"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito".
[Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

domenica 24 dicembre 2023

[RECENSIONE] Wulf Dorn: La psichiatra


Wulf Dorn: La psichiatra

Titolo originale: Trigger
Formato: Kindle (532 KB)
Pagine: 329
Editore: Corbaccio (31 dicembre 2010)
ASIN: B0065QKAUI

Data di acquisto: ottobre 2012
Letto dal - al 27 ottobre 2012

◾ Sinossi
Lavorare in un ospedale psichiatrico è difficile. Ogni giorno la dottoressa Ellen Roth si scontra con un'umanità reietta, con la sofferenza più indicibile, con il buio della mente. Tuttavia, a questo caso non era preparata: la stanza numero 7 è satura di terrore, la paziente rannicchiata ai suoi piedi è stata picchiata, seviziata. È chiusa in se stessa, mugola parole senza senso. Dice che l'Uomo Nero la sta cercando. La sua voce è raccapricciante, è la voce di una bambina in un corpo di donna: le sussurra che adesso prenderà anche lei, Ellen, perché nessuno può sfuggire all'Uomo Nero. E quando il giorno dopo la paziente scompare dall'ospedale senza lasciare traccia, per Ellen incomincia l'incubo. Nessuno l'ha vista uscire, nessuno l'aveva vista entrare. Ellen la vuole rintracciare a tutti i costi ma viene coinvolta in un macabro gioco da cui non sa come uscire. Chi è quella donna? Cosa le è successo? E chi è veramente l'Uomo Nero? Ellen non può far altro che tentare di mettere insieme le tessere di un puzzle diabolico, mentre precipita in un abisso di violenza, paranoia e angoscia. Eppure sa che, alla fine, tutti i nodi verranno al pettine.

📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

[RECENSIONE] D. M. N.: Segnali dal futuro


D. M. N.: Segnali dal futuro. Un thriller sui viaggi nel tempo

Formato: Kindle (2394 KB)
Pagine: 20
Editore: - (15 luglio 2017)
ASIN: B073YRJ3RN

Data di acquisto: 11 gennaio 2023
Letto l'11 gennaio 2023

◾ Sinossi
È diventato ricco sfondato in poco tempo. Il suo segreto? Tutto è iniziato dopo un incidente sportivo, ora è in grado di vedere il futuro meglio di Nostradamus.
Sandro sta mentendo oppure conosce veramente il futuro grazie a delle visioni? Quale mistero si nasconde realmente dietro al suo incredibile successo? Come scoprirà presto, conoscere il futuro può essere molto pericoloso.

◾ La mia (brevissima) recensione
Non proprio originale come trama (mi ha richiamato alla mente, tanto per citarne un paio, anche i film "Timecop. Indagine dal futuro" con Jean-Claude Van Damme e "La guerra di domani" con Chris Pratt), ma le buone intenzioni ci sono tutte… Nonostante ciò, questo racconto breve è talmente breve che ha rovinato tutte quelle belle intenzioni.
📌 Voto: ⭐⭐⭐ (3 su 5)

[RECENSIONE] Joël Dicker: La verità sul caso Harry Quebert


Joël Dicker: La verità sul caso Harry Quebert. Serie di Marcus Goldman, vol. 1

Titolo originale: La Vérité sur l'Affaire Harry Quebert
Formato: Kindle (2389 KB)
Pagine: 775
Editore: Bompiani (21 maggio 2015)
ASIN: B00XXONOQM

