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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

domenica 30 novembre 2025

Recensione della penna stilografica Pilot Prera


La Pilot Prera, del famoso colosso giapponese, è una stilografica compatta ed elegante allo stesso tempo, pensata per chi preferisce una scrittura fluida e precisa senza spendere un capitale. Il suo buon rapporto qualità-prezzo la rende una stilografica adatta a tutti (studenti o professionisti che siano).
Ha un design semplice, quasi minimalista: linee pulite e proporzioni compatte regnano ovunque. È disponibile in moltissimi colori e versioni, anche trasparenti (le classiche Demonstrator), che permettono di vedere il colore dell'inchiostro (ed il livello residuo) al suo interno. Realizzata in resina leggera ma, allo stesso tempo, resistente e comoda da portare in giro per l'uso quotidiano.


Il pennino, in acciaio, ha solo due misure: F (tratto fine) ed M (medio). Io, come potete vedere da queste mie foto, ho preso una Pilot Prera nella colorazione Blu Royal e con un pennino F: il suo tratto è sottile, molto morbido e, fattore importantissimo, sempre fluido e costante, senza salti o interruzioni di scrittura. Tuttavia, tenete presente che i pennini giapponesi hanno un tratto di scrittura molto più esile rispetto a quelli europei… Vi faccio un paio di esempi: il pennino M giapponese corrisponde suppergiù ad un F europeo, un F giapponese corrisponde ad un EF europeo.



La caratteristica più interessante della Pilot Prera risiede nel suo cappuccio a scatto. All'interno è posto un meccanismo "ammortizzato" che, nel momento in cui il cappuccio è inserito per chiudere la penna, rilascia una specie di "click" tattile. Senza dimenticare che sigilla magnificamente il pennino per impedire che l'inchiostro secchi. La clip è in metallo.
La Pilot Prera utilizza cartucce proprietarie Pilot Namiki (molto capienti rispetto alle classiche Pelikan 4001) o, in alternativa, il converter Con-40 con cui è possibile caricare qualsiasi inchiostro in boccetta/calamaio.

L'unico "neo" della penna, se così lo possiamo definire, risulta essere proprio la sua dimensione "lillipuziana" (siamo di fronte alla classica "pocket pen"): infatti, da chiusa misura appena appena 12 cm, che diventano 13,6 cm con il cappuccio inserito nella parte posteriore. Da qui si capisce che questa stilografica può risultare troppo piccola (se non proprio fastidiosa da impugnare) per chi ha mani grandi ed è costretto a scrivere calzando il cappuccio nella parte posteriore.


Passiamo ai costi: nel mio caso, la Pilot Prera di colore Blu Royal e con un pennino F ha un costo di 40 euro. Le cartucce (in confezione da 6 pezzi) costano 3 euro. Il converter Con-40 ha un prezzo di 5,50 euro.
Infine, chiudo questa mia recensione della stilografica Pilot Prera lasciandovi qui sotto la mia prova di scrittura. Per effettuare questa "prova su strada" ho usato un comunissimo foglio di carta ad anelli, il converter Con-40 e l'inchiostro Lamy Blue-Black.


Libri letti a novembre 2025… e quelli da leggere a dicembre!


I libri che ho letto e recensito a novembre:
- [fumetto] I mondi di Zagor. Vol. 1: Il fiume degli orrori
- Alessandro Barbero: San Francesco
- [fumetto] Mythic, Kas e Zbigniew Kasprzak: Halloween blues. Vol. 7: Remake
- William Friend: Lascialo entrare
- [fumetto] Mythic, Kas e Zbigniew Kasprzak: Halloween Blues. Vol. 6: Sweet Loreena
- James Ellroy: Prega detective
- S.A. Cosby: Legittima vendetta

Ed i libri in lettura per dicembre (ma non necessariamente in quest'ordine… e non è neanche detto che siano questi):
- Joel C. Rosenberg: Cospirazione Cremlino [già in lettura]
- Michael McDowell: Gli aghi d'oro
- Donato Carrisi: La bugia dell'orchidea
- Ken Follett: Il cerchio dei giorni
- Angela Marsons: Un grido fatale

sabato 29 novembre 2025

La classifica dei libri più venduti


Dati relativi alla settimana dal 17 al 23 novembre 2025 (Fonte: TuttoLibri del 28 novembre 2025):

1. Cristina Cassar Scalia - Mandorla amara. Vanina Guarrasi, vol. 9
2. Viola Silvi, Cristiano Borsi e Fabio Ferrucci - The Breakfast Club. Il diario segreto
3. Donato Carrisi - La bugia dell'orchidea
4. Antonio Manzini - Sotto mentite spoglie. Il vicequestore Rocco Schiavone, vol. 22
5. Alberto Angela - Cesare
7. Aldo Cazzullo - Francesco. Il primo italiano
8. Hazel Riley e Karim B - But Santa, I love him. Il calendario dell'avvento Romance
9. Caparezza - Orbit orbit. Ediz. deluxe
10. Matteo Bussola - La luce degli incendi a dicembre

"Victorian Psycho", il gotico è tra i 100 migliori libri del 2025 secondo il NYT

Victorian Psycho, il gotico è tra i 100 migliori libri del 2025 secondo il NYT
Victorian Psycho, entra nella lista dei migliori libri del 2025 secondo il New York Times e apre uno spiraglio alla letteratura gotica moderna

👉 fonte: LibreriAmo

Victorian Psycho è stato inserito tra i 100 Notable Books of 2025 segnalati dal New York Times Book Review: Here is the standout fiction and nonfiction of the year, selected by the staff of The New York Times Book Review. La lista è stata annunciata dall'account ufficiale @nytbooks, e il titolo di Virginia Feito compare tra le uscite dell'anno che hanno colpito la redazione per originalità e forza narrativa. A confermare il momento d'attenzione internazionale, Time ha definito il libro "deliciously macabre", includendolo tra le letture da non perdere.
Una casa padronale nell'Inghilterra del 1858, una giovane governante che parla in prima persona e promette al lettore due cose con la calma di chi ha già scelto: ordine assoluto e distruzione. Con Victorian Psycho (Mercurio, traduzione di Clara Nubile), Virginia Feito torna a spostare il baricentro del thriller psicologico dentro gli spazi della rispettabilità. Lo aveva già fatto con Mrs. March; qui affila ancora di più il rasoio: il romanzo usa i codici del gotico vittoriano - la grande casa, la padrona, i bambini, le scale, i corridoi, le stanze "giuste" e quelle interdette - per ribaltarne gli usi rassicuranti e chiedere: che cosa succede quando la violenza non arriva da fuori ma coincide con la voce narrante?
Il libro non si limita a "fare il verso" ai classici: li usa come materiale da costruzione. Feito prende l'archetipo della governante (da "Jane Eyre" in poi) e lo scardina dall'interno, lavorando sui dettagli quotidiani: una chiave sottratta, una porta accostata, il ritmo militaresco dei compiti domestici, i sopraccapi morali della padrona di casa, Ensor House come teatro dove il decoro è scenografia e arma. A tenerci lì, pagina dopo pagina, non è tanto il chi farà cosa (Feito suggerisce presto la direzione), ma come la narratrice - Winifred Notty - costruisce e giustifica ogni passo; e quanto il nostro stesso bisogno di ordine finisca per tifare, suo malgrado, per lei.
È la vigilia di Natale del 1858 quando Winifred arriva a Ensor House come governante. Giovane, impeccabile, severa, si impone con una disciplina che pare virtù e invece è controllo. Il suo racconto alterna meticolosità domestica e fenditure improvvise: l'igiene come forma mentis, le punizioni come "pedagogia", la rigida catalogazione di oggetti e persone, tutto raccontato con una lingua che cerca la perfezione come alibi e come ossessione. Il romanzo mette subito sul tavolo il suo patto: nessuna consolazione psicologistica, nessuna attenuante romanzesca. La narratrice è affidabile nel senso meno comodo del termine: dice il vero su di sé, e quel vero è agghiacciante.
Questa trasparenza di base sposta la suspense: non "chi è il colpevole", ma "quale cornice morale può contenere ciò che stiamo leggendo". Feito procede per scarti di tono: l'umorismo nerissimo che intride certe osservazioni di Winifred, il gusto per la frase perfettamente lucidante, l'improvvisa torsione che riporta ogni briciolo di ironia alla sua matrice crudele. Il risultato è un romanzo dove il magnetismo della protagonista ci trascina dentro un dispositivo etico: continuare a leggere significa accettare di condividere la stanza con l'inaudito, e di guardarlo senza abbassare lo sguardo.
Il lavoro più interessante del libro è forse genealogico. La governante-eroina ottocentesca, custode di sé, povera ma integra, trova qui un doppio speculare: la governante-psicopatica che rivendica autonomia, ma per esercitare dominio. Feito non demonizza un'astratta "femminilità"; piuttosto indaga un punto cieco della tradizione: quante volte la cura e l'ordine sono serviti a mascherare poteri disciplinari?
Il romanzo porta in superficie l'ombra di Bertha Mason - la "pazza in soffitta" di Jane Eyre - e la sposa, con malizia, alla freddezza di Patrick Bateman evocato dai paratesti. Ma a fare la differenza è la scrittura: meno splatter e più clinica, più interessata ai rituali della mente che ai loro esiti scenici.
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giovedì 27 novembre 2025

