"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito".
[Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

domenica 21 giugno 2026

Perché riscoprire "Domenica" di Georges Simenon, opera sulla crudeltà silenziosa della vita domestica


Perché riscoprire Domenica di Georges Simenon, opera sulla crudeltà silenziosa della vita domestica

👉 fonte: Libreriamo

Conosciuto dal grande pubblico soprattutto per essere il padre del celeberrimo commissario Maigret, lo scrittore belga Georges Simenon possiede in realtà una produzione parallela altrettanto monumentale: i suoi celebri romans durs, i "romanzi duri". Ed è proprio in questa preziosa costellazione che si inserisce Domenica (Dimanche), pubblicato per la prima volta da Adelphi nella splendida traduzione di Daniela Salomoni.
In questa storia, che si consuma sotto il sole apparentemente abbagliante e pacifico della Provenza, Simenon ci prende per mano e ci trascina, stanza dopo stanza, silenzio dopo silenzio, all'interno del retrobottega dell'animo umano. Un'opera che rappresenta una vera e propria radiografia clinica e poetica delle nostre solitudini e delle gabbie invisibili che ci costruiamo da soli.
Fin dalle primissime righe del romanzo, le stesse che aprono questo viaggio, veniamo catapultati in un'atmosfera sospesa, quasi ipnotica. Émile, il protagonista, si sveglia senza bisogno di sveglia. Accanto a lui, nel grande letto di noce, c'è la moglie. Una presenza immobile, muta, la cui apparente passività nasconde in realtà una precisa e logorante "strategia". Sopra di loro, nella mansarda, si sveglia invece Ada, la domestica: una giovane donna descrittiva, dall'odore "selvatico e speziato", con cui Émile ha intrecciato una relazione viscerale e ferina.
Émile lavora nell'albergo-ristorante di proprietà della famiglia della moglie, una donna che ha preteso il controllo totale della sua vita, persino rifiutando l'accordo prematrimoniale pur di legarlo a doppio filo a sé e al proprio patrimonio. In questo triangolo claustrofobico, fatto di sguardi non detti, di routine esasperanti e di rancori che covano sotto la cenere, Émile matura un piano. Una risoluzione lucida e glaciale. Una domenica mattina, mentre il sole filtra dalle persiane, il lettore avverte che il punto di non ritorno è stato superato. Eppure, come scrive Simenon, Émile «non aveva paura. Non aveva nemmeno voglia di tornare sui suoi passi. Non era né impaziente né agitato».
Leggere Domenica significa fare i conti con alcune delle verità più scomode sulla natura umana. Il primo grande insegnamento di Simenon riguarda la natura del conflitto. Siamo abituati a pensare alla violenza e alla crudeltà come a esplosioni improvvise, urlate, teatrali. Simenon ci insegna il contrario: la crudeltà più feroce è quella silenziosa, che si annida tra le pieghe della rispettabilità domestica. È la violenza psicologica del controllo, del non-detto, dell'indifferenza usata come arma strategica.
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La classifica dei libri più venduti


Dati relativi alla settimana dall'8 al 14 giugno 2026 (Fonte: TuttoLibri del 20 giugno 2026):

1. Hazel Riley - Game of Olympus. Catarsi. Game of Gods, vol. 6
2. Leone XIV - Magnifica humanitas. Lettera Enciclica sulla custodia della persona umana nel tempo dell'intelligenza artificiale
3. Antonio Manzini - I tramezzini di Rocco Schiavone. Rocco Schiavone, vol. 23
4. Francesca Giannone - Gli anni in bianco e nero
5. Santina Cosetta - Soltanto il giorno
6. Elle Kennedy - Il tradimento. The Campus, vol. 3
7. A.V. - The Breakfast Club. Segreti per un'estate perfetta
8. Elle Kennedy - Lo sbaglio. The Campus, vol. 2
9. Cristina Cassar Scalia - Le terme dell'Indirizzo. Vicequestore Vanina Guarrasi, vol. 10
10. Luciana Littizzetto - Il tempo del la la la

Tre novelle italiane che stanno reinventando l'horror e il fantastico


Tre novelle italiane che stanno reinventando l'horror e il fantastico

👉 fonte: Libreriamo

L'horror italiano non coincide più soltanto con case infestate, serial killer o antiche maledizioni. Negli ultimi anni molti autori hanno iniziato a utilizzare il fantastico per affrontare temi profondamente umani, trasformando mostri, fantasmi e distopie in metafore del presente e della memoria. È una narrativa che dialoga con la letteratura contemporanea, con la storia e persino con la filosofia, senza rinunciare alla capacità di sorprendere e inquietare.
La casa editrice Lumien sta contribuendo a questa evoluzione attraverso una collana di novelle che permette agli autori di sperimentare linguaggi, atmosfere e contaminazioni. In poche pagine trovano spazio ucronie, horror psicologico, body horror, fantascienza e satira, dimostrando che il fantastico italiano possiede oggi una voce originale e riconoscibile.