Data di acquisto: 30 novembre 2015
Letto dal 14 al 21 marzo 2017

◾ Sinossi
Estate 1975. Nola Kellergan, una ragazzina di 15 anni, scompare misteriosamente nella tranquilla cittadina di Aurora, New Hampshire. Le ricerche della polizia non danno alcun esito.
Primavera 2008, New York. Marcus Goldman, giovane scrittore di successo, sta vivendo uno dei rischi del suo mestiere: è bloccato, non riesce a scrivere una sola riga del romanzo che da lì a poco dovrebbe consegnare al suo editore. Ma qualcosa di imprevisto accade nella sua vita: il suo amico e professore universitario Harry Quebert, uno degli scrittori più stimati d'America, viene accusato di avere ucciso la giovane Nola Kellergan. Il cadavere della ragazza viene infatti ritrovato nel giardino della villa dello scrittore, a Goose Cove, poco fuori Aurora, sulle rive dell'oceano.
Convinto dell'innocenza di Harry Quebert, Marcus Goldman abbandona tutto e va nel New Hampshire per condurre la sua personale inchiesta. Marcus, dopo oltre trent'anni deve dare risposta a una domanda: chi ha ucciso Nola Kellergan? E, naturalmente, deve scrivere un romanzo di grande successo.
La verità sul caso Harry Quebert è un fiume in piena, travolge il lettore e lo calamita dalla prima all'ultima pagina. è il giallo salutato come l'evento editoriale degli ultimi anni: geniale, divertente, appassionante, capace di stregare prima la Francia, poi il mondo intero.

◾ L'incipit del libro
Il giorno della scomparsa (Sabato 30 agosto 1975)
"Centrale di polizia, qual è il suo problema?"
"Mi chiamo Deborah Cooper, abito in Side Creek Lane. Credo di avere appena visto una ragazza inseguita da un uomo nella foresta".
"Cos'è successo esattamente?"
"Non lo so! Ero affacciata alla finestra, stavo guardando verso la foresta, e a un certo punto ho visto questa ragazza correre in mezzo agli alberi. Dietro di lei c'era un uomo… Credo che stesse cercando di sfuggirgli".
"Dove si trovano in questo momento?"
"Non… Non riesco più a vederli. Sono dentro la foresta".
"Mando subito una pattuglia, signora".
Fu quella telefonata a dare inizio alla vicenda che turbò la cittadina di Aurora, nel New Hampshire. Quel giorno, Nola Kellergan, una ragazza del posto di quindici anni, scomparve. Non venne più ritrovata.

◾ La mia recensione
"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito".
Si tratta di un libro nel libro che diventa anche un gioco "ad incastri" tra i tanti personaggi che affollano il romanzo; e ad ogni capitolo cambia anche il tuo giudizio nei loro confronti… compresa Nola, la quindicenne al centro del mistero, che da musa inspiratrice diventa, via via che scorrono le pagine, ragazzina indifesa, ragazzina disinibita, ragazzina pazza e, infine (per usare il termine contenuto nel romanzo) puttanella consenziente.
Thriller dalle atmosfere cupe ottimamente strutturato; la storia accattivante e la suspense in essa contenuta invogliano il lettore ad andare avanti senza sosta. E spettacolare è anche la rivelazione finale: durante lo scorrere delle pagine cominci a costruirti mille teorie e mille ipotesi… ma tutto crolla quando arrivi alla fine e finalmente scopri come sono andate davvero le cose.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

[RECENSIONE] Charles Dickens: Oliver Twist


Charles Dickens: Oliver Twist

Titolo originale: Oliver Twist; or, The Parish Boy’s Progress
Formato: Kindle (758 KB)
Pagine: 578
Editore: Newton Compton Editori (26 luglio 2011)
ASIN: B0062ZLCTA

Data di acquisto: 10 dicembre 2012
Letto dal - al - [nuova lettura con recensione: 16 settembre 2025]