Alessandro Barbero: San Francesco


Alessandro Barbero: San Francesco

Formato: Kindle (4.5 MB)
Pagine: 458
Editore: Editori Laterza (16 settembre 2025)
ISBN-13: 9788858159583
ASIN: B0FRFPRQJZ

Data di acquisto: 13 novembre 2025
Letto dal 17 al 27 novembre 2025

▪️Sinossi
Nel 2026 saranno 800 anni dalla morte di san Francesco, uno dei più popolari fra i santi della Chiesa cattolica. Tutti crediamo di conoscerlo, ma niente è mai come ci immaginiamo.
Le più antiche biografie di Francesco furono scritte da frati che l'avevano conosciuto da vicino. Perciò potremmo credere, ingenuamente, che le informazioni di cui disponiamo su di lui siano non solo molto numerose ma sicure. Non è così. I testimoni si contraddicono continuamente: chi li ascoltava non amava ricordare che Francesco era stato un uomo pieno di durezze e di contraddizioni, che aveva sperimentato la delusione e la sconfitta. Volevano ricordare un santo perfetto in tutto, privo di dubbi e di amarezze e, in definitiva, simile a Cristo.
Era tale il contrasto tra le versioni di san Francesco proposte dai suoi biografi che, quarant'anni dopo la sua morte, l'Ordine prese una decisione senza precedenti: far distruggere tutte le biografie esistenti e sostituirle con una nuova e definitiva, la Legenda maior scritta dal generale dell'Ordine, Bonaventura. I codici contenenti le vite del santo scritte da chi lo aveva conosciuto vennero cercati nelle biblioteche e fatti sparire. Solo dopo secoli hanno cominciato a riemergere dall'oblio grazie a fortunati ritrovamenti, rivelandoci un Francesco molto diverso. Non il santo sempre lieto che parlava agli uccellini, raffigurato negli affreschi di Giotto ad Assisi, il santo che ammansiva i lupi, precursore dell'ecologismo moderno, che discuteva amichevolmente con i musulmani, precursore del pacifismo e dell'ecumenismo. Non è questo il Francesco che i suoi discepoli ci hanno raccontato. Il Francesco che emerge dai loro ricordi è un uomo tormentato, duro, capace di gesti dolcissimi e di asprezze inaspettate. Ma soprattutto non raccontano un solo Francesco perché ognuno lo ricordava a suo modo. E dunque? Chi è stato davvero quest'uomo straordinario?

▪️L'incipit del libro
Il Signore così ha dato a me frate Francesco di cominciare a fare penitenza: perché mentre ero nei peccati mi sembrava troppo amaro vedere i lebbrosi. E il Signore stesso mi ha condotto in mezzo a loro e ho fatto misericordia con loro. E quando me ne sono andato da loro, quel che mi sembrava amaro si è trasformato per me in dolcezza dell'animo e del corpo; e poi è passato poco e sono uscito dal mondo.
Comincia così il Testamento di Francesco, dettato poco prima della morte. La cosa più importante che ricorda della sua vita è che è stata spezzata da una cesura: prima viveva nel mondo, e quindi, inevitabilmente, nel peccato: poi tutto è cambiato - e quello che identifica la sua vita nuova non è, come magari potremmo aspettarci, la povertà, ma la penitenza. È Dio che l'ha toccato convincendolo a fare penitenza, e Francesco non ha dubbi sul momento in cui quell'intervento si è verificato: è quando il Signore gli ha fatto incontrare i lebbrosi, e lui li ha assistiti. (Abbiamo tradotto alla lettera feci misericordiam cum illis, che è una citazione dalla parabola del buon samaritano nel Vangelo di Luca: qui fecit misericordiam in illum. Questo passo evangelico di solito è tradotto "che ha avuto compassione di lui", ma il verbo originario evidenzia il fare).


▪️La mia recensione
"Mai, in nessuna occasione, Francesco ha criticato i ricchi o li ha esortati a rinunciare alle loro ricchezze: si è limitato a far vedere, a chi voleva capire, che c'era un'altra via; e lo stesso vale per il suo atteggiamento nei confronti dei crociati".
Questo saggio di Alessandro Barbero ha il doppio compito di smontare (letteralmente) le storie e le leggende nate attorno alla figura di san Francesco per ricostruirla tramite le fonti più autorevoli. Libro, perciò, che non è la classica biografia (ce ne sono già tante in giro) ma, più che altro, è una vera e propria indagine su come è stata "costruita" la memoria del "Poverello di Assisi".
Barbero, quindi, prende in esame diverse fonti e biografie di san Francesco uscite tra il XIII e il XIV secolo, e ne mette in evidenza le mistificazioni, le divergenze e le dimenticanze (anche se, a volte, si è trattato di palesi e volute omissioni).
Al centro del libro, quindi, ecco emergere il contrasto tra la realtà dei fatti e la narrazione celebrativo-apologetica. Già le prime testimonianze dei suoi stessi frati sono spezzettate e contraddittorie; perciò l'Ordine francescano incaricò il cardinal Bonaventura di redigere la Legenda Maior per cercare di uniformare (e facendo sparire le altre fonti) il culto attorno alla figura del santo.
Alla fine di tutto ciò, Barbero ci fa conoscere un uomo tormentato, lacerato dai dubbi e, spesso, in contrasto con i suoi stessi seguaci. Un uomo, appunto…
Per quanto mi riguarda (ed essendo abituato a tutt'altro genere di lettura), ho trovato molto spiazzante la lettura di questo saggio: alcuni passaggi, destinati prevalentemente ad un pubblico più "accademico", sono stati veramente ripetitivi e noiosi; senza contare che tutto il libro è pieno zeppo di moltissime note a margine. Non lo nascondo: avrei voluto un testo divulgativo più "alla Barbero" (o è lui che ci ha abituato male?), invece mi son ritrovato a leggere un trattato quasi scientifico.
📌 Voto: 🔵🔵🔵 (3 su 5)

mercoledì 26 novembre 2025

I 10 libri più regalati dell'anno: le letture che stanno facendo felici tutti

I 10 libri più regalati dell'anno: le letture che stanno facendo felici tutti
Scopri i 10 libri più regalati dell'anno, storie emozionanti e imperdibili da donare a chi ami o da leggere quando cerchi qualcosa che lasci il segno

👉 fonte: Studenti.it

Regalare un libro è sempre una buona idea: costa il giusto, parla al cuore e diventa un modo semplice per fare un pensiero che resta. Negli ultimi mesi alcune letture sono diventate dei veri "classici contemporanei da regalare", quei titoli che funzionano sempre perché riescono a emozionare lettori molto diversi tra loro.
Sono storie che tornano spesso nelle conversazioni, che si vedono spuntare ovunque, nelle librerie, online, nelle liste dei consigli, e che continuano a circolare perché, in un modo o nell'altro, lasciano qualcosa.

▪️La portalettere - Francesca Giannone
Un romanzo che intreccia storia, coraggio e cambiamento. La protagonista sfida un paese che non la capisce, portando avanti la propria identità con fermezza e dolcezza. Uno dei titoli più apprezzati e regalati ultimamente perché parla di libertà, amore e riscatto.

▪️Il cerchio dei giorni - Ken Follett
Follett ritorna al suo universo narrativo con una storia fatta di intrighi, conflitti e trasformazioni epocali. Un libro che cattura chi ama i grandi affreschi storici e le saghe che attraversano il tempo. Il libro è uscito a settembre e si è confermato da subito un grande successo di pubblico.

