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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

lunedì 1 giugno 2026

"Le donne della Repubblica", il 2 giugno in regalo i libri sul voto che ci ha resi uguali


"Le donne della Repubblica", il 2 giugno in regalo i libri sul voto che ci ha resi uguali
Nell'anniversario del referendum costituzionale del 1946, in edicola con il giornale il racconto del primo suffragio universale: ci insegnò che c'è ancora domani

👉 fonte: Repubblica

Quanta immane fatica in un gesto ordinario, ravvivare i capelli nel giorno di festa. Quanta paura sui visi smunti, e gioia, e senso inebriante di libertà correre al seggio con l'abito buono scampato alla guerra e stringersi in fila accanto agli altri, alle altre che finalmente discutono con gli uomini senza sentirsi ancelle ma donne. Ottant'anni dopo la parità resta un percorso lungo, ma si deve riconoscenza alle Madri Costituenti per il segno di emancipazione impresso alla Repubblica nei giorni in cui nasceva.
Quel 2 giugno 1946, quando l'ultimo Savoia, sconfitto, prese la strada dell'esilio, milioni di donne grazie al suffragio universale sigillarono la scheda nell'urna. Insieme con gli uomini, ma per la prima volta così numerose, furono determinanti per la costruzione della democrazia dopo il fascismo. Aprendo una strada, di cui non si vede ancora oggi la fine.
Si chiama proprio così, Le donne della Repubblica, il libro che i lettori riceveranno in omaggio con il giornale martedì 2 giugno. È un lavoro collettivo, in rete, che vede insieme le nove edizioni locali di Repubblica: Milano, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Palermo. Dopo l'introduzione della vicedirettrice Stefania Aloia c'è una parte storica generale nell'opera, con i saggi di Patrizia Gabrielli e Umberto Gentiloni e l'intervista di Conchita Sannino alla ex presidente della Corte costituzionale, Silvana Sciarra. Gli aspetti peculiari di ciascuna grande città emergono poi nei singoli volumi delle edizioni locali, con il racconto di docenti, testimoni, esperti. Sulla scia del recente referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, in cui hanno prevalso i No con due milioni di voti di scarto. La stessa differenza che, nel 1946, garantì la vittoria della Repubblica sulla monarchia.
L'opera, nella sua duplice impostazione nazionale e territoriale, nasce da una scelta, privilegia volutamente una possibile chiave di lettura senza tuttavia smarrire il contesto storico generale. Le Madri Costituenti elette nell'Assemblea chiamata a redigere la Carta erano solo 21 su 556 deputati, ma seppero far valere le ragioni di una battaglia politica di civiltà. Leggiamo gli atti parlamentari dell'epoca. «Solo realizzando nella pratica il suo diritto al lavoro - scriveva Nilde Jotti, eletta nel Partito Comunista, futura presidente della Camera - la donna acquista quella indipendenza, base di una vera e compiuta personalità. Dovrà essere emancipata dalle condizioni di arretratezza e di inferiorità in tutti i campi della vita sociale».
Maria Federici Agamben, eletta nella Democrazia Cristiana, si batte per eliminare ogni ostacolo che impedisce alle donne di accedere agli uffici pubblici, alla magistratura e alle cariche elettive. Teresa Mattei ha solo 25 anni quando entra nell'Assemblea. È la più giovane. Ha resistito alle torture e ha perso un fratello imprigionato dai nazisti a via Tasso a Roma. Soppesa le parole nel suo discorso alla Costituente: «Nasce e viene finalmente riconosciuta nella sua nuova dignità, nella conquistata pienezza dei suoi diritti, questa figura di donna italiana finalmente cittadina della nostra Repubblica». Ognuna delle Madri porta il suo contributo di competenza, esperienza, saggezza, nel comune percorso con gli uomini durante la lotta di liberazione dal nazifascismo.
C'è un legame inscindibile tra Resistenza, voto referendario e Costituzione, come osserva Gentiloni nel suo saggio. In cui esorta a superare la visione consolidata di un'Italia divisa in due, tra repubblicani al centro-nord e monarchici al sud. Gabrielli si sofferma invece sul suffragio femminile, mentre Sciarra chiede «maggiore visibilità per le donne nel tempo martoriato che attraversiamo». Ottant'anni dopo il referendum, il cammino da compiere è ancora lungo.

▪️I libri
Martedì 2 giugno, in occasione degli 80 anni del suffragio universale in Italia, esce il libro in nove edizioni Le donne della Repubblica, in regalo con il quotidiano in edicola. Per gli abbonati digitali sullo sfogliatore sono scaricabili tutte le edizioni. Si tratta di un progetto editoriale innovativo, che offre al tempo stesso una visione globale e locale. Ciascuna delle nove edizioni, infatti, si compone di una sezione nazionale e di una territoriale.

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