◾ Sinossi
Edizione integrale. In Oliver Twist Dickens dà veste immaginativa alla sua dura infanzia di "orfano" e di operaio nella turbolenta Londra dei primi decenni del XIX secolo e la trascende in una dimensione più universale. Perciò, come dato strutturale profondo, troviamo la semplicità e la potenza della lotta dell'Innocenza contro il Male; e l'ottica infantile che sottopone a radicale critica l'incomprensibile mondo adulto. Oliver però è anche lo strumento per esplorare un mondo storico quanto mai problematico, di cui abbiamo intensissime e quasi visionarie immagini tanto nei primi capitoli, in cui è satiricamente rappresentato il concreto e inumano funzionamento delle "workhouse" (sorta di ospizi e case di lavoro per poveri e disoccupati), quanto nella parte centrale, e conclusiva, dove percorriamo una Londra terribile: la metropoli non del progresso borghese ma del crimine e della degradazione. Oliver Twist - conosciuto a volte attraverso le versioni ridotte per ragazzi - va riscoperto nella integrità di testo letterario, come lo ha riscoperto il cinema nella versione di Polanski, ultimo dei grandi maestri, tra cui Eisenstein e Lean, che ne sono stati conquistati.
«Sebbene io non intenda affatto sostenere che nascere in un ospizio costituisca di per sé la più fortunata e invidiabile circostanza che possa capitare ad un essere umano, affermo però che in questa particolare circostanza nulla di meglio sarebbe potuto capitare al giovane Oliver Twist».

📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

[RECENSIONE] Virginie Despentes: Le dotte puttane


Virginie Despentes: Le dotte puttane

Titolo originale: Les Chiennes Savantes
Formato: Kindle (775 KB)
Pagine: 247
Editore: Fandango Libri (2 settembre 2022)
ASIN: B0BCKZ168B

Data di acquisto: 6 dicembre 2022
Letto dal 9 al 14 dicembre 2022

◾ Sinossi
Amalgama di giallo e pornografia, Virginie Despentes ci trasporta, in questo suo secondo, spietato romanzo nelle atmosfere inquietanti di Lione e del quartiere bohémien Croix-Rousse. La protagonista, Louise Cyfer, puttana e "cagna", lavora come spogliarellista all'Endo, locale notturno dove le passioni più sfrenate si consumano, e che appartiene a un'organizzazione criminale quasi esclusivamente femminile con a capo la Regina Madre. La routine opprimente del locale - i gesti ripetuti, la pantomima quotidiana -, viene sconvolta dall'assassinio selvaggio di Stef e Lola, colleghe di Louise, ferocemente mutilate. Sulle tracce dell'assassino, Louise conosce il misterioso Victor, crudele manipolatore che le infligge dolore e piacere, per poi abbandonarla. Smarrita, disperata, perso il controllo su di sé e sui suoi amori, Louise erra per una Lione sempre più ristretta, senza cielo, soffocante e chiusa come in un cubo di Francis Bacon e solo nelle ultime pagine finirà per sciogliere l'orrendo enigma. Il colore del sangue si fa nero. Peep-show, puttane e maschere, dunque. Nella dimensione asettica della "cabina" ognuno esibisce qualcosa di diverso da quel che è, ci si parla attraverso il vetro, le tende scendono sempre troppo presto, e quello che finiamo per scoprire non ha niente a che vedere con quello che viene rappresentato… Anche le bambole, quando parlano e si tolgono il trucco, non hanno l'aspetto che pensavamo di conoscere di loro.

◾ L'incipit del libro
Mercoledì 6 dicembre. Ore 16.00.
L'aria nello sgabuzzino era impregnata di un calore sporco.
Stravaccato sotto la mia sedia, Macéo, il cane che Laure ci aveva affidato per il tempo di un appuntamento, soffocava placidamente. La lingua spessa, rosa e bianca, fremente, tutta fuori. Era una bestia enorme, con un mantello sontuoso e grandi occhi ebeti e vacui.
Cathy disegnava fiori dai petali giganteschi sull'ultima pagina della sua agenda.
Dalla cabina attigua, Roberta squittiva: "Senti un po', vecchio porco, cos'è che vuoi dire? Cosa faresti con le mie mutandine?". Con la sua voce da ragazzina, dissonante, troppo acuta e fintamente indignata. Si sentiva il tipo che si scaldava, borbottava cose incomprensibili.