▪️Io che ti ho voluto così bene - Roberta Recchia
Un romanzo che scava nei legami familiari e nella memoria emotiva. Recchia racconta l'amore in tutte le sue forme, con una scrittura delicata che arriva dritta al cuore. Lettura scelta da chi cerca autenticità e introspezione. L'autrice conferma il suo successo esploso con Tutta la vita che resta.

▪️L'ultimo segreto - Dan Brown
Il nuovo romanzo di Dan Brown torna ai temi che lo hanno reso celebre: misteri, simboli nascosti e corse contro il tempo. Una storia adrenalinica che conquista chi ama i thriller ricchi di enigmi e colpi di scena.

▪️La canzone di Achille - Madeline Miller
Un classico contemporaneo che reinventa il mito di Achille e Patroclo. Poetico, struggente, amatissimo da lettori giovanissimi e adulti. Continua a essere regalato perché parla di amicizia, destino e amore senza tempo.

▪️Verrà l'alba, starai bene - Gianluca Gotto
Un viaggio nella crescita personale e nella riscoperta dell'equilibrio. Gotto accompagna il lettore attraverso paure, cambiamenti e nuove consapevolezze. È molto regalato perché offre conforto e ispirazione con una scrittura semplice ma profonda.

▪️Di madre in figlia - Concita De Gregorio
Un racconto che intreccia memoria, identità e storie familiari. De Gregorio dà voce alle generazioni di donne che hanno segnato il nostro immaginario, con una scrittura limpida e intensa. È molto regalato per la sua forza emotiva e la sua capacità di parlare a tutti.

▪️La bugia dell'orchidea - Donato Carrisi
Carrisi firma un thriller che tiene col fiato sospeso fin dalle prime pagine. Le atmosfere sono scure, quasi da film, e i personaggi si muovono in un intreccio pieno di zone d'ombra. È il tipo di libro che si regala a chi ama perdersi nei misteri e ritrovarsi solo quando il cerchio si chiude. Uno di quei romanzi che "ti prende e non ti molla".

▪️Il caso Alaska Sanders - Joël Dicker
Un thriller elegante e pieno di mistero, costruito con l'abilità narrativa tipica di Dicker. È uno dei libri più regalati perché tiene incollati dalla prima all'ultima pagina, perfetto per gli amanti delle indagini ben strutturate.

▪️Spera - Papa Francesco
Un libro fatto di pensieri semplici che arrivano dritti al cuore. Le parole di Papa Francesco toccano chi sta attraversando un periodo complicato, ma sanno parlare anche a chi ha solo bisogno di rallentare un attimo e respirare. È molto apprezzato proprio per questo: trasmette un senso di pace e di fiducia che fa bene, senza mai risultare pesante.

Perché regalare proprio questi libri? Questi dieci libri stanno facendo il giro di tanti lettori perché offrono emozioni diverse ma accomunate da un elemento fondamentale: restano impressi. C'è chi li sceglie per far riflettere, chi per far sorridere e chi per condividere una storia che ha amato. Alla fine, il successo di un libro regalato sta proprio qui: lasciare qualcosa di bello, anche dopo averlo chiuso.

martedì 25 novembre 2025

La classifica dei libri più venduti


Dati relativi alla settimana dal 10 al 16 novembre 2025 (Fonte: TuttoLibri del 22 novembre 2025):

1. Donato Carrisi - La bugia dell'orchidea
2. Antonio Manzini - Sotto mentite spoglie. Il vicequestore Rocco Schiavone, vol. 22
3. Hazel Riley e Karim B - But Santa, I love him. Il calendario dell'avvento Romance
4. Aldo Cazzullo - Francesco. Il primo italiano
5. Dan Brown - L'ultimo segreto. Robert Langdon, vol. 6
6. Robert Galbraith - L'uomo marchiato. Cormoran Strike, vol. 8
7. Akira Toriyama - Dragon Ball Super, vol. 24
8. Pera Toons - Missione risata
9. Ken Follett - Il cerchio dei giorni
10. Maurizio de Giovanni - L'orologiaio di Brest

giovedì 20 novembre 2025

C'è una parola per te che accumuli libri che non leggerai mai


C'è una parola per te che accumuli libri che non leggerai mai
Se fai così, ci sono pro e contro. Ecco come capire da che parte pende la bilancia

👉 fonte: Esquire.com

Se in casa i libri si accumulano nei luoghi più impensabili e spuntano da tutte le parti, perché non c'è più spazio nella libreria, e quindi invadono tavolini e crescono in pile sul pavimento, allora probabilmente fate parte della tipologia di persone individuata da questa parola, che arriva dal Giappone: tsundoku.
Di cosa si tratta, di preciso? Il termine nasce a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, quando il Paese fu esposto alle influenze occidentali e i giapponesi ebbero accesso a una moltitudine di titoli, iniziando ad acquistarne più di quanti riuscissero a leggerne. La parola tsundoku è composta da tsunde, che si traduce con "accumulare cose", e oku, che si traduce con "lasciare qualcosa per dopo".
Essere tsundoku non è necessariamente un problema. Può infatti trattarsi dell'espressione di una sana passione, che ci insegna l'umiltà rendendoci consapevoli di tutto quello che ancora non sappiamo. Inoltre, molto dipende dal tipo di rapporto che si ha con i volumi: un vero lettore non li acquista per vantarsi di averli, e non legge per dimostrare qualcosa agli altri. Al contrario, tenta in questo modo di soddisfare il proprio desiderio di conoscenza. Chi ama i libri infine può essere attratto da aspetti che non riguardano direttamente il contenuto. L'aspetto grafico, l'odore della carta e la sensazione di toccare l'oggetto-libro bastano a volte a suggerirne l'acquisto.
Essere tsundoku tuttavia significa anche rischiare di fare i conti con potenziali problemi, tra i quali l'ansia generata dalla continua visione di tutti questi libri che non si è avuto il tempo di leggere. A volte, questa ansia potrebbe essere generata dalla FOMO (acronimo dell'espressione inglese Fear Of Missing Out, cioè la paura di perdersi qualcosa), ma nella sua versione per bibliofili: ovvero acquistare un libro perché tutti ne parlano e per la paura di restare tagliati fuori dalle conversazioni che lo riguardano.
Un consiglio pratico, se percepite che il vostro essere tsundoku si stia trasformando in un problema, potrebbe essere di annotare i libri letti e quelli acquistati. Se i secondi sono di più, allora potrebbe essere il caso di valutare una forma di bilanciamento.

mercoledì 19 novembre 2025

I mondi di Zagor, vol. n. 1: Il fiume degli orrori

I mondi di Zagor, vol. n. 1: Il fiume degli orrori

Formato: 16x21 cm, b/n
Pagine: 100
Editore: Sergio Bonelli Editore (12 novembre 2025)
Prezzo di copertina: 5,80 euro

Soggetto e sceneggiatura: Claudio Chiaverotti
Disegni: Stefano Voltolini
Copertina: Alessandro Piccinelli

Torna l'indimenticabile Homerus Bannington, il poeta di Odissea Americana. Homerus è scomparso durante una nuova perlustrazione fluviale attraverso terre inesplorate da lui finanziata. Suo nipote intende mettersi alla ricerca dello zio e chiede aiuto a Zagor e Cico. Ma l'impresa si rivela irta di minacce e di pericoli…

martedì 18 novembre 2025

"The Running Man" trasforma un libro di Stephen King in un gigantesco "f*ck you" allo stato della nazione


The Running Man trasforma un libro di Stephen King in un gigantesco "f*ck you" allo stato della nazione
Edgar Wright e Glen Powell vogliono ricordarci che ci stiamo divertendo fino all'autodistruzione, che i ricchi detestano i poveri e che, in sostanza, siamo messi piuttosto male

