Daniele Mencarelli: Quattro presunti familiari
Formato: Kindle (1.3 MB)
Pagine: 286
Editore: Sellerio Editore (13 gennaio 2026)
ISBN-13: 978-8838949470
ASIN: B0G727NF68
Data di acquisto: 8 settembre 2026
Letto dal 9 al 15 settembre 2026
▪ Sinossi
Il maresciallo Damasi e l'appuntato Circosta sono alle prese con il rinvenimento di uno scheletro nei boschi attorno al paese di Norma, in provincia di Latina. Il nuovo romanzo di Daniele Mencarelli. Un enigma che svela un mondo nero, intriso di desiderio e nostalgia del potere, di forza e violenza, in cui si aggirano personaggi macchiati dalla colpa, intossicati da errori e sogni. In loro si annida la luce di un riscatto.
▪ L'incipit del libro
Il maresciallo Damasi a guardarlo sembra un sessantenne, uno di quei sessantenni risparmiati dal sovrappeso.
Non ricordo dove fossimo diretti, l'alba gelata rendeva la campagna industriale di Latina un deserto d'extra-comunitari e lampioni ancora accesi.
«Circosta, come trova un bar aperto si fermi che le offro cappuccino e cornetto. Oggi compio quarantanove anni».
Accennai, almeno così ricordo, un sorriso.
«Auguri».
Non tenni per me quella sorpresa, ne parlai per primo col brigadiere Liberati.
«Cazzo!». E rise come un pazzo, un pazzo che prova un piacere estremo per le disgrazie altrui. In meno di due ore tutta la caserma sapeva.
Liberati decise di fare scempio di quella sorpresa, trasformandola in materia per battute anche divertenti, sempre o quasi sempre a sfondo sessuale, ne sfornava a ciclo continuo.
Il maresciallo Damasi alla fine lo venne a sapere, fu un pranzo in mensa a dargli la prova materiale del mio tradimento.
Eravamo almeno una decina, intorno a Liberati che quel giorno sembrava essere in uno stato di grazia, a forza di ridere molti di noi avevano i crampi allo stomaco. «Ma vi rendete conto? C'ha quarantanove anni! Quarantanove! Quello pure il pisello c'avrà invecchiato, ce l'avrà incartapecorito». Poi piegò l'indice ad uncino: «Ecco il pisello del maresciallo in erezione». Un collega cadde dalla sedia.
Nessuno s'accorse dell'arrivo di Damasi, fermo sulla porta a guardarci. Molti si alzarono, altri fecero finta di niente.
Nessuno, però, riuscì a togliersi dalla bocca il sorriso.
▪ La mia recensione
"Il ristorante-pensione della signora Garvan sembrava esser diventato un ricovero di malati di vario tipo, dai malati di mente ai malati per droga, ai malati per rimorsi e sensi di colpa e paure incontrollabili. In quest'ultima categoria di malati mi ci sentivo anch'io".
Non avendo mai letto altri suoi libri, non ho un metro di paragone vero e proprio per dare un giudizio sulla scrittura di Daniele Mencarelli. E forse è anche meglio: così non ho modo di essere condizionato.
Partiamo dalla trama di questo Quattro presunti familiari. In un bosco dalle parti di Latina viene rinvenuto uno scheletro: è perfettamente conservato ma non ha vestiti, oggetti o altri segni di riconoscimento. Ai carabinieri di Latina (ed in particolar modo al maresciallo Damasi ed al giovane appuntato Circosta) il compito di dare un nome a quei poveri resti che, da subito, si intuisce essere ossa di giovane donna. Vengono convocati quattro presunti familiari di tre donne scomparse negli ultimi vent'anni e, nei giorni che precedono la rivelazione finale del nome, toccherà proprio all'appuntato Circosta prendersi cura (letteralmente) di loro. Sulla carta un compito che si annuncia facile… Invece ne succederanno di tutti i colori!
Il protagonista, l'appuntato Circosta, è il classico antieroe per eccellenza: timido, maldestro con le donne, si sente un pesce fuor d'acqua in mezzo ai suoi colleghi carabinieri. Ma è maledettamente determinato a far bene il suo lavoro ed a diventare un uomo ed un carabiniere migliore di quello che lui stesso crede di essere.
Menzione speciale anche per il buon maresciallo Damasi (il solo a credere nelle potenzialità dell'appuntato Circosta) e per i quattro presunti familiari dello scheletro senza nome (un fratello, una sorella ed una coppia di genitori) che, mentre aspettano di sapere chi è il vincitore della "lotteria" del DNA, si trasformeranno in un coacervo di problemi, insoddisfazioni interiori, rabbia repressa, manie e patologie a non finire.
E poi c'è lei: Latina. La cittadina laziale non si limita a fare da semplice sfondo per lo scorrere degli eventi, ma diventa un vero e proprio personaggio e manifestazione di nostalgia fascista, potere e rancore.
Un noir atipico, molto descrittivo e dal ritmo quasi sempre lento: non c'è alcuna indagine, non c'è un caso da risolvere e non c'è un "cattivo" da acciuffare. E, diciamolo pure, molte domande non troveranno una risposta. Al centro di tutto c'è solo la mente umana. E c'è l'attesa: dei quattro presunti familiari, una volta appresa l'identità dello scheletro, solo uno avrà finalmente la pace che aspetta da vent'anni, gli altri continueranno a struggersi nella incertezza di non sapere che fine ha fatto la loro congiunta scomparsa.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐ (4 su 5)




