◾ La mia recensione
"Passiamo la vita a sudare perché degli stronzi si facciano delle seghe… Dei rotti in culo che non vediamo neanche. E non gli basta di ridurci così, devono anche venire a casa tua per guardare sotto la tua pelle come sono fatte le tue ossa… Ci devono prendere tutto… Non è abbastanza umiliante così, dobbiamo anche avere paura, dobbiamo anche crepare… Ma ti rendi conto?".
Di Virginie Despentes, tempo fa, avevo sentito parlarne in occasione di Scopami (da molti ritenuto il suo miglior romanzo). Si tratta, comunque, di un'autrice molto autobiografica: punk, prostituzione, trattamenti elettroconvulsivi e, come se ciò non bastasse, è stata anche stuprata.
In questo libro (ma mi hanno detto che il discorso vale anche per Scopami) adotta una prosa irregolare e spigolosa, a tratti quasi ingenua. La trama di Le dotte puttane, detto senza tanti giri di parole, non è un granché: assistiamo soltanto a lunghi ed estenuanti dialoghi tra donne a cui non piace sapere nulla e che, per giunta, si parlano alle spalle. Tutto qui!
📌 Voto: ⭐ (1 su 5)

[RECENSIONE] Jacopo De Michelis: La stazione


Jacopo De Michelis: La stazione

Formato: copertina flessibile
Pagine: 876
Editore: Giunti Editore (5 gennaio 2022)
ISBN-13: 978-8809949485

Data di acquisto: 26 gennaio 2023
Letto dal 2 al 20 febbraio 2023

◾ Sinossi
Milano, aprile 2003. Riccardo Mezzanotte, un giovane ispettore dal passato burrascoso, ha appena preso servizio nella Sezione di Polizia ferroviaria della Stazione Centrale. Insofferente a gerarchie e regolamenti e con un'innata propensione a ficcarsi nei guai, comincia a indagare su un caso che non sembra interessare a nessun altro: qualcuno sta disseminando in giro per la stazione dei cadaveri di animali orrendamente mutilati. Intuisce ben presto che c'è sotto più di quanto appaia, ma individuare il responsabile si rivela un'impresa tutt'altro che facile.
Laura Cordero ha vent'anni, è bella e ricca, e nasconde un segreto. In lei c'è qualcosa che la rende diversa dagli altri. È abituata a chiamarlo "il dono" ma lo considera piuttosto una maledizione, e sa da sempre di non poterne parlare con anima viva. Ha iniziato da poco a fare volontariato in un centro di assistenza per gli emarginati che frequentano la Centrale, e anche lei è in cerca di qualcuno: due bambini che ha visto più volte aggirarsi nei dintorni la sera, soli e abbandonati.
Nel corso delle rispettive ricerche le loro strade si incrociano. Non sanno ancora che i due misteri con cui sono alle prese confluiscono in un mistero più grande, né possono immaginare quanto sia oscuro e pericoloso. Su tutto domina la mole immensa della stazione, possente come una fortezza, solenne come un mausoleo, enigmatica come una piramide egizia. Quanti segreti aleggiano nei suoi sfarzosi saloni, nelle pieghe dolorose della sua Storia, ma soprattutto nei suoi labirintici sotterranei, in gran parte dismessi, dove nemmeno la polizia di norma osa avventurarsi?
Per svelarli, Mezzanotte dovrà calarsi nelle viscere buie e maleodoranti della Centrale, mettendo a rischio tutto ciò che ha faticosamente conquistato. Al suo ritorno in superficie, non gli sarà più possibile guardare il mondo con gli stessi occhi e capirà che il peggio deve ancora venire. La stazione è, allo stesso tempo, thriller e romanzo d'avventura. Mescolando i generi più popolari, Jacopo De Michelis continuamente apre e chiude davanti agli occhi del suo lettore le porte di storie differenti eppure sempre collegate, e lo conduce in giro per sotterranei favolosi e inquietanti.