👉 fonte: Rolling Stone

Dopo che Richard Bachman è stato smascherato come pseudonimo di uno degli scrittori di lingua inglese più popolari della fine del XX secolo, il suo creatore ha sentito il bisogno di affrontare il "perché". Nell'introduzione di The Bachman Books, che raccoglieva quattro dei racconti scritti con quel nom de plume, Stephen King ha spiegato di aver adottato l'alter ego letterario in parte come un test di assaggio alla cieca per i lettori, e in parte come un modo per pubblicare più opere senza saturare il mercato. C'è un'altra ragione, però che si può leggere tra le righe di quello che King descrive come "lo stato d'animo di Bachman: rabbia latente e lenta disperazione". Non si trattava solo di uno pseudonimo. Era anche uno sfogo per una vera e propria esplosione di energia alla Bachman-King.
L'autore di Shining non è mai stato uno che fuggiva l'oscurità, ma quell'identità segreta gli permetteva di attingere a qualcosa di psicologicamente più inquietante di San Bernardo rabbiosi e Plymouth possedute dal demonio. Era l'Es, la metà oscura, il tipo di scrittore che poteva dare all'icona della letteratura horror una plausibile negazione. La paura ora era intrisa di odio, preoccupazione straziante e 10 cc di rabbia senza limiti. Bachman non era King. E da nessuna parte questo è più evidente che nel suo racconto The Running Man.
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lunedì 17 novembre 2025

William Friend: Lascialo entrare


William Friend: Lascialo entrare

Titolo originale: Black Mamba
Formato: Kindle (1.6 MB)
Pagine: 259
Editore: Newton Compton Editori (1 ottobre 2024)
ISBN-13: 9788822783578
ASIN: B0DGBDHFHQ

Data di acquisto: 24 ottobre 2025
Letto dal 13 al 17 novembre 2025

▪️Sinossi
E se l'uomo nero esistesse per davvero?
Nove mesi dopo la morte della madre Pippa, le gemelle Sylvie e Cassia iniziano ad avere quello che Alfie, il padre, liquida subito come un semplice incubo ricorrente: ogni notte lo svegliano sostenendo che c'è qualcuno nella loro camera. Questi brutti sogni di punto in bianco sembrano finire e Alfie, che non li aveva mai considerati importanti, se ne dimentica presto. Fino al giorno in cui le figlie iniziano a parlare del loro nuovo misterioso amico, Black Mamba, un uomo magico capace di trasformarsi in qualsiasi cosa voglia: cominciano ad apparecchiare un posto a tavola per lui, gli sussurrano segreti e sostengono che le porterà via. Preoccupato per la situazione, Alfie chiama in soccorso Julia, sorella di Pippa e psicoterapeuta infantile. Qualunque cosa sia questo "amico", non vuole andarsene. Mentre le spire di Black Mamba si stringono attorno alle bambine, Alfie e Julia devono confrontarsi con le loro più recondite paure e mettere in dubbio tutte le loro certezze. Cosa è reale e cosa non lo è? Una domanda che nasconde una posta in gioco altissima: la sopravvivenza di tutta la famiglia.
Una storia oscura, una ninna nanna che vi terrà svegli la notte, anziché farvi addormentare.
«Accattivante… la suspense cresce pagina dopo pagina e ti intrappola». Daily Mail
«Gli amanti dell'horror letterario ne saranno assolutamente affascinati… Ho trovato quasi impossibile smettere di leggerlo». Horror Magazine

▪️L'incipit del libro
Stamattina ho sentito per la prima volta il nome di Black Mamba. Mi ha riportato alla mente alcuni sogni. Non sogni miei, delle mie figlie. Incubi che mandavano in frantumi il loro sonno.
È iniziato tutto nove mesi dopo l'incidente. Ogni notte, all'ora del diavolo, mi svegliavo e trovavo le gemelle immobili ai piedi del mio letto, i volti nascosti dal buio.
Papà, c'è un uomo in camera nostra.
Quelle parole sono diventate familiari come il ritornello di un coro; avevano il potere di svegliare solo il mio corpo, mentre la mente, o almeno buona parte di essa, rimaneva addormentata. Mi rigiravo tra le lenzuola fredde e rigide, schiacciavo il naso sul cuscino e sospiravo. No, non c'è nessuno, dicevo. Ma il mio braccio, mezzo addormentato, sollevava lo stesso il piumone e lasciava che le bambine si infilassero lì sotto, per rannicchiarsi nell'avvallamento dove un tempo dormiva la loro mamma.
Naturalmente la prima notte era stata diversa. La prima notte, la presenza improvvisa e inaspettata delle gemelle davanti al letto era bastata a darmi una scarica di adrenalina.
«Papà, c'è un uomo in camera nostra».
La frase mi aveva fatto sobbalzare, come lo strattone di un cappio che si stringe al collo, il pavimento che all'improvviso crolla sotto i piedi.
«Un uomo?», avevo chiesto.
«Un uomo».


▪️La mia recensione
"Non è questa la radice del problema. So che non è così. C'è qualcos'altro. Qualcosa che non viene dalle ragazze. Qualcosa di… esterno, che sta influenzando il loro comportamento. Lo sento".
Lascialo entrare, opera prima dell'inglese William Friend è un horror psicologico che cerca di mescolare tutti gli stereotipi del genere: infanzia, elaborazione del lutto e oscure presenze. Le premesse per un libro che ci vorrebbe tenere incollati alle sue pagine ci sono tutte… Peccato solo che, almeno nel mio caso, c'è stata tanta delusione.
La trama di Lascialo entrare parte dopo circa nove mesi dalla morte di Pippa, moglie di Alfie e madre di due gemelle: Sylvie e Cassia. Le bambine dicono al padre che, di notte, nella loro cameretta vedono un uomo (chiamato Black Mamba) in grado di trasformarsi anche in diversi animali. Il padre, in un primo momento, ignora la faccenda come un innocuo gioco delle bimbe ancora sotto shock per la morte della loro mamma. Purtroppo, con il passare del tempo, questa "presenza" si trasforma sempre più in qualcosa di assurdo: le bimbe lo vedono ovunque, parlano e giocano con lui e, cosa ancora più sconcertante, cercano di sostituirlo (su pressione dello stesso Black Mamba) alla figura paterna. Alfie, alla fine, è costretto a chiedere l'intervento di Julia, sorella gemella di Pippa e psicoterapeuta infantile…
I temi principali del libro sono: il lutto nei bambini e come esso viene affrontato, l'effimero confine tra gioco e realtà, la paura di ciò che non conosciamo (uno su tutti, tanto per fare un esempio: l'uomo nero!). Temi molto affascinanti, lo ammetto; tuttavia il tutto è stato rovinato da una trama abbastanza prevedibile e senza grossi colpi di scena. Inoltre, sino all'ultimo, il "personaggio principale" (Black Mamba) non si capisce se sia reale, una sorta di elaborazione del trauma delle bimbe o un vero e proprio "poltergeist" all'interno della casa in cui si svolge gran parte della storia.
Insomma, per farla breve, il finale non è chiaro e lascia più domande e dubbi che risposte…
📌 Voto: 🔵🔵🔵 (3 su 5)

domenica 16 novembre 2025

Recensione della penna stilografica Lamy Safari Vista


Chi mi conosce lo sa già: ho un bel po' di penne stilografiche di quasi tutte le marche; eppure, torno ad usare sempre quelle della tedesca Lamy… Mi ci trovo bene, scrivono bene, si puliscono facilmente e, fattore certamente non da trascurare, hanno bisogno di pochissima manutenzione (direi quasi nulla!).
Tra le mie Lamy posso annoverare due Safari (una blu ed una rossa), una Al Star (di colore Ocean Blue) ed una spettacolare Aion (di colore Dark Blue). In verità dovrei citare anche una Logo (in acciaio inox spazzolato)… ma un paio d'anni fa l'ho prestata ad un amico e non è più tornata indietro!
La Lamy Safari è la classica stilografica per principianti e studenti, che finisce per essere usata da tutti… anche e soprattutto dagli appassionati più esperti. Ha un bel design: è tutta in plastica ABS, ma fatta veramente bene! Senza dimenticare che è stata progettata da Wolfgang Fabian, uno dei più prestigiosi designer del settore.


La "versione" Vista, diversamente dagli altri modelli Safari colorati (ne esistono di tanti colori, comprese diverse tonalità uscite in edizioni limitate) è una stilografica costruita sempre in plastica ABS ma in variante demonstrator, quindi completamente trasparente: in questo modo, si può ammirare tutta la componentistica interna, compresi o la cartuccia (per meglio visionare il colore dell'inchiostro usato e la quantità residua) o il converter.
La parte dell'impugnatura presenta una sezione triangolare, in grado di "guidare" le dita nella giusta posizione. Ottima soluzione per i principianti, ma non per i più esperti: molti di loro, infatti, trovano questa sezione sagomata molto limitante.


