"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito".
[Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

mercoledì 4 ottobre 2023

[RECENSIONE] Stephen King: Unico indizio la luna piena

Stephen King: Unico indizio la luna piena

Titolo originale: Cycle of the Werewolf
Formato: copertina rigida
Pagine: 143
Editore: CDE (1 luglio 1986)
Isbn-10: A000005510

Data di acquisto: -
Letto dal - al 17 maggio 2015

▪ Sinossi
Dal mese di gennaio di un non meglio precisato anno, una cittadina nella provincia degli Stati Uniti nord occidentali viene funestata da una serie di tremendi delitti. Inizialmente, i delitti vengono attribuiti a un orso.
A scoprire il vero autore dei delitti, ovvero un lupo mannaro, è Marty, un ragazzino paraplegico. Una notte di plenilunio il piccolo protagonista esce di casa sulla sua sedia a rotelle, per fare esplodere alcuni petardi regalatigli dallo zio Al. Viene aggredito dal lupo mannaro, ma si salva sparandogli un razzo in un occhio e fuggendo. Racconta l'accaduto alla sorella e allo zio, che, inizialmente, sono increduli.
Tuttavia i delitti si susseguono ad ogni plenilunio e infine lo zio, insospettato dalla coincidenza, decide di aiutare il ragazzo che, intanto, ha iniziato a cercare qualcuno che abbia perso un occhio di recente ed ha scoperto che si tratta del reverendo Lowe.
Il ragazzo inizia a mandargli lettere anonime in cui lo invita a suicidarsi. Infine gli rivela, che conosce il suo segreto. Lo zio si rivolge allora a un armaiolo che prepara due pallottole d'argento. La notte di capodanno c'è la luna piena, e il lupo mannaro tenta di aggredire i due… e viene abbattuto!

▪ La mia recensione
Unico indizio la luna piena è un romanzo breve di Stephen King del 1983 nato (come afferma lo stesso scrittore) quasi per scommessa contro un giovane che, durante un convegno sulla letteratura fantastica, gli propose di scrivere dodici didascalie per un calendario… King, invece, si lasciò prendere la mano e ne uscì fuori un libricino. Ed è un vero peccato perché l'idea di fondo del libro è davvero spettacolare: scandire il passare del tempo (il racconto, infatti, si svolge nell'arco di dodici mesi, un anno) attraverso dei brutali omicidi commessi dal più insospettabile dei protagonisti: il prete del paese! Ma Stephen King ha sciupato l'idea rovinandola con questo racconto breve (poco meno di 150 pagine che si leggono in un'ora) e, per giunta, adoperando un linguaggio talmente semplicistico che sembra rivolto ad un pubblico poco più che adolescenziale. E, non a caso, questo non è tra i libri più conosciuti di King… anzi, viene ricordato solo ed esclusivamente per la sua trasposizione cinematografica (con Gary Busey in un ruolo secondario).
▪ Voto: ⭐⭐⭐ (3 su 5)

martedì 3 ottobre 2023

[RECENSIONE] Ferdinando Imposimato: La Repubblica delle stragi impunite


Ferdinando Imposimato: La Repubblica delle stragi impunite

Formato: Kindle (3014 KB)
Pagine: 356
Editore: Newton Compton Editori (29 ottobre 2013)
ISBN-13: 9788854162112

Data di acquisto: 14 ottobre 2014
Letto dal 5 al 16 maggio 2015

▪ Sinossi
Un autore da oltre 90.000 copie. I documenti inediti dei fatti di sangue che hanno sconvolto il nostro Paese. La storia recente dell'Italia è attraversata da una lunga linea rossa, che va dalla bomba di Piazza Fontana alle morti di Falcone e Borsellino. Terribili eccidi di persone innocenti, sacrificate a trame segrete e oscure ragioni di Stato.
Stragi ancora impunite, che hanno avvelenato il clima politico e sociale del nostro Paese e aumentato la sfiducia del popolo italiano verso le istituzioni. Ferdinando Imposimato (giudice da sempre in prima linea, che durante la sua carriera ha indagato su alcune delle pagine più drammatiche della parabola repubblicana) ricostruisce, con documenti inediti e una originale visione d'insieme, i fatti di sangue orditi da terroristi di destra e di sinistra, servizi segreti deviati, bande armate.
Un'analisi lucida ed efficace, che non può non sollevare degli angoscianti interrogativi: quale ruolo ha avuto la politica nella stagione delle stragi di Stato? Perché alcuni uomini delle istituzioni hanno favorito quelle menti criminali? Quale collegamento esisteva tra la strategia della tensione e Gladio, tra gli americani e gli attentati che hanno drammaticamente caratterizzato gli anni di piombo e quelli a seguire?

