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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

lunedì 8 giugno 2026

National Geographic Italia - giugno 2026

National Geographic Italia - giugno 2026
Vol. 57, n. 6
6,90 euro

In copertina: Francesco Taverna con il suo cane Chico nello studio casalingo di Alessandria dove registra video per i social network diventati virali.

Sagrada Família. A un secolo dalla morte del visionario architetto Antoni Gaudí, la chiesa più alta del mondo è quasi terminata.
Dalla cuccia al lettone. In un paese che non fa più figli, sempre più italiani considerano i cani come parte della famiglia.
In cerca del forte perduto degli Inca. Per secoli la cittadella di Ancocagua è esistita solo nelle antiche cronache. Poi alcuni archeologi hanno avviato nuovi scavi in un sito in gran parte trascurato su un altopiano peruviano. Le loro scoperte, e i reperti che sono emersi, potrebbero contribuire a riscrivere la storia del periodo finale dell'Impero inca.
Gli ultimi leoni di Gir. Erano quasi estinti. Poi si sono moltiplicati e sono entrati in conflitto con l'uomo. Che fine faranno gli ultimi leoni asiatici?
L'Alaska che frana. Un geologo cerca di prevedere le frane sempre più frequenti in un territorio alterato dal cambiamento climatico.
L'Intelligenza artificiale che salva gli uccelli dalle centrali eoliche. I nuovi impianti si stanno dotando di sistemi in grado di riconoscere il passaggio dei volatili e fermare le pale.
Un forestiero alla scoperta del cacio sardo che fermenta grazie alle larve. Il casu marzu è stato vietato in tutta Europa, ma i casari artigianali sardi continuano ad innalzare la controversa tecnica a forma d'arte culinaria e baluardo di identità.

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