Il cappuccio, ovviamente trasparente, è a pressione ed ha la clip in metallo dalla caratteristica (e ben riconoscibile) forma "a molla", tipica di tutte le Safari: permette di fissare la penna a tasche e quaderni con molta facilità.
Il peso è veramente irrisorio (siamo intorno ai 15-16 grammi), per cui è una stilografica adatta a chi è solito fare lunghe sessioni di scrittura.


Altra caratteristica (forze la più importante) è la sua adattabilità ai diversi pennini dell'azienda: ai classici EF (extrafine), F (fine, il mio preferito), M (medio), B (broad), A (per bambini… quindi in grado di essere "strapazzato") e LH (per i mancini), si possono montare anche i tre stub per calligrafia (1.1, 1.5 e 1.9). Sono tutti pennini scorrevolissimi, rigidi, in acciaio e facilissimi da sostituire (bastano soltanto un paio di secondi) perché, come da tradizione della Lamy, scorrono su "micro binari" da cui è semplicissimo sfilarli ed innestarli.
La Lamy Safari Vista monta sia cartucce proprietarie (mod. T10), sia il converte Z28, per chi (come me) preferisce scrivere con gli inchiostri in bottiglia/calamaio.


Veniamo ai costi. Il suo prezzo, proprio perché "pensata" per un utente alle prime armi, si aggira sui 22-23 euro (ma, approfittando di determinate offerte, come il Black Friday di Amazon, è possibile acquistarla anche a molto meno). Le cartucce sono disponibili in svariati colori ed in confezioni da 5 pezzi: il costo della singola confezione si aggira sui 6-7 euro (ma dipende tutto dal colore dell'inchiostro scelto e dalle varie edizioni limitate). Il prezzo del converter (mod. Z28) si aggira sugli 8 euro.
Vi lascio, come sempre, alla mia prova di scrittura: per realizzarla, come sempre, ho usato l'inchiostro Lamy Blue/Black in calamaio (perciò mi son servito del converter) e carta Rhodia puntinata da 80 grammi.


sabato 15 novembre 2025

La classifica dei libri più venduti


Dati relativi alla settimana dal 3 al 9 novembre 2025 (Fonte: TuttoLibri del 15 novembre 2025):

1. Antonio Manzini - Sotto mentite spoglie. Il vicequestore Rocco Schiavone, vol. 22
2. Hazel Riley e Karim B - But Santa, I love him. Il calendario dell'avvento Romance
4. Aldo Cazzullo - Francesco. Il primo italiano
5. Maurizio de Giovanni - L'orologiaio di Brest
6. Pera Toons - Missione risata
7. Ken Follett - Il cerchio dei giorni
8. Sveva Casati Modignani - La domestica a ore
9. Benedetta Rossi - La mia cucina per tutti. Oltre 150 ricette facili e gustose per ogni esigenza
10. Autumn Woods - Nightshade. Desiderio Oscuro. Nightshade, vol. 1

venerdì 14 novembre 2025

Su "Il Venerdì di Repubblica" di venerdì 14 novembre 2025 un'intervista a Ian McEwan: "Scrivo del futuro per parlare del presente"

Ian McEwan: Il futuro che ci meritiamo
«Oggi troppi romanzi si perdono nella soggettività. Io ho provato a scriverne uno specchio dei nostri tempi». Lo ha fatto raccontando un Pianeta distrutto da follie umane e vendette climatiche. E da certi personaggi a tutti noi ben noti. Intervista con spiragli di speranza


Apocalypse now. La Russia ha lanciato una bomba atomica nell'Oceano Atlantico, innescando uno tsunami da 200 milioni di morti. Sommerse mezza America, l'Europa e pure Londra. Gli Stati Uniti sono governati da brutali signori della guerra. La Nigeria è diventata l'ombelico culturale, geopolitico e digitale del mondo. L'aspettativa di vita media è scesa a 62 anni. L'intelligenza artificiale ha preso il potere, il cambiamento climatico è diventato realtà, la Germania è incorporata nella "Grande Russia". Nuove Atlantidi, incubi atavici. Nel suo ultimo romanzo, Quello che possiamo sapere (Einaudi), Ian McEwan lo chiama il "Grande Disastro": "Follia umana e furia vendicativa dei sistemi climatici".
«Ma non chiamatemi profeta», avverte con la sua voce levigata il 77enne scrittore inglese, Booker Prize 1998 per Amsterdam, «ho semplicemente provato a scrivere un romanzo dei nostri tempi». Maglioncino ceruleo come i suoi occhi, calze a righe, capelli candidi e immacolati, McEwan ci accoglie nel suo rifugio londinese, ossia una delle mews, vecchie stalle reali del centro riconvertite in deliziose e floreali residenze, a Bloomsbury, il quartiere degli intellettuali. «Andiamo di sopra». Conversiamo a lungo nel suo soggiorno assediato di libri: le lettere di Charles Darwin, I cani e i lupi di Irène Némirovsky, Le leggi della frontiera di Javier Cercas, A un cerbiatto somiglia il mio amore di David Grossman. Quello che possiamo sapere è il diciannovesimo romanzo di McEwan, un'opera che danza in tre secoli e che aggira la pigra distopia.
È il 2119 e l'accademico inglese Tom Metcalfe concentra la sua ricerca tra il 1990 e il 2030, soprattutto su un poema-capolavoro scomparso. L'autore, il poeta Francis Blundy, paragonato a Seamus Heaney e Philip Larkin, ne ha distrutto ogni bozza. Ma una copia potrebbe essere sopravvissuta e allora Metcalfe si tuffa nei diari di Vivien, moglie di Blundy, nelle email e nelle chat sue e del marito. Incluse quelle che riguardano la "Seconda Cena Immortale", un banchetto intellettuale a cui i Blundy e alcuni loro amici hanno partecipato nel 2014, a sua volta remake di una cena di due secoli prima con star come Keats e Wordsworth.
Da qui McEwan, come solo lui sa fare, scolpisce un intreccio di realismo psicologico, grande freddo della civilizzazione, perfido amore, sordidi istinti, letteratura gloriosa: i paradossi della Storia già visti in Cani neri, l'erosione della Memoria, l'audacia futuristica del suo precedente Solar, infimi omicidi, colpi di scena, e la fragilità delle nostre convinzioni che forse solo in Espiazione aveva dipinto così bene. Per McEwan, Quello che possiamo sapere è «fantascienza senza scienza». Ma anche una spasmodica ricerca negli anfratti più profondi della raison d'être umana. Che tende all'autodistruzione ma mantiene una eccezionale capacità di rigenerarsi. Nonostante l'apocalisse bussi alle porte.
Se non è una profezia, allora cos'è questo romanzo? «Ho voluto riflettere su a che punto siamo ora, ma con un'ottica storica. Mi è venuto naturale, come in Miele su spie e Guerra Fredda, in Macchine come me sull'intelligenza artificiale, in Solar sul cambiamento climatico: chi siamo, da dove veniamo, dove stiamo andando. Oggi troppi romanzi si perdono nella soggettività. Mentre di recente ne ho amato uno italiano, Le perfezioni, di Vincenzo Latronico: un ottimo esempio per cercare di capire gli effetti dei social media sugli umani. E poi un bellissimo romanzo olandese, Questo post è stato rimosso di Hanna Bervoets, su alcuni impiegati di una grande azienda di Big Tech che per otto ore al giorno devono togliere dalla rete contenuti disgustosi, violenti, pieni di odio - insomma il lato più vomitevole dell'umanità - e che alla fine impazziscono. Quindi ho provato anch'io a scrivere un romanzo specchio dei nostri tempi».
🌎 CONTINUA A LEGGERE l'intervista a Ian McEwan direttamente su Il Venerdì di Repubblica

giovedì 13 novembre 2025

James Ellroy: Prega detective


James Ellroy: Prega detective

Titolo originale: Brown's Requiem
Formato: Kindle (1.5 MB)
Pagine: 271
Editore: Einaudi (20 giugno 2023)
ASIN: B0C7SX52HK