▪ Altra pelle di Alice Cervia
Può un'indagine poliziesca trasformarsi in una riflessione sul diritto di esistere? È la domanda che attraversa Altra pelle, una novella ambientata nel 1939 che intreccia il noir storico con il body horror. Il protagonista è Arrigo, ex segretario comunale, impegnato a risolvere l'omicidio di una contessa legata al regime fascista. Dietro il delitto, però, emerge un universo molto più inquietante fatto di corpi considerati "difettosi", persecuzioni e ossessioni eugenetiche.
L'elemento fantastico non serve soltanto a creare tensione. Diventa il linguaggio attraverso cui raccontare l'emarginazione, la paura della diversità e la violenza di un sistema che pretende di stabilire quali vite meritino di essere vissute. La componente horror dialoga così con la memoria storica, offrendo una lettura originale degli anni del fascismo e trasformando il corpo nel principale terreno di scontro tra libertà e oppressione.

▪ Cora di Irene L. Visentin
Il ritorno nella casa dell'infanzia è uno dei grandi archetipi della narrativa gotica. In Cora questo viaggio assume però un carattere profondamente emotivo.
Adele torna a Monselice per assistere la madre, ormai in coma irreversibile, ma il passato non è rimasto immobile. La casa continua a custodire presenze, ricordi e silenzi che sembrano possedere una vita propria, mentre il confine tra realtà, magia e memoria diventa sempre più incerto. L'autrice costruisce un horror intimista, in cui la paura nasce prima di tutto dai rapporti familiari e dai segreti mai affrontati. I mostri non abitano soltanto gli angoli bui delle stanze, ma prendono forma nei traumi, nelle omissioni e nelle ferite che attraversano le generazioni. È una storia che recupera la tradizione gotica italiana e la rinnova attraverso una sensibilità contemporanea, privilegiando l'atmosfera e la dimensione psicologica rispetto allo spavento fine a sé stesso.

▪ Country Horror Cyber Show di Venus Marion
Se i primi due titoli guardano alla memoria e all'interiorità, Country Horror Cyber Show sceglie invece la strada dell'eccesso. La novella costruisce un universo surreale popolato da rider di tori bionici, androidi, dirigenti ossessionati dall'immortalità e sceneggiatori alle prese con produzioni sempre più assurde. Il tono è volutamente ironico, sopra le righe, quasi grottesco, ma dietro questa esplosione di immagini eccentriche si nasconde una satira feroce del nostro rapporto con la tecnologia, con l'intrattenimento e con il desiderio di superare continuamente i limiti dell'essere umano.
La fantascienza si fonde con l'horror e con la commedia nera, dando vita a una narrazione che ricorda certa speculative fiction contemporanea, dove il divertimento convive con una riflessione sulle contraddizioni della società ipertecnologica.

Queste tre novelle dimostrano come il fantastico italiano stia vivendo una fase di grande vitalità. Pur partendo da registri molto diversi, condividono la stessa ambizione: utilizzare l'horror e la fantascienza non come semplici generi d'intrattenimento, ma come strumenti capaci di interrogare la storia, l'identità, la memoria e il futuro. In un panorama editoriale spesso dominato dalle traduzioni straniere, opere come Altra pelle, Cora e Country Horror Cyber Show ricordano che anche gli autori italiani possono proporre immaginari originali, contaminando generi diversi e affrontando temi universali attraverso il linguaggio del fantastico. È proprio questa libertà di sperimentazione a rendere la collana Lumien una delle realtà più interessanti per chi desidera scoprire nuove voci dell'horror contemporaneo italiano.

giovedì 18 giugno 2026

Perché "The Other Mothers" di Katherine Faulkner è il thriller psicologico di cui abbiamo bisogno


Perché The Other Mothers di Katherine Faulkner è il thriller psicologico di cui abbiamo bisogno
The Other Mothers è il thriller psicologico del momento: una satira spietata sulla maternità borghese e i segreti nascosti dietro la facciata della perfezione