◾ L'incipit del libro
Centinaia di occhi scrutavano i binari oltre le immense tettoie in ferro e vetro annerito dallo smog, dove per il momento nell'aria tremolante si scorgevano soltanto le vecchie cabine di controllo abbandonate.
L'annuncio si era appena diffuso tra gli uomini schierati, passando di bocca in bocca. Quello che un notiziario radio aveva già ribattezzato come il "treno del terrore" era alle porte di Milano. Tra pochi minuti, con quasi quattro ore di ritardo sull'orario previsto, sarebbe entrato in stazione.
Era da almeno mezz'ora che lo stavano aspettando. Un cordone di agenti dei Reparti mobili in tenuta antisommossa circondava le banchine intorno al binario 4, il primo dei binari lunghi, laterale e per questo ritenuto più facile da controllare. L'intero piazzale era stato chiuso al pubblico. Nessun treno poteva arrivare o partire fino a nuovo ordine. Era una domenica di rientro dal weekend, e i disagi per i viaggiatori, che già rumoreggiavano inferociti oltre le transenne, non sarebbero stati indifferenti, ma a decidere che fosse più prudente così era stato il prefetto in persona, interpellato dal comitato di crisi riunito negli uffici della Polizia ferroviaria.

◾ La mia (brevissima) recensione
"Ho conosciuto abissi e inferni, ho visto gente morire, ho toccato con mano la disperazione e lo strazio più profondi. Ci vogliono tanta pazienza e ostinazione, bisogna imparare a difendersi dalle emozioni".
La stazione, opera prima di Jacopo De Michelis, è un bel thriller con una trama molto intensa che, quasi quasi, scorre al ritmo del Punk… e in questo libro, credetemi, ce n'è davvero tanto.
Riccardo e Laura, i due coprotagonisti (che io mi auguro, prima o poi, di rivederli in un'altra rocambolesca avventura) sono molto ben caratterizzati. Sempre pronti a risolvere i problemi degli altri… ma poi son loro stessi i primi ad avere una vita abbastanza incasinata. Gli altri personaggi, tuttavia, mi han dato l'impressione di essere alquanto stereotipati: il poliziotto eroe con un figlio ribelle, i cattivi che si fanno riconoscere da subito perché agiscono come tali, gli amici per la pelle con l'immancabile traditore, ecc. La storia, inoltre, è parecchio prolissa e, in alcuni punti, anche con situazioni assurde o surreali.
Sì, è un mattone di quasi 900 ma si legge con facilità e, come avrete certamente capito, non ci si annoia mai!
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐ (4 su 5)

[RECENSIONE] Romano De Marco: A casa del diavolo


Romano De Marco: A casa del diavolo

Formato: copertina flessibile
Pagine: 219
Editore: Time Crime (2 gennaio 2013)
ISBN-13: 978-8866880523

Data di acquisto: 14 febbraio 2017
Letto dal 23 al 25 febbraio 2017

◾ Sinossi
Giulio Terenzi è un trentenne ambizioso e un impenitente seduttore: ma proprio quando ogni cosa sembra andare per il meglio, la sua promettente carriera di bancario viene stroncata dall'improvviso trasferimento a Castrognano, un borgo sperduto tra i monti dell'Abruzzo dove si ritrova a gestire, da solo, la piccola filiale della banca per cui lavora. L'impatto con il paese si presenta a dir poco scoraggiante. Il vecchio direttore della filiale, Rinaldi, muore in un misterioso incidente stradale subito dopo aver passato le consegne al giovane collega; esaminando i depositi e i conti correnti, Terenzi nota poi delle gravi anomalie che fanno pensare a una truffa architettata ai danni della baronessa De Santis, una ricchissima ottuagenaria che vive nel palazzo situato di fronte alla banca. Col passare del tempo, gli eventi misteriosi si moltiplicano: strani simboli appaiono all'ingresso di abitazioni i cui proprietari sono scomparsi nel nulla; un bambino inizia a seguirlo come un'ombra, mostrandogli disegni che rappresentano allucinate scene di morte; si vocifera di strani rituali celebrati nei boschi, cui Terenzi non può e non vuole dar credito…