Data di acquisto: 31 ottobre 2025
Letto dal 5 al 13 novembre 2025

▪️Sinossi
Il primo romanzo di James Ellroy. E ovviamente al centro non possono che esserci Los Angeles e i relitti umani che la affollano, come il detective Fritz. La sua vita sembra scorrere dritta su un binario morto, quando gli si presenta l'occasione di riaprire un vecchio caso, riabilitarsi agli occhi della società e forse trovare anche l'amore.
Il detective Fritz Brown viene ingaggiato da "Fat Dog" Baker per indagare su sua sorella e su un vecchio uomo d'affari che la mantiene. Baker ha la faccia da psicopatico, dice di fare il caddie, anche se ha troppi soldi in tasca per essere uno che porta mazze da golf: un tipo poco raccomandabile insomma. Ma Fritz intuisce che quel tipo poco raccomandabile può diventare la sua ultima occasione per dare un senso a un'esistenza impazzita. Baker infatti nasconde qualcosa, una vecchia faccenda che sarebbe meglio non riaprire, sepolta sotto cumuli di segreti, morte e dollari. Una faccenda che rischia di tramutarsi in un incubo senza via di scampo.
«Una scrittura dura e piena di guizzi. Ellroy ci trascina in un complicato intrigo senza perdere un colpo». The New York Times

▪️L'incipit del libro
Gli affari andavano bene. Ogni estate era la stessa storia. Lo smog e il caldo ammantavano il bacino, la gente cedeva al torpore e al malessere, antiche decisioni soccombevano, vecchi impegni venivano trascurati. E io ne traevo vantaggio: la mia scrivania era invasa da ordini di esproprio per auto delle marche e dei modelli più vari, dalle berline Datsun alle Eldorado Ragtop, in località che andavano da Watts a Tacoima. Seduto alla mia scrivania, ascoltando il concerto per violino di Beethoven e bevendo la terza tazza di caffè, calcolai le mie parcelle al netto delle spese. Con un sospiro benedissi Cal Myers, la sua paranoia e la sua cupidigia. Il nostro accordo risale ai tempi in cui facevo parte della Buoncostume di Hollywood, quando entrambi eravamo nei pasticci e io gli feci un grosso favore. Ora, diversi anni dopo, la sua colpevole noblesse oblige mi permette qualcosa di simile a uno sfarzo borghese, senza il cruccio delle tasse.

▪️La mia recensione
"Ero giunto a una conclusione: se la vita doveva essere un continuo compromesso le cui regole sarebbero state stabilite da una moralità razionale, avrei dovuto tenere a bada la mia moralità ma non abbandonare lo schieramento di chi dai compromessi aveva di che guadagnare".
Siamo nel 1981 e questo noir è il libro d'esordio (e che esordio!) di James Ellroy in cui, in un certo senso, si possono già vedere i semi della sua futura produzione: Prega detective, infatti, ci mostra contemporaneamente il lato oscuro di Los Angeles e della psiche umana.
Fritz Brown, un ex poliziotto corrotto diventato ora un malridotto ed alcolizzato investigatore privato, ricevendo l'incarico dall'inquietante "Fat Dog" Baker di indagare su sua sorella e sul suo misterioso benefattore, si ritroverà al centro di una fitta rete di corruzione e violenza con echi che arrivano dritti dritti da uno strano incendio avvenuto parecchi anni prima. Ma è anche l'occasione che Fritz Brown aspettava da tempo per potersi redimere…
Tutta la storia è narrata in prima persona dallo stesso Fritz Brown, classico antieroe ambiguo e sentimentale (è appassionato di musica classica) ma, parallelamente, afflitto (e marchiato) dalla sua stessa vita andata a rotoli. Insomma, è il primo abbozzo di quelli che, negli anni a venire, saranno tutti i protagonisti dei libri di maggior successo di James Ellroy. A proposito dei libri che verranno: qui c'è già un primo accenno ai fatti della Dalia Nera.
Prega detective, quindi, ci porta subito a conoscere i temi ricorrenti della produzione dello scrittore statunitense: misteriosi omicidi a catena, criminalità, corruzione a tutti i livelli, redenzione e l'effimero confine tra giustizia e vendetta. James Ellroy, insomma, ha gettato le basi del suo successo…
📌 Voto: 🔵🔵🔵🔵 (4 su 5)

martedì 11 novembre 2025

Il Libraio: scarica gratuitamente il numero di fine 2025 della nostra rivista

Il Libraio: scarica gratuitamente il numero di fine 2025 della nostra rivista

[fonte: il Libraio]

Leggi l'editoriale di Stefano Mauri e scarica gratuitamente il numero di fine anno della rivista Il Libraio (in copertina, Massimo Gramellini): troverai tanti consigli di lettura, per tutti i gusti e le età, con alcune delle più attese novità in uscita (all'interno anche lo speciale dedicato ai regali natalizi, con il meglio dell'annata editoriale, tra narrativa e saggistica…).
🌎 Scarica gratuitamente il nuovo numero della rivista Il Libraio (in pdf e in epub)

lunedì 10 novembre 2025

Amazon permetterà agli autori indipendenti di tradurre i libri con l'AI: arriva Kindle Translate


Amazon permetterà agli autori indipendenti di tradurre i libri con l'AI: arriva Kindle Translate
Con il nuovo servizio Kindle Translate sarà possibile per gli autori indipendenti tradurre i propri libri con l'intelligenza artificiale, senza una revisione da parte di un traduttore umano.


Amazon è un punto di riferimento per gli autori indipendenti che intendono pubblicare i propri libri. Per raggiungere un pubblico maggiore, l'azienda ha annunciato l'arrivo di un nuovo servizio che, sfruttando l'intelligenza artificiale, consentirà di tradurre il testo. Gli autori, infatti, avranno la possibilità di accedere a Kindle Translate.

Un servizio che farà discutere. Attualmente, Kindle Translate è in fase di beta ed è riservato a un gruppo selezionato di autori che partecipano al programma Kindle Direct Publishing. L'obiettivo è abbattere le barriere linguistiche e consentire agli autori indipendenti (che non possono permettersi una traduzione professionale) di raggiungere un pubblico maggiore. Amazon, infatti, ha evidenziato come meno del 5% dei libri presenti sullo store americano siano disponibili in più di una lingua.
Per la fase di test, la traduzione potrà essere effettuata dall'inglese allo spagnolo (e viceversa) oltre che dal tedesco all'inglese. Il tool di traduzione sarà integrato in Kindle Direct Publishing, il portale con cui gli autori indipendenti possono gestire le proprie pubblicazioni, caricando un nuovo testo e personalizzando copertina e contenuti.
La traduzione sarà gestita interamente dall'intelligenza artificiale. Amazon ha chiarito che "l'accuratezza di tutte le traduzioni viene automaticamente valutata prima della pubblicazione e gli autori possono scegliere se visualizzare in anteprima o pubblicare automaticamente le traduzioni complete". Non è chiaro in che modo Amazon o gli autori stessi avranno modo di valutare la qualità della traduzione dell'AI.
Il nuovo servizio farà discutere, è inevitabile. L'AI che sostituisce il lavoro umano, infatti, è un tema sempre molto attuale, anche in Amazon che ha appena annunciato un'ondata di licenziamenti, sottolineando, però, come questa scelta non sia legata all'AI ma alla cultura aziendale. Questo, almeno, è quello che ha detto il CEO Andy Jassy.

domenica 9 novembre 2025

Recensione della penna stilografica Jinhao 20


La mia collezione di penne stilografiche ha solo modelli con cappuccio. Da tempo ero incuriosito dalla Pilot Capless, una penna a scatto (senza cappuccio) e con il pennino "a scomparsa": vorrei provarla ma, a tutt'oggi, mi sta frenando il suo prezzo leggermente altino (210 euro nel momento in cui sto scrivendo questa recensione); per cui ho deciso si virare sulla più economica Jinhao 20 (presa, su eBay a 4,22 euro più 2,11 di spedizione dai Paesi Bassi). Ma la Pilot Capless, prima o poi, sarà mia…


La Jinhao 20, della notissima azienda cinese specializzata proprio in strumenti e prodotti per la scrittura, è sì una stilografica economica ma perfettamente efficiente e, soprattutto, è la copia in tutto è per tutto proprio della Pilot Capless.
La Jinhao 20, come detto poc'anzi, è una penna senza cappuccio ma con un meccanismo a scatto in grado di far uscire e rientrare il suo pennino. Non passano inosservate neanche la sua linea molto semplice e slanciata e la clip integrata nel corpo della penna stessa. È disponibile in molti colori (sia come fusto che come clip e rifiniture varie: dorata, argentata, nera); io ho scelto quella nera e con clip e rifiniture argentate.


