Peter Heller: Le stelle del cane
Titolo originale: The dog stars
Formato: Kindle (2.4 MB)
Pagine: 352
Editore: Bompiani (29 luglio 2026)
ASIN: B0H87G4Q4Y
ISBN-13: 9791221708769
Data di acquisto: 12 ottobre 2026
Letto dal 12 al 15 ottobre 2026
▪ Sinossi
In un mondo devastato da una pandemia che ha cancellato quasi tutta l'umanità,
Higg vive nell'hangar di un piccolo aeroporto su un altipiano di quello che
una volta era il Colorado. Attorno solo desolazione, fattorie abbandonate e
una grande pianura. Accompagnato da Jasper, il suo cane e copilota, tutti i
giorni Higg sale a bordo di un Cessna del 1965 e vola fino alle pendici delle
montagne. A terra lo aspetta Bangley, un vecchio che spara a vista su chiunque
tenti di avvicinarsi. Insieme difendono il loro territorio minimo da
sopravvissuti, infetti e predoni. Ma se Bangler sembra essersi adattato a
questa vita, Higg non si rassegna alla violenza ed è tormentato dai ricordi di
quello che ha perduto.
Quando l'angoscia lo opprime trova sollievo in cielo, alla ricerca di un
barlume di speranza, o esplorando le foreste: la natura, pur ferita e
mutilata, nella sua terrificante bellezza lo fa sentire ancora vivo. Spinto da
un desiderio inesplicabile, un giorno Higg supera in volo il punto di non
ritorno, il confine invisibile oltrepassato il quale non avrà più carburante
per tornare a casa. Quel viaggio estremo lo porta a scoprire un luogo immerso
in un tempo sospeso, un canyon in cui sembrano regnare l'abbondanza e la pace,
dove un padre e una figlia lo costringeranno a fare i conti con le sue paure,
il passato, un'ipotesi di futuro.
Romanzo distopico e lirico al tempo stesso, Le stelle del cane è una storia
sulla perdita, la solitudine, la bellezza fragile di un mondo che sembra sul
punto di svanire. Un percorso intimo e avventuroso, un canto di resistenza e
amore per la natura e per la vita quando tutto sembra perduto. Da questo libro
è stato tratto il film di Ridley Scott "The Dog Stars. Le stelle dopo la
fine".
▪ L'incipit del libro
Tengo la Belva in esercizio. Tengo la 100LL pronta, prevedo gli assalti. Sono
un po' giovane, sono un po' vecchio. Mi piaceva pescare le trote più di tutto
o quasi.
Il mio nome è Hig, un nome solo. Big Hig se proprio ve ne serve un altro.
Se mai mi sono svegliato in lacrime da un sogno, e non sto dicendo che mi è
successo, è stato perché sono scomparse le trote, tutte. Salmerini, iridee,
fario e ibride, tutte.
Se n'è andata la tigre, l'elefante, la scimmia, il babbuino, il ghepardo. La
cincia, la fregata, il pellicano (grigio), la balena (grigia), la tortora dal
collare. Triste, ma. Non ho pianto finché l'ultima trota non ha risalito la
corrente forse in cerca di acqua più fresca.
Melissa, mia moglie, era una vecchia hippie. Non tanto vecchia. Era bella da
vedere. In questa storia avrebbe potuto essere Eva, ma io non sono Adamo. Più
tipo Caino. Non ce l'avevano un fratello come me.
Avete mai letto la Bibbia? Dico mettersi seduti a leggerla come un libro? Date
un'occhiata al Libro delle Lamentazioni. È lì che siamo, direi. A lamentarci.
A strizzarci il cuore come una spugna.
Dicevano che alla fine avrebbe fatto freddo, dopo il caldo. Molto più freddo.
Sto ancora aspettando. Sempre una sorpresa, questa vecchia terra, una gran
sorpresa dopo l'altra da prima ancora che si separasse dalla luna che gira e
gira in tondo come il compagno di un'oca sparata.
Niente più oche. Pochissime. Ottobre scorso ho sentito il loro vecchio verso
dopo il tramonto e le ho viste, cinque contro l'azzurro freddo sbiadito oltre
il crinale. Cinque in tutto l'autunno, e poi in aprile neanche una.
