud. Una donna del Nord.
Un incontro che cambierà entrambi.
Salento, giugno 1934. A Lizzanello, un paesino di poche migliaia di anime, una corriera si ferma nella piazza principale. Ne scende una coppia: lui, Carlo, è un figlio del Sud, ed è felice di essere tornato a casa; lei, Anna, sua moglie, è bella come una statua greca, ma triste e preoccupata: quale vita la attende in quella terra sconosciuta? Persino a trent'anni da quel giorno, Anna rimarrà per tutti «la forestiera», quella venuta dal Nord, quella diversa, che non va in chiesa, che dice sempre quello che pensa. E Anna, fiera e spigolosa, non si piegherà mai alle leggi non scritte che imprigionano le donne del Sud. Ci riuscirà anche grazie all'amore che la lega al marito, un amore la cui forza sarà dolorosamente chiara al fratello maggiore di Carlo, Antonio, che si è innamorato di Anna nell'istante in cui l'ha vista. Poi, nel 1935, Anna fa qualcosa di davvero rivoluzionario: si presenta a un concorso delle Poste, lo vince e diventa la prima portalettere di Lizzanello. La notizia fa storcere il naso alle donne e suscita risatine di scherno negli uomini. «Non durerà», maligna qualcuno. E invece, per oltre vent'anni, Anna diventerà il filo invisibile che unisce gli abitanti del paese. Prima a piedi e poi in bicicletta, consegnerà le lettere dei ragazzi al fronte, le cartoline degli emigranti, le missive degli amanti segreti. Senza volerlo, ma soprattutto senza che il paese lo voglia, la portalettere cambierà molte cose, a Lizzanello. Quella di Anna è la storia di una donna che ha voluto vivere la propria vita senza condizionamenti, ma è anche la storia della famiglia Greco e di Lizzanello, dagli anni '30 fino agli anni '50, passando per una guerra mondiale e per le istanze femministe. Ed è la storia di due fratelli inseparabili, destinati ad amare la stessa donna.

▪️L'incipit del libro
Lizzanello (Lecce)
«È morta la portalettere»!
La notizia si diffuse come un lampo lungo ogni strada e vicolo del paese.
«Figurati se quella è schiattata davvero», commentò donna Carmela, facendo capolino dalla porta con aria assonnata. L'alone nerastro del mascara del giorno prima le si era tutto addensato nelle pieghe sotto gli occhi.
«Pace all'anima sua», replicò la dirimpettaia in vestaglia, e si fece il segno della croce.
«Lo dicevano, che non stava bene», s'intromise un'altra dal balcone. «Non la si vedeva in giro da un pezzo».
«I bronchi, ho sentito», puntualizzò un donnone che stava spazzando l'uscio di casa.
«C'aveva la malattia dei portalettere», spiegò quella dal balcone. «Ferruccio, vi ricordate? Pure lui morì giovane».
Donna Carmela fece una smorfia. «Vado a stirare il vestito delle feste», disse. E rientrò.
In una casa non troppo distante, dove finiva il centro abitato e cominciava la distesa di ulivi, Giovanna se ne stava seduta al tavolo della cucina e versava lacrime su una cartolina datata 22 maggio 1936. La piegò in due, la infilò nell'incavo dei seni e uscì.

▪️La mia recensione
"Era convinta che l'amore non avesse bisogno di troppe stanze né di camere da chiudere a chiave: i primi anni di matrimonio li avevano trascorsi in un appartamento di tre locali e coi soffitti bassi, eppure erano stati felici, oh, se lo erano stati. Lo spazio fisico, quand'è troppo, aumenta anche la distanza tra i cuori: 'quando mai le principesse vivono felici nei castelli?' pensò".
Non è il mio genere, eppure La portalettere mi ha letteralmente rapito fin da subito. Si tratta di un romanzo storico e saga familiare che affronta i temi della memoria, dell'emancipazione femminile e della società del Sud Italia (nella fattispecie, del Salento) tra gli anni '30 ed i primissimi '60 del secolo scorso. Molto bello e toccante il breve cameo del mio paese (Salice Salentino) durante il bombardamento nel giorno della Fiera del 1943.
Fulcro del libro è Anna Allavena, genovese di nascita che, una volta arrivata a Lizzanello (in provincia di Lecce) al seguito del marito, sfida le norme sociali, culturali e l'arretratezza del profondo Sud dell'epoca. Per tutti sarà sempre "la forestiera" ma, allo stesso tempo, tra tensioni, segreti familiari e straordinari gesti di altruismo, diventerà il punto di riferimento, per la sua famiglia e per il paese intero.
"La forestiera", quindi, non si piegherà e non si adeguerà mai alle leggi non scritte del potere patriarcale tipico del Meridione: dirà sempre ciò che pensa e farà sempre ciò che vuole.
Molto belle le descrizioni della provincia leccese di quegli anni: la campagna salentina, insieme ai suoi simboli per eccellenza (olio e vino), non si limita a fare da sfondo alla storia di Anna, ma diventa quasi il cuore pulsante del libro stesso.
La scrittura di Francesca Giannone è molto scorrevole ed emozionante, il ritmo è sempre alto ed i dialoghi molto realistici. La spettacolare figura di Anna (una donna realmente esistita) è descritta con un carattere molto forte, determinato, dalla mente aperta e molto "avanti" per il suo tempo.
📌 Voto: 🏅🏅🏅🏅🏅 (5 su 5)