👉 fonte: Libreriamo

Ha già conquistato i primi posti nella classifica del Sunday Times nel Regno Unito ed è destinata con la sua seconda opera a lanciare un nuovo caso editoriale internazionale. Parliamo di Katherine Faulkner: l'autrice che, dopo lo straordinario debutto con Greenwich Park, torna in libreria con il secondo romanzo The Other Mothers (Le madri bugiarde).
Definito dalla critica anglosassone come l'erede naturale di Big Little Lies di Liane Moriarty e delle atmosfere ciniche di The White Lotus, il libro della Faulkner rappresenta una spietata e lucidissima dissezione della maternità borghese, delle barriere di classe e del prezzo altissimo che si paga quando si decide di barattare la propria identità pur di appartenere a un gruppo d'élite.
La storia si sviluppa attorno a Tash, una giornalista freelance che ha lasciato il lavoro stabile in redazione per occuparsi del figlio piccolo, Finn. Tash vive intrappolata in quella tipica palude post-parto fatta di isolamento, scadenze mancate, bollette che si accumulano e un matrimonio che comincia a scricchiolare sotto il peso della routine. Quando iscrive il figlio a un esclusivo gruppo di gioco in un quartiere elegante di Londra, il suo cammino incrocia quello delle "altre madri": un trio di donne impeccabili, ricche, affascinanti, che vivono in case gigantesche e sembrano avere il controllo totale sulle proprie esistenze.
Contro ogni aspettativa, Tash viene accolta a braccia aperte nel loro circolo esclusivo. Tra colazioni costose, calici di vino e pomeriggi idilliaci, sperimenta finalmente la sensazione di avercela fatta, di essere "una di loro". Ma questo sogno dorato si scontra presto con una realtà inquietante. Una giovane tata del quartiere, Sophie, viene trovata morta in circostanze misteriose. Tash, spinta dal mai sopito istinto giornalistico e dalle suppliche della madre della vittima, inizia a indagare. Più scava a fondo, più si rende conto che la morte della ragazza è strettamente legata al passato e ai segreti inconfessabili delle sue nuove e "perfette" amiche.
La stampa britannica e i grandi nomi del thriller psicologico internazionale hanno accolto The Other Mothers come un perfetto e spietato ritratto di costume, consacrandolo a punto di riferimento del cosiddetto Mum Noir. India Knight, sul Sunday Times Magazine, lo ha descritto come "un thriller brillantemente orchestrato e magnificamente osservato", ironizzando su come la lettura metta quasi un senso di sollievo in chi non deve più frequentare i cancelli delle scuole.
L'autrice bestseller Abigail Dean lo ha paragonato a un incrocio magnetico tra The Undoing e Big Little Lies, definendolo "una sferzante e decadente parodia della maternità dell'alta borghesia", capace di sollevare la carta da parati di lusso delle case londinesi per metterne a nudo i segreti più torbidi.
Ed è proprio questa l'arma segreta del romanzo secondo la critica: la capacità della Faulkner di unire i meccanismi del giallo classico (con colpi di scena definiti da Publishers Weekly come "sismici") a una satira sociale affilata, dove la minaccia più grande non si nasconde nei vicoli bui, ma dietro i sorrisi impeccabili di un gruppo di madri fin troppo perfette per essere innocenti.
Il segreto del successo della Faulkner risiede nella sua capacità di fare del Classism-Noir (il noir incentrato sulle differenze di classe). L'autrice non costruisce la suspense attraverso mostri nell'ombra o serial killer stereotipati; la paura, in questo romanzo, nasce nei salotti bene, dietro i sorrisi di circostanza, nell'ostentazione della ricchezza e nei messaggi passivo-aggressivi sulle chat di gruppo delle mamme.
Attraverso una struttura a doppia narrazione alternata (il presente di Tash e il passato di Sophie, la tata deceduta) la Faulkner costruisce una tensione psicologica asfissiante. Il lettore si trova immerso in un labirinto di specchi dove nessuno è davvero innocente e dove l'ossessione per lo status sociale giustifica qualsiasi bassezza.
Al di là della trama investigativa magnetica, The Other Mothers si rivela una lettura formativa per la profondità dei temi trattati. Ci insegna, prima di tutto, il pericolo dell'idealizzazione. Viviamo in un'epoca dominata da feed di Instagram e TikTok saturi di "maternità estetiche", dove la vita quotidiana viene filtrata per apparire priva di sforzo, pulita, lussuosa. Il romanzo demolisce questa facciata, ricordandoci che dietro la perfezione ostentata spesso si nascondono compromessi morali, solitudini immense e dinamiche tossiche di controllo.
In secondo luogo, il libro offre una riflessione amarissima sulla solitudine della maternità moderna. Tash si lascia trascinare in una spirale di bugie, debiti e pericoli non per stupidità, ma per un disperato bisogno di convalida e connessione sociale. La Faulkner esplora magistralmente quel senso di inadeguatezza e di "invisibilità" che molte donne provano dopo la nascita di un figlio, quando smettono di essere considerate individui per diventare, appunto, solo "la madre di qualcun altro".
Infine, c'è una lezione potente sul prezzo del silenzio e della complicità. Quando il privilegio economico si unisce alla necessità di proteggere la reputazione della propria famiglia, la solidarietà femminile si azzera, trasformando una comunità apparentemente accogliente in un branco spietato pronto a sacrificare chiunque si trovi un gradino più in basso nella scala sociale.
The Other Mothers merita un posto d'onore nelle letture dei prossimi mesi perché riesce nel miracolo più difficile della narrativa contemporanea: intrattenere con un ritmo serratissimo e, allo stesso tempo, far riflettere sulla società in cui viviamo. È un romanzo magnetico che cattura il lettore dalla prima pagina, costringendolo a guardarsi allo specchio e a chiedersi: fino a dove sarei disposto a spingermi per proteggere la mia fragile idea di felicità? Un caso editoriale meritato, che conferma Katherine Faulkner come una delle voci più intelligenti e affilate del thriller psicologico moderno.

mercoledì 17 giugno 2026

[RECENSIONE] Francesca Giannone: Domani, domani


Francesca Giannone: Domani, domani

Formato: copertina flessibile
Pagine: 384
Editore: Tea Superpocket (17 giugno 2025)
ISBN-13: 9788869800719