◾ La mia recensione
Ecco un libro che promette bene… e basta! Infatti, comincia come un giallo o un thriller in piena regola (si parla di un nuovo direttore di banca di un paesello sperduto tra le montagne e in cui si sono verificate alcune strane sparizioni di anziani), ma strada facendo ti rendi conto che sia il proseguo della trama che l'intreccio di tutta la storia non hanno basi solide. E, non a caso, si capisce quale sia il finale (e cosa ci sia dietro) già quando sei a poco meno della metà del libro.
Ma, quello che più di tutto mi ha dato davvero fastidio, è il fatto che la narrazione è sempre di una piattezza mortale, salvo svegliarsi soltanto nelle ultimissime pagine… come se l'autore avesse finito le pagine a disposizione.
Discorso a parte merita la figura del personaggio principale. Davvero assurdo che un novello direttore di banca arrivi ad improvvisarsi investigatore privato (per giunta spiattellando a tutti su cosa stia investigando) e, infine, a calarsi anche nei panni di Rambo!
Che dire? Libro bocciato su tutta la linea.
📌 Voto: ⭐ (1 su 5)

[RECENSIONE] Tommaso De Lorenzis: Storia dell'Inter nelle Coppe Europee


Tommaso De Lorenzis: Storia dell'Inter nelle Coppe Europee

Formato: copertina flessibile
Pagine: 283
Editore: Urbone Publishing; prima edizione (2015)
ISBN: 978-8087797891

Data di acquisto: 24 gennaio 2016
Letto dal 26 gennaio all'1 febbraio 2016

◾ Sinossi
Dagli albori della Coppa dell'Europa Centrale (la mitica Mitropa Cup degli anni '30), passando dalla Coppa delle Fiere e per proseguire con la Coppa dei Campioni e la Coppa Uefa, senza dimenticare la Coppa delle Coppe, ma con il fascino della Coppa Intercontinentale, questa pubblicazione ripropone l'Inter in versione europea in tutte le sue angolazioni, senza tralasciare i dettagli ed esaltandone le sue imprese. Anche attraverso i nomi dei suoi campioni e dei suoi allenatori che hanno contribuito ad arricchire un palmarès notevole, composto da 3 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali, 1 Mondiale per Club e 3 Coppa Uefa. Anche se probabilmente le pagine ricche e da scrivere saranno ancora tante…

◾ La mia recensione
In realtà questo "tomo" non è fatto per esser letto ma per essere consultato: infatti, ci troviamo tutti i tabellini di tutte le partecipazioni dell'Inter nelle coppe internazionali… comprese, nonostante il titolo del libro faccia riferimento solo alle competizioni europee, quelle in Coppa Intercontinentale e Mondiale per Club. Ma questo, per quanto mi riguarda, è solo un piccolo dettaglio che non sminuisce l'imponente opera dell'autore, fatta (come è facile intuirlo), armandosi di tanta pazienza, lavoro di ricerca (si parte, e non è cosa da poco, dagli anni '30) e di passione nerazzurra! Libro, per farla breve, che è propria una vera chicca per gli appassionati nerazzurri.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

[RECENSIONE] Alessandro Defilippi: Per una cipolla di Tropea


Alessandro Defilippi: Per una cipolla di Tropea. Colonnello Enrico Anglesio, vol. 1.5

Formato: Kindle (451 KB)
Pagine: 72
Editore: Mondadori (21 novembre 2012)
ASIN: B00AAP0Q9A

Data di acquisto: 5 maggio 2013
Letto dal 22 al 24 novembre 2017

◾ Sinossi
In una giornata di sole splendente, capace di illuminare anche i caruggi più angusti e bui di Genova, un cadavere viene recuperato nelle acque del porto. Sembrerebbe il corpo di un pescatore, ma la pistola e il silenziatore rinvenuti nelle sue tasche aprono scenari non previsti. Il colonnello Enrico Anglesio, chiamato sul posto a occuparsi del caso, viene catturato da un insolito indizio, che si rivelerà il suo asso nella manica: le cipolle di Tropea trovate nella barca del presunto pescatore…

◾ La mia (brevissima) recensione
È solo un racconto breve  (che fa parte della raccolta "Giallo panettone") ma ha tutti gli ingredienti, e le potenzialità, per essere sviluppato in un romanzo vero e proprio.
Per una cipolla di Tropea, ambientato a Genova nel primo periodo post bellico, è un giallo abbastanza leggero ma intenso e non privo di pathos ed azione, che si legge o tutto d'un fiato (tanto sono solo una settantina di pagine) o, come ho fatto io, gustandolo a piccola dosi.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐ (4 su 5)

