"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito".
[Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

domenica 13 settembre 2026

"L'eremo dei folli": a caccia della verità con l'entomologia forense di Agnese Messina


"L'eremo dei folli": a caccia della verità con l'entomologia forense di Agnese Messina

👉 fonte: il Libraio

Fin da bambini impariamo a dar peso ai grandi eventi. Alle manifestazioni eclatanti, alle occasioni speciali. Il compleanno, il primo giorno di scuola, gli esami di stato. E se fosse un errore? O meglio, se il peso maggiore nelle nostre vite l'avessero eventi che consideriamo marginali? A volte sono i dettagli a fare la differenza. Le cose piccole, quasi invisibili. È quello che June McFlynn, la protagonista di L'eremo dei folli, impara grazie all'Entomologia forense. Studiando questa materia, scopre l'importanza di avere uno sguardo sul mondo che salta il macroscopico e si focalizza sul microscopico.
Ma cos'è l'Entomologia forense?
Quando sentiamo parlare di un'indagine, immaginiamo impronte digitali, tracce di DNA, telecamere di sorveglianza. Raramente pensiamo a una mosca. Eppure, proprio gli insetti possono custodire alcune delle informazioni più preziose sulla scena di un crimine. Non mentono, non dimenticano, non si lasciano suggestionare. Seguono soltanto le leggi della natura. È proprio su queste leggi che si fonda l'Entomologia forense, la disciplina che utilizza lo studio degli insetti per ricostruire eventi di interesse giudiziario, aiutando gli investigatori a rispondere a domande fondamentali: quando è morta una persona? Il corpo è sempre rimasto nello stesso luogo? Cosa è accaduto nelle ore successive al decesso?
Gli insetti possono aiutare a scoprire tutto questo, se interrogati nel modo corretto. E lo fanno con dati misurabili: lo stadio di sviluppo in cui vengono rinvenuti, le specie ritrovate, la distribuzione… Questi dati vanno, però, non solo collezionati, ma interpretati. È proprio lì che entra in gioco l'entomologo.
June ha imparato a osservare le minuscole differenze che possono far slittare la data della morte di una o più settimane, a distinguere due animali apparentemente identici grazie a un'ornamentazione sul torace visibile solo al microscopio, a notare delle discrepanze nella presenza o meno di un particolare insetto sul luogo di un crimine. Grazie a questi dettagli, l'entomologia forense offre soluzioni. E ci ricorda che i piccoli gesti sono spesso quelli che tradiscono, che rivelano bugie e mistificazioni. È semplice ripulire un luogo da prove evidenti come le impronte digitali. Ma lì, da qualche parte, c'è una piccola creatura che può svelare la verità.
Fantascienza? Potrebbe apparire così, ma l'Entomologia è una branca delle scienze forensi che esiste da secoli, per quanto sia ancora poco conosciuta in Italia.
Una delle prime testimonianze documentate dell'impiego degli insetti in un'indagine di omicidio risale al XIII secolo in Cina. Altre cronache narrano di un'indagine svoltasi a Parigi, nella seconda metà del 1800, in cui due coniugi accusati di aver nascosto il corpo di un bambino nelle pareti di casa sono stati assolti anche grazie alle prove entomologiche che datavano il fatto a due anni prima, quando l'immobile aveva altri proprietari. Anche oggi l'entomologia forense è utilizzata per risolvere casi reali, anche di importanza mediatica, e ricercatori e ricercatrici di ogni parte del mondo lavorano per affinare le conoscenze che permettono di esplorare nuove prospettive, ogni giorno più precise.
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