Data di acquisto: 27 marzo 2026
Letto dal 14 al 17 giugno 2026

▪ Sinossi
Dopo lo strepitoso successo de La portalettere il nuovo romanzo di un'autrice da oltre 800.000 copie.
Un fratello e una sorella legati da un sogno, divisi da una scelta.
Salento, 1959. Lorenzo e Agnese hanno perso tutto. E lo capiscono quando, con gli occhi tristi che si porta dietro da una vita, il padre annuncia di aver venduto il saponificio di famiglia, un'eredità che lui ha vissuto come una condanna. Per Lorenzo e Agnese, invece, quella fabbrica che il nonno ha creato dal nulla, che profuma di talco, di essenze floreali e di oli vegetali, e che occupa ogni loro pensiero, era la certezza di un presente sereno e la promessa di un futuro da tracciare insieme, uniti. Quindi l'idea di rimanere lì come semplici operai sotto un nuovo, arrogante padrone è devastante per entrambi. Lorenzo, orgoglioso e impulsivo, se ne va sbattendo la porta, col cuore colmo di rabbia e con un solo obiettivo: trovare i soldi necessari per riprendersi quello che è suo. Ma Agnese non lo segue: tanto risoluta se si tratta di formulare saponi quanto insicura quando le tocca abitare il mondo al di fuori del saponificio, dichiara: «Io resto dov'è casa mia». È una crepa profonda, apparentemente insanabile, quella che si apre tra fratello e sorella e li spingerà su strade opposte e imprevedibili. Perché vogliono la stessa cosa, Lorenzo e Agnese, almeno finché l'amore non li porterà di nuovo a un bivio. Ognuno dei due farà una scelta, tracciando un altro domani…

▪ L'incipit del libro
Cinque anni prima
Quel giorno che v'aspettava
22 settembre 1953
La prima volta, il telefono squillò a vuoto.
«Ma cosa gliel'ho comprato a fare, se non rispondono mai», borbottò Renato, riagganciando.
«Dai, c'è gente che aspetta», disse sua moglie Marianna, lanciando uno sguardo alla coda che si era formata nel retro del negozio di alimentari.
«E chi se ne importa. Tutti mo' devono telefonare?»
«Ma li vedremo più tardi… Che fretta c'è?»
Renato si accigliò, riprese la cornetta in mano e compose di nuovo il numero. «Continuo finché non alzano le chiappe e vengono a rispondere. È ora di pranzo, dove vuoi che siano, se non in casa?»
Attese sei squilli, poi finalmente sentì: «Pronto?»
«Si può sapere perché non rispondevate?»
«Papà, stavamo mangiando…» disse Giuseppe.
«In fabbrica tutto bene?»
«Siete via da soli quattro giorni, cosa può andar male?»
«Con te non si sa mai», ribatté Renato.
La moglie lo guardò di traverso e gli fece un gesto come a dire: Su, lascialo stare.
«Passami i miei nipoti, va'», continuò lui.
«Mo' te li chiamo», mormorò Giuseppe.

▪ La mia recensione
"La vista del mare e il chiasso del porto lo fecero sentire subito a casa, strappandogli un sorriso; pensò che era difficile, per chi era cresciuto lontano dal mare, capire quanta malinconia poteva generare la sua mancanza: come l’amore, il mare cura, lenisce le ferite, ti fa sentire che appartieni a qualcosa".
Secondo romanzo della mia conterranea Francesca Giannone e… secondo centro!
Domani, domani analizza il complesso tema dell'appartenenza (sia alla propria famiglia che ad un territorio): ad Araglie, un immaginario paesino del Salento ("disegnato" dalla scrittrice sulla falsariga della Gallipoli di fine anni '50 del XX secolo), due fratelli, Agnese e Lorenzo Rizzo, assistono increduli alla vendita del saponificio di famiglia, un luogo da loro sempre ritenuto "casa".
Il romanzo è fluido e con un'aura quasi da poesia d'altri tempi ed in grado di rievocare (e lo dico io che ci vivo) i tanti profumi del Salento: gli ulivi, il mare, i piccoli borghi. Per cui, anche se è scontato dirlo, non aspettatevi un romanzo a tutto ritmo; qui si va piano e con una cadenza fortemente in bilico tra tradizione e progresso.
Molto ben caratterizzati i due personaggi principali: Agnese è quella fedele "alla causa", Lorenzo il ribelle per l'amor proprio calpestato. Ma assolutamente ben delineati tutti gli altri personaggi (non solo quelli secondari, ma anche quelli di contorno). Piacevole la brevissima comparsata della "portalettere".
Con Domani, domani, insomma, c'è di che riflettere sugli obiettivi che si vuol portare avanti, sul rancore e sulle scelte spinose che si compiono nella vita.
L'unica nota stonata (ma che non influisce sul mio giudizio più che positivo) mi è sembrato essere il finale troppo sbrigativo… Oppure, e la butto lì, la Giannone ha lasciato aperta una finestra per un eventuale seguito?
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️🎖️ (5 su 5)

domenica 14 giugno 2026

[RECENSIONE] Lucinda Berry: La gemella silenziosa


Lucinda Berry: La gemella silenziosa

Titolo originale: Phantom Limb
Formato: Kindle (1.7 MB)
Pagine: 271
Editore: Newton Compton Editori (5 maggio 2026)
ASIN: B0GHZMQWG6
ISBN-13: 9791224204701