▪ La mia recensione
L'opera di Ferdinando Imposimato cerca di fare un po' di luce negli intrighi del potere italiano… anzi, dei poteri italiani! Intrighi e macchinazioni che hanno permesso, e a volte addirittura avallato, le varie stragi ed i vari assassinii che hanno sporcato la nostra storia: Portella della Ginestra, piazza Fontana, piazza della Loggia, treno Italicus, stazione di Bologna e omicidi di Moro, Falcone e Borsellino. Eventi, come lascia intendere l'autore, tutti legati da un unico filo di colore nero tramite una moltitudine di organizzazioni (alcune anche impensabili ed incredibili) e movimenti… anche al di fuori dello Stivale!
Libro ben scritto per carità, ma ho fatto davvero molta fatica a star dietro ai troppi nomi di personaggi (più o meno oscuri) ed ai tanti documenti citati.
▪ Voto: ⭐⭐⭐ (3 su 5)

[RECENSIONE] J.R.R. Tolkien: Il Signore degli Anelli

J.R.R. Tolkien: Il Signore degli Anelli (La compagnia dell'anello - Le due torri - Il ritorno del re)

Titolo originale: The Lord of the Rings
Formato: copertina flessibile
Pagine: 1360
Editore: Rusconi (ottobre 1999)
ISBN: 88-18-123696

Data di acquisto: 12 luglio 2000
Letto dal - al -

▪ Sinossi
Il Signore degli Anelli è un romanzo d'eccezione, al di fuori del tempo. È un libro d'avventure in luoghi remoti e terribili, episodi di inesauribile allegria, segreti paurosi che si svelano a poco a poco, draghi crudeli e alberi che camminano, città d'argento e di diamante poco lontane da necropoli tenebrose in cui dimorano esseri che spaventano solo al nominarli, urti giganteschi di eserciti luminosi e oscuri. Tutto questo in un mondo immaginario ma ricostruito con cura meticolosa, e in effetti assolutamente verosimile, perché dietro i suoi simboli si nasconde una realtà che dura oltre e malgrado la storia: la lotta, senza tregua, fra il bene e il male.

▪ La mia recensione
Libro epico e assolutamente spettacolare (anche se, in alcuni punti, domina la noia) che, merito anche delle sue quasi 1.400 pagine, mi ha impegnato nella sua lettura per quasi un mese… ma, alla fine, come avrete capito, non ne sono affatto pentito. Un lavoro, per farla breve, che ha moltissimi significati morali (e religiosi): infatti, si parla del classico scontro tra il bene (qui rappresentato da Bilbo e Frodo Baggins, i più improbabili degli eroi) ed il male (impersonato da Sauron, il "Signore" degli Anelli); si parla di guerra, coraggio, tradimenti, determinazione, rispetto, fedeltà assoluta e, soprattutto, amore.
Fiaba senza tempo con un'ottima descrizione dei protagonisti (ma di qualcuno, specie i personaggi secondari, io ne avrei fatto tranquillamente a meno) e dei paesaggi fiabeschi e incantati… con la grande mappa (un foglio quadrato, di oltre 50 cm per lato, allegata al libro), davvero notevole e ben realizzata. Menzione speciale, inoltre, per la narrazione delle scene di guerre: scorrendo la lettura sembrava di stare davvero su un campo di battaglia.
Da leggere, e quasi quasi da studiare, tutta la parte finale del libro (ossia le appendici) con la cronologia dei re della Terra di mezzo, il calendario e il calcolo storico degli anni, i vari alberi genealogici e, addirittura, la grammatica e la pronuncia delle varie lingue delle razze incontrate in tutto il libro (elfi e nani su tutte).
▪ Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

[RECENSIONE] Stephen King: Pet Sematary


Stephen King: Pet Sematary

Titolo originale: Pet Sematary
Formato: Kindle (1075 KB)
Pagine: 417
Editore: Sperling & Kupfer (24 febbraio 2014)
ASIN: B00IJLRI0C

Data di acquisto: 24 giugno 2014
Letto dal 2 al 7 maggio 2015

▪ Sinossi
In una limpida giornata di fine estate, la famiglia Creed si trasferisce in un tranquillo sobborgo residenziale di una cittadina del Maine. Non lontano dalla loro casa, al centro di una radura, sorge Pet Semetary, il cimitero degli animali, un luogo dove i ragazzi del circondario, secondo un'antica consuetudine, usano seppellire i propri animaletti. Ma ben presto la serena esistenza dei Creed viene sconvolta da una serie di episodi inquietanti e dall'improvviso ridestarsi di forze oscure e malefiche.