È realizzata interamente in resina; questo vuol dire che è una penna leggerissima e, dunque, adatta anche a lunghe sessioni di scrittura. Viceversa, tanto per fare un paragone, la Jinhao 10, essendo tutta in metallo, è leggermente più pesante.
Insieme alla penna ho ricevuto anche un converter (già inserito e pronto all'uso). E, per dirla tutta visto che non mi piacciono le cartucce (che trovo molto limitante nella scelta degli inchiostri), quella del converter è il mio metodo preferito di inchiostrare la penna perché mi permette di usare gli inchiostri in bottiglia/calamaio.
I pennini sono disponibili nelle gradazioni EF (extrafine), F (fine) ed M (medio). Io, avendo una scrittura sottile, ho scelto quello F. Il flusso dell'inchiostro lasciato sulla carta è sempre preciso, fluido e regolare (ossia, senza interruzioni nel tratto) ma, lo dico in tutta onestà, non è proprio sottile come ci si aspetterebbe… diciamo che assomiglia moltissimo ad un M europeo. Tuttavia, c'è un fattore da non sottovalutare affatto: non gratta su qualunque tipo di carta (incluse quelle economiche da fotocopia).


L'altro elemento che caratterizza la Jinhao 20 è il suo sistema di "chiusura" del pennino: in prossimità del foro d'uscita, infatti, troviamo una sorta di mini sportellino che, ogniqualvolta si preme il pulsante/bottone in cima alla penna, si apre o si richiude per lasciar uscire o rientrare il pennino. Mini sportellino che, lo capite benissimo, protegge il pennino anche da piccoli urti, polvere, liquidi e, cosa fondamentale, evita che l'inchiostro si secchi sulla punta dello stesso.


Sperando di non aver dimenticato nulla, facciamo qualche considerazione finale: con il suo prezzo alla portata di qualunque tasca, reputo la Jinhao 20 una buona stilografica "entry level", ossia per tutti coloro che, proprio come ho fatto io, hanno voglia di provare una stilografica capless senza spendere grosse cifre. Perciò, accettando qualche compromesso (plastica del corpo, capacità non elevata del converter, e qualità del pennino non proprio eccelsa), comunque vi portate a casa una penna di tutto rispetto.
Qui sotto vi lascio la mia "prova di scrittura": ho usato, ovviamente oltre alla Jinhao 20, l'inchiostro Lamy Blue/Black (il mio inchiostro preferito) e carta Rhodia puntinata da 80 grammi.

sabato 8 novembre 2025

Thriller psicologico su Prime Video, è tratto da un romanzo di Stephen King


Thriller psicologico su Prime Video, è tratto da un romanzo di Stephen King

[fonte: Agenda Online]

Siete appassionati di letteratura thriller e horror? Passate l'estate a divorare romanzi che vi tengono incollati fino all'ultima pagina? Allora questa serie TV che vi consigliamo su Prime Video non potete assolutamente perderla. È un vero thriller psicologico che non si limita a inseguire indizi: scava negli abissi della mente umana, mette a nudo ossessioni e colpe, e obbliga lo spettatore a osservare come la violenza possa nascere nel quotidiano, nelle vite più apparentemente ordinarie.
Protagonista indiscusso è Brendan Gleeson, ma è in ottima compagnia perché fanno parte del cast anche Harry Treadaway e Jharrel Jerome. Prodotta dalla Sonar Entetainment, Mr. Mercedes è tratta dall'omonimo romanzo di Stephen King, pubblicato nel 2014, primo capitolo di un'amatissima trilogia.
La serie, composta da tre stagioni per un totale di 30 episodi, prende il via da un evento che sconvolge una comunità del Midwest americano: un killer, a bordo di una Mercedes rubata, travolge una folla in attesa a una fiera del lavoro, uccidendo otto persone.
Due anni dopo, Bill Hodges, un ex detective ormai in pensione, tormentato dai rimorsi e dalla solitudine, riceve un messaggio dal misterioso "Mr. Mercedes", che si prende gioco di lui per non averlo mai catturato. Quel messaggio riaccende la sua ossessione e lo trascina in un nuovo gioco psicologico, una caccia fatta di indizi digitali, codici e manipolazioni emotive.
La narrazione segue due percorsi paralleli: quello di Hodges, e quello di Brady Hartsfield, giovane tecnico informatico che nasconde dietro l'apparente normalità una mente disturbata e un desiderio di potere malato.
La regia di Jack Bender, già collaboratore di Lost, alterna momenti di suspense costruiti su un minimalismo visivo a improvvise esplosioni di violenza, bilanciando introspezione e tensione. Le case suburbane, le vie anonime, gli schermi dei computer diventano i luoghi del male: il pericolo non arriva da fuori, ma dal dentro delle persone.
In questa serie il classico gioco di caccia al killer si trasforma in un'esplorazione morale. Il centro del racconto non è solo il crimine, ma l'impatto che esso produce sul senso di identità e di controllo dei protagonisti. Mr. Mercedes diventa così un racconto sull'ossessione, sull'incapacità di lasciar andare, sull'idea che il male possa insinuarsi attraverso la tecnologia e il bisogno di essere visti.
Rotten Tomatoes ha premiato questo titolo con un lusinghiero 83% di gradimento, mentre gli utenti Google hanno tributato un ottimo 72% di like.
Gleeson, già visto in titoli thriller di peso, come La regola del silenzio, offre una prova calibrata e intensamente fisica: il suo Hodges è un uomo ferito, ruvido, ma anche ironico e malinconico.
Treadaway, dal canto suo, restituisce con inquietante precisione l'ambiguità di Brady: un ragazzo intelligente ma spezzato, che alterna momenti di vulnerabilità a esplosioni di odio. La sua relazione morbosa con la madre, la doppia vita tra il lavoro nel negozio di elettronica e le incursioni nel dark web, mostrano come la follia possa crescere silenziosa dentro la normalità.
Controbilancia Jharrel Jerome, nei panni del buon vicino che si ritrova a diventare aiuto-investigatore suo malgrado.
La messa in scena punta su un realismo sporco e privo di estetizzazioni: il mondo di Hodges è fatto di cucine disordinate, televisori sempre accesi, pioggia costante. Il ritmo è calibrato su un crescendo lento: non ci sono colpi di scena forzati, ma un accumulo di dettagli che amplifica il senso di minaccia.
Ogni episodio spinge più a fondo nei due mondi paralleli dei protagonisti, fino allo scontro finale, che è tanto fisico quanto simbolico. È questa lentezza che permette alla storia di respirare e di far emergere la malinconia dei personaggi, l'idea che il confine tra normalità e follia sia più labile di quanto si voglia credere.
Mr. Mercedes affronta il lutto e la perdita non come eventi chiusi, ma come ferite aperte che continuano a influenzare chi resta. Non è solo la violenza iniziale a devastare la comunità, ma la consapevolezza che il male possa essere vicino, che la follia possa nascondersi dietro uno schermo o un sorriso di circostanza. Ogni personaggio, porta in sé una forma di disfunzione: la solitudine, l'incomunicabilità, il senso di impotenza. Hodges rappresenta il rimpianto di un'intera generazione che ha perso il controllo, mentre Brady è la sua antitesi digitale: il prodotto di una società iperconnessa ma disumanizzata.
Questa serie dimostra come un racconto di indagini possa ancora trovare nuove sfumature: evitando la spettacolarità facile e puntando invece sulla complessità dei rapporti, sull'ossessione e sulla fragilità. Conferma il valore di una storia che, pur essendo di finzione, mette al centro le conseguenze emotive del crimine più che il crimine stesso, e trasforma la paura in un'occasione per guardare dentro di noi.

La classifica dei libri più venduti


Dati relativi alla settimana dal 27 ottobre al 2 novembre 2025 (Fonte: TuttoLibri dell'8 novembre 2025):

2. Benedetta Rossi - La mia cucina per tutti. Oltre 150 ricette facili e gustose per ogni esigenza
3. Aldo Cazzullo - Francesco. Il primo italiano
4. Maurizio de Giovanni - L'orologiaio di Brest
5. Sveva Casati Modignani - La domestica a ore
6. Pera Toons - Missione risata
7. Ken Follett - Il cerchio dei giorni
8. Gianrico Carofiglio - Con parole precise. Manuale di autodifesa civile
9. Carlo Rovelli - Sull'eguaglianza di tutte le cose. Lezioni americane
10. Glenn Cooper - Le chiavi del cosmo

giovedì 6 novembre 2025

National Geographic Italia - novembre 2025

National Geographic Italia - novembre 2025
Vol. 56, n. 5
6,90 euro

In copertina: Erin Belback nel corso di una sperimentazione della NASA per valutare gli effetti del letargo, potenzialmente utile per i viaggi spaziali, sul corpo umano.