Data di acquisto: 11 giugno 2026
Letto dall'11 al 14 giugno 2026

▪ Sinossi
Bestseller n. 1 negli Stati Uniti. È arrivato finalmente in Italia il thriller di cui tutti parlano.
Due gemelle segnate da un'infanzia difficile. Una speranza di rinascita. Una morte che riapre vecchie ferite.
«Un thriller intenso e inquietante, con un finale sorprendente che lascia senza fiato».
«Lucinda Berry costruisce un romanzo che esplora i traumi dell'infanzia e le loro conseguenze devastanti. Una storia che non si dimentica facilmente».
«Potente, con un finale inimmaginabile».
Emily ed Elizabeth hanno trascorso l'infanzia chiuse in una stanza, terrorizzate da una madre che beveva troppo e spariva per giorni. Il destino delle due gemelle, identiche in tutto e per tutto, sembra cambiare quando vengono salvate da una famiglia decisa a diventare il loro porto sicuro. Ma ci sono orrori che neanche l'amore può cancellare… Elizabeth si risveglia in ospedale, immobilizzata a letto e incapace di muoversi o parlare. L'ultima immagine che ricorda è il corpo della gemella nel bagno. Indagando sul mistero della morte di Emily, Elizabeth scopre segreti sconvolgenti, mentre i vuoti di memoria la costringono a ricordare ciò che aveva cercato di dimenticare: le percosse, il sangue, gli "amici speciali" della madre. La sua vita precipita a una velocità spaventosa mentre tenta disperatamente di ricomporre il puzzle psicologico del suo passato, prima che sia troppo tardi.

▪ L'incipit del libro
Era sempre la stessa telefonata. Sempre le stesse suppliche disperate.
«Non dire una parola», implorava.
E a chi l'avrei detto? Ne avevo mai parlato con qualcuno? Era da anni che custodivo i suoi segreti.
Posteggiai nel mio spazio riservato e sollevai lo sguardo verso il terzo piano del nostro palazzo, ultima finestra a sinistra. Le tapparelle erano chiuse. Lo erano da giorni. Scesi dall'auto e mi incamminai verso l'ingresso, incrociando la signora Jasberson davanti alle cassette delle lettere. Controllava la posta almeno cinque volte al giorno per interagire con qualcuno che non esistesse soltanto sullo schermo del suo televisore.
«Salve, Elizabeth», mi disse quando mi vide. «Com'è andata al lavoro oggi?»
«Benissimo», risposi senza voltarmi. Non c'era bisogno di raccontarle che ancora una volta me n'ero andata tre ore prima della fine del turno.
«Di’ a tua sorella che dovrebbe stare di più al sole».
Mi voltai e le sorrisi aspettando l'ascensore. «Certo».

▪ La mia recensione
"Volevo ricordare qualcosa. Qualsiasi cosa che avrebbe potuto aiutarmi a capire cosa stava succedendo, ma era come scavare nelle sabbie mobili. Ogni volta che nella mia memoria si apriva un piccolo spiraglio, veniva subito inghiottito da una sensazione di panico".
Bel thriller psicologico con piccole punte di horror… ma dal finale abbastanza prevedibile (già poco prima di metà libro si capisce come siano realmente andati i fatti).
La trama, senza portarla per le lunghe, è questa: due gemelle identiche, traumatizzate durante i primi anni della loro vita, trovano serenità e "calore umano" in una famiglia adottiva. Ma, dopo qualche anno, una muore per un incidente d'auto e l'altra prima smette di parlare e poi si risveglia in ospedale alle prese con un forte "vuoto di memoria". L'unica in grado di sbrogliare il bandolo della matassa sembra essere la loro psichiatra infantile che, sebbene le due gemelle siano ormai adulte, non ha mai smesso di stargli vicino. Eppure, nulla è ciò che sembra: le due gemelle, Emily ed Elizabeth, pur identiche nell'aspetto fisico, sono completamente differenti… una ha un carattere forte, l'altra è docile, arrendevole e piena di sensi di colpa.
I temi del romanzo di Lucinda Berry son veramente tanti, ma tutti molto delicati: infanzia negata, pedofilia, traumi, violenza, sensi di colpa e disturbi mentali.
La scrittrice americana (che nella realtà è davvero una psicologa) ha saputo creare una storia molto cruda, dalla tensione sempre continua e con personaggi perfettamente credibili; i colpi di scena son piazzati nei punti giusti anche se, come ho detto all'inizio, si capisce quasi subito come siano andate veramente le cose (ed è solo per questo fatto che non ho dato il voto massimo). Mi fermo qui per non fare spoiler più del dovuto…
Altro aspetto che non mi ha convinto del tutto: nella seconda parte del romanzo ci sono un bel po' di "spiegoni" a sfondo psichiatrico per chiarire il trauma subìto dalla gemella ricoverata… Tuttavia, lo riconosco: tutti questi "sermoni" erano necessari per "costruire" il gran finale.
Un romanzo scioccante, perciò, che può interessare a chi ama leggere quei thriller sui "giochi" della mente e sulle ferite dell'anima.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐ (4 su 5)