[RECENSIONE] Jeffery Deaver: Il silenzio dei rapiti


Jeffery Deaver: Il silenzio dei rapiti

Titolo originale: A Maiden's Grave
Formato: copertina flessibile
Pagine: 432
Editore: Sonzogno (giugno 2002)
ISBN-13: 9788817070447

Data di acquisto: 29 gennaio 2013
Letto dal 18 al 23 agosto 2016

◾ Sinossi
Kansas. Uno scuolabus viene bloccato da tre evasi che non hanno più niente da perdere: otto bambine sordomute vengono prese in ostaggio insieme alle loro insegnanti e trascinate in un vicino mattatoio. Il capo degli evasi, un sadico pluriomicida, minaccia di uccidere una bambina ogni ora se le sue condizioni non verranno accettate, e Arthur Potter, il negoziatore mandato dall'FBI, ha solo dodici ore per convincerlo a rilasciare gli ostaggi. Dodici ore per trovare la giusta linea di trattativa e imparare a ragionare con la testa dell'assassino. Ma mentre si gioca questa estenuante guerra psicologica, all'interno del macabro mattatoio Melanie, un'insegnante sordomuta, si rivela un aiuto insperato…

◾ L'incipit del libro
«Otto uccelli grigi, appollaiati nel buio.
Soffia un vento freddo, indelicato».
Il piccolo scuolabus giallo raggiunse la sommità di una brusca salita sulla strada e, per un istante, tutto ciò che lei poté vedere fu un'immensa trapunta pallida di frumento, larga migliaia di chilometri, che ondeggiava, ondeggiava sotto il cielo grigio. Poi l'automezzo discese ancora una volta e l'orizzonte scomparve.
«Appollaiati su un filo, sollevano le ali e si allontanano tra le ribollenti nubi».

◾ La mia recensione
Di Jeffery Deaver avevo letto soltanto (e quasi vent'anni fa) Il collezionista di ossa: mi era piaciuto ma senza appassionarmi più di tanto e, perciò, decisi di lasciar perdere Deaver. Ad inizio 2013, approfittando (almeno così mi sembra di ricordare) di un'offerta su alcuni libri esposti su una bancarella, comprai Il silenzio dei rapiti… e da allora, visto che comunque non mi andava di leggerlo, è sempre rimasto parcheggiato sulla mia mensolina!
Qualche giorno fa, in mancanza di altre letture, ho deciso che fosse arrivato il suo momento e, lo confesso, a lettura ultimata ho capito che avevo fatto un grosso sbaglio a non leggerlo prima. Che gran bel libro che ho lasciato per anni nel dimenticatoio!!! Storia davvero originale e ritmo serrato (non concede un attivo di tregua…) ne hanno fatto uno dei miei libri preferiti del 2016.
All'inizio sembra essere un romanzo semplice semplice: ti illudi di dover leggere di una banda di evasi che prende in ostaggio un gruppo di ragazzine sordomute capitate per caso sulla loro strada… e invece ti ritrovi invischiato in un vortice di azione, bugie e tradimenti; il tutto, ovviamente, in presenza dell'immancabile sangue che scorre a fiumi!
Sì, perché Arthur Potter, il negoziatore FBI che deve trattare con i sequestratori, si vedrà costretto a svolgere il suo compito circondato da colleghi doppiogiochisti, giornalisti senza scrupoli a caccia di scoop e varie autorità governative a cui interessa soltanto mettersi in mostra in vista di imminenti elezioni. Insomma, per il povero Potter niente è ciò che sembra… ma troverà un inatteso e sorprendente aiuto direttamente dall'interno del luogo del sequestro!
Discorso a parte merita poi il finale… che, aiutato da un ritmo narrativo sempre più alto, giunge davvero inatteso (ma leggermente frettoloso) e, per giunta, squarciando definitivamente il sottilissimo velo che divideva i buoni dai cattivi.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)