▪ La mia recensione
"La vita e la morte vivono l'una dentro l'altra. Di questo mi ero reso
conto. La morte è in ciascuno di noi, nell'attesa di notti più calde, un
sistema compromesso, un tarlo, come dentro gli alberi neri e morenti sulle
montagne. E la vita è dentro la morte, virulenta e insistente come un
ceppo influenzale. Come dovrebbe essere".
Questo romanzo post-apocalittico e tremendamente realistico (in fin dei
conti, ha profetizzato i fatti del Covid-19), Le stelle del cane, pur
pubblicato ad agosto 2012 è esploso soltanto adesso grazie al suo
adattamento cinematografico realizzato da Ridley Scott (e con Jacob Elordi e
Josh Brolin nei ruoli chiave).
Ci troviamo in un mondo completamente annientato da una spaventosa epidemia
(una micidiale febbre altissima ha ucciso, usando le stesse parole del
protagonista, "il novantanove virgola" della popolazione mondiale), in cui i
pochissimi sopravvissuti son costretti a lottare, anche tra di loro, per
procurarsi cibo, acqua e quant'altro serva per andare avanti. E come se non
bastasse son sparite anche moltissime specie animali.
Tra i pochi sopravvissuti, faremo la conoscenza di Hig (un pilota,
meccanico, pescatore, poeta e voce narrante), il suo cane quasi sordo Jasper
e Bangley (un anziano asociale ed armato di tutto punto). Tutti e tre si
sono adattati a vivere in un piccolo aeroporto abbandonato: Hig perché ha
trovato il carburante per il suo Cessna (che lui ha ribattezzato "la Belva")
risalente agli anni '50 del secolo scorso, Bangley perché può facilmente
presidiare il perimetro dell'aeroporto (spara a tutto ciò che si avvicina…
anche alle persone sane!). A distanza di quasi dieci anni dallo scoppio
dell'epidemia, Hig è ancora convinto di riuscire a trovare (servendosi
proprio del suo aereo) qualche sparuta comunità di sopravvissuti; e per
questo, quasi ogni giorno, in compagnia di Jasper, parte in perlustrazione
con il Cessna. Da lassù, può solo constatare la desolazione e la natura che,
gradualmente, si è ripresa i suoi spazi. Finché un giorno non intercetta una
strana trasmissione radio… Decide di partire, pur sapendo che il carburante
non basterà per il volo di ritorno!
A conti fatti, perciò, Hig personifica appieno l'umanità che, pur sterminata
dall'epidemia ed ancora terrorizzata, cerca con ogni mezzo di non perdere la
propria anima affidandosi alla natura (Hig è un poetico osservatore delle
stelle), alla speranza, al legame con il proprio cane ed ai brevi voli del
suo catorcio volante; Bangley, viceversa, rappresenta l'America di Trump
(cattiva, bruta e diffidente verso l'estraneo). In ultimo, ecco Jasper: è
solo (si fa per dire) un cane, ma è il perfetto simbolo di innocenza, di
fedeltà incondizionata e affetto.
Eppure, nel nuovo mondo plasmato dall'epidemia, anche se Hig e Bangley sono
caratterialmente all'opposto, non possono fare a meno l'uno dell'altro:
Bangley insegna ad Hig come sopravvivere e sapersela cavare nelle situazioni
più estreme; Hig fa capire a Bangley che più in là della paura e della
prepotenza c'è tutto un mondo da scoprire basato su legami veri e amicizia.
Lo stile del romanzo è tutto intimista perché è un lungo ed unico monologo
di Hig: ecco, allora, frasi spezzettate e senza punteggiatura. Nelle prime
pagine questo tipo di scrittura quasi spiazza e destabilizza ma, strada
facendo, ci si abitua e passa tutto in secondo piano.
Le stelle del cane, pur nel suo sconforto generale, parla (facendoci
anche riflettere) di sopravvivenza, speranza, amicizia, Amore (sì, quello
con la A maiuscola) e natura anche in un contesto devastato e quasi
annientato. E quasi quasi, io vi consiglierei di leggerlo assieme a
La strada, il bellissimo (ed altrettanto poetico) romanzo di Cormac McCarthy.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐(5 su 5)

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