La classifica dei libri più venduti


Dati relativi alla settimana dall'1 al 7 giugno 2026 (Fonte: TuttoLibri del 13 giugno 2026):

1. Leone XIV - Magnifica humanitas. Lettera Enciclica sulla custodia della persona umana nel tempo dell'intelligenza artificiale
2. Antonio Manzini - I tramezzini di Rocco Schiavone. Rocco Schiavone, vol. 23
3. Santina Cosetta - Soltanto il giorno
4. Francesca Giannone - Gli anni in bianco e nero
5. Cristina Cassar Scalia - Le terme dell'Indirizzo. Vicequestore Vanina Guarrasi, vol. 10
6. Elle Kennedy - Il tradimento. The Campus, vol. 3
7. Elle Kennedy - Lo sbaglio. The Campus, vol. 2
8. Eiichiro Oda - One piece, vol. 113
9. A.V. - Snack Club. Operazione K
10. Luciana Littizzetto - Il tempo del la la la

venerdì 12 giugno 2026

"The dinner party": il ritorno in Italia di Freida McFadden

The dinner party di Freida McFadden è un progetto molto ambizioso e particolare. Questo libro si discosta moltissimo dai romanzi psicologici o thriller a cui l'autrice ci ha ormai abituati (come la serie The Housemaid), ma è un vero e proprio progetto interattivo e satirico, organizzato come i classici libri game.
Sei tu, perciò, a scegliere come far avanzare la storia… La protagonista è Sloan, una cameriera al verde che accetta un lavoro stranamente ben pagato (ma decisamente poco chiaro) in una villa isolata. Ecco l'interessante novità del libro: giunto in fondo ad ogni capitolo, è direttamente il lettore che deve fare la sua scelta (tra due o più opzioni) che, per poter proseguire, indirizza ad una pagina ben specifica.
The dinner party include ben 22 finali alternativi: alcuni causano morti violente e strampalate, altri portano a conseguenze comiche ed impreviste.
Insomma, non resta che aspettare martedì 7 luglio 2026…

▪ Freida McFadden: The dinner party
Dall'autrice del bestseller Una di famiglia.
L'autrice più venduta al mondo e da oltre tre anni nella classifica dei bestseller.
Sei al verde. Non hai modo di pagare l'affitto e stai per essere sfrattata. Per fortuna, una tua amica ti ha offerto un lavoro come cameriera a una cena… in una villa isolata, lassù su Peyton's Peak. Il compenso sarebbe sufficiente a coprire due mesi di affitto e a rimetterti in piedi. È un'occasione d'oro, che risolverebbe i tuoi problemi. Ma tutta la faccenda suona davvero sospetta. I soldi sono tanti, ma ci dev'essere per forza qualche terribile fregatura. Probabilmente dovresti rifiutare…
A quanto pare, la scelta spetta a te. Sei tu a decidere se andare alla cena o restare a casa a leggere un libro. Sei tu a decidere se dare un passaggio all'autostoppista malconcio sul ciglio della strada. Sei tu a scegliere se andare a sinistra o a destra al bivio. Per una volta, la decisione è completamente nelle tue mani. Allora… cosa farai?


Pagine: 224
Editore: Newton Compton Editori (7 luglio 2026)
ASIN: B0H4NRGLVL
ISBN-13: 9791224207917
Prezzo di copertina: 5,90 euro per il cartaceo e 4,99 euro per il Kindle

giovedì 11 giugno 2026

[RECENSIONE] Ian Fleming: Vivi e lascia morire


Ian Fleming: Vivi e lascia morire.  James Bond 007, vol. 2

Titolo originale: Live and Let Die
Formato: Kindle (1.1 MB)
Pagine: 231
Editore: Adelphi (16 luglio 2024)
ISBN-13: 9788845987557
ASIN: B0D96JWHXS

Data di acquisto: 8 giugno 2026
Letto dall'8 all'11 giugno 2026

▪ Sinossi
A Ian Fleming viene universalmente attribuita l'invenzione di una figura letteraria prima di lui non esistente, la Bond Girl: e la Solitaire di Vivi e lascia morire, una veggente vudù con gli occhi quasi viola, i capelli quasi blu e un legittimo sospetto di verginità è una delle rappresentanti più autorevoli della categoria. Ma meno attenzione si presta, in genere, al secondo grande copyright di Fleming, il Bond Villain. Anche qui, Mr. Big (occhi gialli, pelle grigia, il corpo enorme sorretto a stento da un cuore malato, e il più che legittimo sospetto di essere, in realtà, lo zombie del sommo sacerdote vudù, Baron Samedi) ha pochi rivali. Si aggiungano, a piacere, una notte brava nei locali notturni di Harlem, la scoperta dell'America e della Giamaica, una strepitosa sequenza sottomarina, e sullo sfondo la caccia al tesoro di Morgan il Sanguinario. Gli ingredienti per l'avventura più leggera, crudele e incalzante di 007 insomma ci sono tutti: basta solo agitarli, una pagina dopo l'altra.