I segreti del letargo. Capire come alcuni animali riducono al minimo le funzioni vitali potrebbe aprire la strada all'ibernazione umana, con grandi vantaggi per la medicina e non solo.
Cervi della Mesola. Un progetto per salvare la sottospecie italica dall'estinzione.
Fusione nucleare, il sogno dell'energia pulita ed inesauribile. Alla scoperta del grande laboratorio francese dove scienziati di tutto il mondo, tra problemi, ritardi e primi successi, collaborano da anni al progetto ITER per cercare di replicare sulla Terra il processo che avviene nelle stelle, regalando all'umanità una nuova fonte di energia senza emissioni e senza fine.
Orgoglio Sherpa. A 18 anni Nima Sherpa ha già battuto un record di scalate, ma vuole di più.
L'ADHD negli adulti. Il disturbo non colpisce solo nei primi anni di vita.
Come appare il mondo visto da un insetto. Dopo aver modificato la sua fotocamera, il fotografo giapponese Takuya Ishiguro ha scoperto uno strano ed insolito universo proprio sotto i suoi piedi.
Alnwick Garden, al lavoro nel giardino dei veleni. Come ci si comporta quando bisogna prendersi cura di centinaia di piante che possono uccidere.
Anidride carbonica, sotto la cupola va in scena il riscatto del cattivo del clima. Una star up italiana ha trovato il modo di usare il gas serra in grandi batterie per immagazzinare energia pulita.
Che cosa significano i più antichi tatuaggi del mondo? Una nuova branca dell'archeologia vuole far luce su alcuni antichi misteri studiando un'arte a lungo trascurata.

mercoledì 5 novembre 2025

S.A. Cosby: Legittima vendetta

S.A. Cosby: Legittima vendetta

Titolo originale: Razorblade Tears
Formato: Kindle (1.3 MB)
Pagine: 372
Editore: Rizzoli (28 marzo 2023)
ASIN: B0BV2HCLRJ

Data di acquisto: 28 ottobre 2025
Letto dal 28 ottobre al 4 novembre 2025

▪️Sinossi
Per un ex galeotto, una coppia di poliziotti davanti alla porta di casa non può che significare guai. E quando Ike Randolph viene a sapere che suo figlio Isiah è stato ucciso a sangue freddo insieme al marito Derek, lasciando orfana una bimba piccola, il passato che pensava di essersi messo alle spalle gli crolla addosso. Al dolore si aggiunge la vergogna di non aver mai saputo accettare l'omosessualità del figlio. La stessa vergogna che prova Buddy Lee Jenkins, il padre di Derek, anche lui con un curriculum da delinquente di tutto rispetto. Oltre all'esperienza della prigione, i due uomini hanno poco da spartire: il primo è nero e dopo aver pagato il suo debito con la giustizia ha messo la testa a posto; il secondo è bianco, ha qualche problema con l'alcol e, a volte, con i neri. Buddy Lee e Ike si conosceranno al funerale, e nel giro di poco capiranno di dover fare un'ultima cosa insieme: mettere da parte il colore della pelle e rispolverare i ferri del mestiere per trovare i killer dei loro ragazzi e provare a redimersi, se possibile, dai propri errori. Non sanno che quest'impresa scoperchierà un vaso di Pandora pieno di odio e segreti.
Con Legittima vendetta S.A. Cosby apre un nuovo capitolo del crime americano e mostra al lettore con realismo la faccia brutale degli Stati Uniti di Trump, dove il seme dell'omofobia e del razzismo è sempre pronto a germogliare.

▪️L'incipit del libro
Ike cercò di ricordare se gli fosse mai capitato di trovarsi alla porta due tizi in divisa di prima mattina senza che preannunciassero infelicità e dolore, ma non gli venne in mente nulla.
I due uomini se ne stavano impalati fianco a fianco sull’angusto pianerottolo di cemento davanti all’ingresso, entrambi con le mani sulla cintura, accanto al distintivo e alla pistola. Il sole del mattino faceva luccicare quei distintivi come pepite d'oro. Quei poliziotti erano come il giorno e la notte. Il primo era un asiatico alto e segaligno, con lineamenti aspri e spigolosi. L'altro, un bianco dal volto rubicondo, aveva un fisico da sollevatore di pesi, con il collo taurino che culminava in una testa gigantesca. Entrambi portavano la camicia bianca e la cravatta a fermaglio. Dalle ascelle del sollevatore di pesi si allargavano pezze di sudore che ricordavano vagamente una la forma dell'Inghilterra e l'altra quella dell'Irlanda.
Lo stomaco già sottosopra di Ike si mise a fare le capriole. Erano passati quindici anni dai tempi del penitenziario di Stato di Coldwater. Aveva smentito le statistiche sulla recidività fin da quando era uscito da quel buco marcescente. Neanche una multa per eccesso di velocità si era preso, in tutti quegli anni. Eppure si ritrovava lì, con la lingua asciutta e la gola che bruciava, mentre quelli lo fissavano dritto negli occhi. Nei cari vecchi Stati Uniti d'America già era dura essere un nero davanti a uno sbirro. Qualsiasi interazione con un tutore della legge ti dava la sensazione di trovarti sull'orlo di un precipizio. Se per di più eri un ex galeotto, quell'orlo ti pareva cosparso d'olio.


▪️La mia recensione
"Era quello il problema, con la violenza. Quando andavi a cercarla, la trovavi senz'altro. Era il tempismo a prenderti in contropiede. Ti coglieva alla sprovvista e ti schizzava di sangue gli stivali nuovi prima che fossi pronto per davvero. Il fatto è che, se cerchi la violenza abbastanza a lungo, capisci che non sei mai pronto per davvero. Le cose capitano, e puoi soltanto reagire o non reagire. E alla fine ti ci abitui".
Legittima vendetta è un thriller veramente spettacolare perché riesce abilmente a mischiare famiglia, omofobia, razzismo, vendetta, redenzione e riscatto, a cui, come sottofondo a tutta la storia, si somma anche una perfetta critica sociale verso gli Stati Uniti guidati da Donald Trump.
Ci troviamo nel Sud degli Stati Uniti, esattamente in Virginia, con Ike e Buddy Lee, due padri distrutti dalla brutale uccisione dei rispettivi figli gay: Isiah e Derek. Ike è un ex galeotto di colore ora giardiniere di tutto rispetto; Buddy Lee è un bianco alcolizzato da sempre ai margini della società. I due uomini, che non hanno mai accettato l'omosessualità dei figli, uniscono le forze per cercare un po' di giustizia per gli stessi.
Vedete? La storia contenuta in Legittima vendetta è molto più di una semplice storia di vendetta. È un vero e proprio percorso di pentimento dei due attempati protagonisti: entrambi marchiati da un passato criminale, alleandosi faranno i conti con i loro stessi pregiudizi e con una società che non ha mai accettato né loro e né la "diversità" dei loro figli. Ma, dopo la carneficina finale (e scusate se ho fatto spoiler), c'è spazio anche per la speranza nata dalla voglia di cambiare dopo aver riconosciuto le proprie colpe.
Ho trovato molto bello l'alternanza tra azione (e che azione…) e momenti di forte riflessione, anche dolorosi. Legittima vendetta, infatti, è un perfetto spaccato della provincia americana delusa, quella parte più conservatrice degli Stati Uniti dove il sogno americano è andato a sbattere contro il muro di discriminazione e violenza selvaggia. Il linguaggio del libro, non poteva essere altrimenti, è veramente crudo ed il ritmo narrativo è sempre alto… Il lettore non avrà mai un attimo di pausa!
Infine, butto due parole sul titolo del libro: Legittima vendetta ("Razorblade tears" in originale, ossia Lacrime di rasoio). Titolo, a mio avviso, molto azzeccato perché ci pone di fronte alla classica domanda: quando la vendetta può esser definita legittima? Ike e Buddy Lee, difatti, agiscono in una zona d'ombra della legalità, e tutto nel momento in cui la giustizia non ha saputo dare risposte adeguate o, per dirla tutta, si è voltata dall'altra parte. Ai lettori l'ardua sentenza…
📌 Voto: 🔵🔵🔵🔵🔵 (5 su 5)