▪ L'incipit del libro
Vi sono momenti di splendore nella vita di un agente segreto. Indagini, ad esempio, nel corso delle quali deve recitare la parte del milionario, occasioni che gli offrono la possibilità di godersi una vita piacevole, cancellando dalla memoria il ricordo del pericolo e l'ombra della morte; e tempi in cui, come quello presente, egli è semplicemente un ospite, nel territorio di un servizio segreto alleato. Dal momento in cui lo Stratocruiser della BOAC aveva decollato verso l'International Air Terminal di Idlewild, James Bond era stato trattato come un'altezza reale.
Lasciando l'apparecchio, con gli altri passeggeri, si era rassegnato a passare attraverso il famigerato purgatorio del macchinoso servizio burocratico americano, costituito dagli uffici di Sanità, Immigrazione e Dogana. Almeno un'ora, aveva pensato, di sosta in stanze dalle pareti surriscaldate, odoranti di tutti i sentori dell'anno precedente, di sudore stagnante dall'aura di colpa e di timore che aleggiano su tutte le frontiere, paura delle porte chiuse con la scritta "Privato" che nascondono uomini circospetti, schedari e telescriventi in continuo e pressante colloquio con Washington, l'Ufficio Narcotici, il Controspionaggio, il Ministero delle Finanze, la F.B.I.

▪ La mia recensione
"Lentamente, dal tumulto, dal fumo e dal frastuono assordante dei tamburi (che per un momento avevano tenuta avvinta l'attenzione, senza però, con ciò, dissipare l'apprensione, calmare l'agitazione dello spirito) cominciarono ad emergere, a stagliarsi, i particolari…".
Al centro di questo secondo volume della serie dedicata alle imprese di James Bond c'è la magia nera e la superstizione. Con la trama ci spostiamo prima nell'enigmatica Harlem e poi nella paradisiaca Giamaica: l'agente segreto 007 dovrà vedersela con il pericoloso Mr. Big, un gangster al servizio dei sovietici e trafficante di antiche monete.
Anche questa volta il ritmo è alto e non mancano (nel puro Bond Style) intrighi, macchinazioni, inseguimenti, torture ed assassinii. Il libro (che risale al 1954) ha atmosfere quasi da genere horror, ma letto nel 2026 soffre moltissimo il clima razzista dell'epoca in cui venne ideato. La scrittura di Ian Fleming, pur essendo rapida e veloce, sembra quasi approssimativa (e la stessa trama non è particolarmente complessa ed intricata più di tanto). Non a caso, lo stesso James Bond è ancora un personaggio non ben caratterizzato (quasi "in costruzione"), anche se, piano piano, la sua "impronta" comincia a farsi vedere.
A proposito di 007: rispetto all'omonimo film del 1973 (il primo interpretato da Roger Moore) il personaggio di James Bond, pur avendo un carattere decisamente più duro e spietato (lo 007 interpretato da Roger Moore, invece, è molto ironico ed "umano"), appare molto fragile: si ha quasi l'impressione che senza l'aiuto dei colleghi da solo non riuscirebbe a fare niente.
Altre evidenti differenze tra libro e film sono:
- il romanzo è cupo, il film è ironico e "spettacolare";
- nel romanzo Mr. Big è un gangster che fa leva sulla magia nera per incutere terrore, nel film diventa un dittatore caraibico che traffica in droga;
- Il vudù nel romanzo è solo una componente psicologica, nel film diventa una componente altamente "spettacolare" (con scene di danze e rituali a volontà);
- la Bond girl nel romanzo è una giovane medium soggiogata da Mr. Big, nel film  è una mistica;
- nel romanzo Felix Leiter, l'agente segreto americano che aiuta James Bond, è ferito gravemente e mutilato ad un braccio. Questo evento nei film si verificherà solo molto più avanti (Vendetta privata, del 1989, l'ultimo della serie con Timothy Dalton).
📌 Voto: 🎖️🎖️🎖️🎖️ (4 su 5)

lunedì 8 giugno 2026

[RECENSIONE] Gilly MacMillan: Un tranquillo weekend di delitti


Gilly MacMillan: Un tranquillo weekend di delitti

Titolo originale: The Long Weekend
Formato: Kindle (2.3 MB)
Pagine: 379
Editore: Newton Compton Editori (28 aprile 2022)
ASIN: B09XGNTD4Z
ISBN-13: 9788822760388

Data di acquisto: 5 giugno 2026
Letto dal 5 all'8 giugno 2026

▪ Sinossi
Un grande thriller. Tre coppie. Due cadaveri. Un mistero.
Dark Fell Barn è un rifugio tranquillo e isolato dal mondo, o almeno questo promette il suo sito web.
Una breve pausa da tutto è proprio ciò di cui Jayne, Ruth ed Emily hanno bisogno. Le tre amiche partono così alla volta della fattoria immersa nella brughiera inglese, dove tra­scorreranno la notte in attesa che i mariti le raggiungano la mattina successiva. Quando arrivano, però, trovano un messaggio agghiacciante: un biglietto nel quale è scritto che uno degli uomini che aspettano è stato ucciso…
Ogni tentativo di rintracciare i propri coniugi è inutile. I telefoni non prendono e non c'è verso di far funzionare Internet. Sono bloccate. E sta arrivando una tempesta.
Improvvisamente le tensioni esplodono. E al nervosismo si aggiunge il fatto che ognuna di loro spera in cuor suo che non si tratti del proprio marito. L'amicizia inossidabile di un tempo sembra svanire con il passare delle ore. Per quante difficoltà abbiano affrontato insieme, questo incubo sembra andare oltre ogni possibile sopportazione. Ma chi è l'artefice del gioco macabro in cui sono rimaste intrappolate?
Un milione di copie vendute nel mondo. Tradotta in oltre 20 lingue.
«MacMillan è abile nel mettere il lettore su una falsa pista, ma sempre dando l'impressione che sia quella giusta». New York Times
«Cupo, intenso, brillante». Claire Douglas
«Di un'intensità assoluta, non riuscivo a interrompere la lettura». Samantha Downing

▪ L'incipit del libro
Venerdì
John non dovrebbe guidare, ne hanno discusso ieri con il dottore, ma Maggie nota il suo sguardo e gli mette le chiavi nella mano tesa. Lui serra le dita di scatto.
Sale sulla Land Rover senza caricare le borse di lenzuola e asciugamani puliti nel bagagliaio, ma Maggie non dice niente; le mette dentro lei stessa. La cagna salta su, poggiandosi di schiena ai bagagli, la lingua penzoloni, lo sguardo fisso. Maggie chiude lo sportello.
Tira un vento freddo stamattina, che la sferza con violenza. È solo l'inizio di settembre, ma l'autunno è giunto all'improvviso. Si sta avvicinando un temporale. Le nuvole corrono per raccogliersi all'orizzonte, le ombre sfiorano la solida fattoria in pietra e ardesia, annidata in una conca su un lato della valle.
John avvia la Land Rover e, sotto il suo borbottio, Maggie ha l'impressione di udire il gemito di un altro motore. Aggrotta la fronte. Gli ospiti arriveranno solo nel pomeriggio. La strada che si snoda fin lì non porta da nessun'altra parte. Chi l'attraversa è diretto alla fattoria degli Elliott oppure si è perso.

▪ La mia recensione
"Salve ragazze, la vostra vacanza comincia qui! Spero che vi divertiate! Non sono con voi perché so di non essere la benvenuta. Questo è un addio. Me ne vado. Ma non voglio che vi dimentichiate di me. Quando leggerete questo messaggio, avrò ucciso uno dei vostri mariti. E.".
Un tranquillo weekend di delitti di Gilly MacMillan è un thriller corale che promette tanto… e non conclude nulla!
La trama è incentrata su tre coppie di amici (o quasi) ed una ragazza adolescente rimasta a casa: le mogli si riuniscono in una fattoria isolata (niente campo per i cellulari e niente telefono fisso ed Internet) per quello che dovrebbe essere un tranquillo fine settimana, con i mariti che dovrebbero arrivare il giorno dopo. Ma niente, da subito, va per il verso giusto nel momento in cui, nel bel mezzo di una tempesta, le tre donne trovano una lettera in cui vengono avvisate che uno dei loro mariti è stato ucciso!
Se vi piacciono i thriller psicologici ed i personaggi contrastanti, questo è li libro che fa per voi. Io, invece, ho fatto molta fatica a portarlo a termine.
Da dove partiamo?
- Ma sì, iniziamo proprio dalle tre donne: una si lamenta sempre, una è ubriaca fino all'inverosimile ed una è arrendevole e compiacente oltre ogni misura. Insomma, tre donne insopportabili ed antipatiche;
- Ogni coppia ha i suoi segreti ed ogni personaggio ha i suoi scheletri nell'armadio (tradimenti, difficoltà economiche, difficoltà caratteriali, alcolismo, demenza, ecc.): tutti questi segreti aprono infinite sottotrame che spesso non portato a nulla o vengono chiuse un po' troppo frettolosamente;
- L'assassino di turno (evito di dire chi sia) ha "motivazioni" davvero puerili ed assurde;
- La presenza e la storia dei proprietari della fattoria (moglie e marito anziani ed il figlio poliziotto) è completamente inutile allo svolgimento della trama vera e propria;
- Quasi tutta la storia si svolge nella fattoria e nella brughiera dell'Inghilterra settentrionale; poi, del tutto inaspettata, l'ultima parte si sposta nella città di Bristol. Un drastico cambio di location che ha troncato di netto l'atmosfera quasi "claustrofobica" iniziale;
- Infine, l'assurda scrittura e struttura della scrittrice britannica: il romanzo non è diviso in capitoli ma in punti di vista dei tanti personaggi (ossia, son tutti voci narranti): il guaio è che, ogni volta che comincia un nuovo punto di vista, non sai mai chi stia parlando.
📌 Voto: 🎖️🎖️ (2 su 5)

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