▪ La mia recensione
Pet Sematary, del 1983, è un bellissimo e complicato romanzo di Stephen King (ormai lanciato nell'Olimpo dei grandi scrittori di successo) che, in un certo senso, parla di un novello Frankenstein dei giorni nostri.
Abbiamo, tanto per spiegare brevemente di cosa parliamo, una famiglia che si trasferisce in una nuova casa adiacente ad un cimitero per animali appartenuto ad una vecchia ed ormai scomparsa tribù di indiani. Fin qui tutto chiaro? Ma ora fatevi la domanda che, comunque, è più che scontata: cosa succede se in quel posto ci seppelliamo una persona?
Trama che, partendo un po' in sordina (all'inizio del libro, infatti, non succede un bel niente), ci scaraventa direttamente nella seconda parte in un tripudio di forti emozioni e colpi di scena… comunque annunciati visto che, già durante la lettura della prima parte del romanzo, si capisce che la povera famigliola protagonista non ne otterrà niente di buono! Eppure, analizzando attentamente l'opera di Stephen King si intuisce benissimo che, insieme ai classici temi horror tipici dell'autore statunitense, ecco anche quelli della fragilità della mente umana e, soprattutto, dell'accettazione della morte… qui intesa come fine della sofferenza per i propri cari.
Ah, chiudo con una nota di colore: ho finito di leggere questo romanzo con la luce accesa e facendo attenzione ad ogni minimo rumore o scricchiolio dei mobili!
▪ Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

lunedì 2 ottobre 2023

Andrea Camilleri: Il cane di terracotta


Andrea Camilleri: Il cane di terracotta

Formato: copertina flessibile
Pagine: 288
Editore: Sellerio Editore Palermo (18 aprile 1996)
ISBN-13: 9788838912269

Data di acquisto: 2 ottobre 2020
Letto dal 5 al 15 marzo 2021

▪ Sinossi
Ritorna l'investigatore Montalbano: nel corso di un'inchiesta su di un traffico d'armi, ispezionando una caverna che funge da deposito di ordigni, Montalbano scopre un passaggio che conduce a un'altra grotta, e qui trova due cadaveri: un ragazzo e una ragazza uccisi cinquant'anni prima. Obbedendo all'istinto prepotente che lo spinge a ricercare una verità sbiadita e forse ormai inafferrabile, il commissario Montalbano inizia un'indagine improbabile, che cerca di ricostruire vicende apparentemente non destinate ad approdare in un'aula di tribunale…

▪ L'incipit del libro
A stimare da come l'alba stava appresentandosi, la iurnata s'annunziava certamente smèusa, fatta cioè ora di botte di sole incaniato, ora di gelidi stizzichii di pioggia, il tutto condito da alzate improvvise di vento. Una di quelle iurnate in cui chi è soggetto al brusco cangiamento di tempo, e nel sangue e nel ciriveddro lo patisce, capace che si mette a svariare continuamente di opinione e di direzione, come fanno quei pezzi di lattone, tagliati a forma di bannèra o di gallo, che sui tetti ruotano in ogni senso ad ogni minima passata di vento.
Il commissario Salvo Montalbano apparteneva da sempre a quest'infelice categoria umana e la cosa gli era stata trasmessa per parte di matre, che era cagionevole assai e spesso si serrava nella càmmara di letto, allo scuro, per il malo di testa e allora non bisognava fare rumorata casa casa, camminare a pedi lèggio. Suo patre invece, timpesta o bonazza, sempre la stessa salute manteneva, sempre del medesimo intìfico pinsèro se ne restava, pioggia o sole che fosse.
Magari questa volta il commissario non smentì la natura della sua nascita: aveva appena fermato l'auto al decimo chilometro della provinciale Vigàta-Fela, come gli era stato detto di fare, che subito gli venne gana di rimettere in moto e tornarsene in paese, mandando a patrasso l'operazione. Arriniscì a controllarsi, accostò meglio la macchina al ciglio della strata, raprì il cassetto del cruscotto per pigliari la pistola che abitualmente non portava addosso. Però la mano gli restò a mezz'aria: immobile, affatato, continuò a taliare l'arma.

▪ La mia (brevissima) recensione
"E, di colpo, si sentì un quaquaraquà, un uomo da niente, capace di nessun rispetto. Nella matinata, sorprendendo i due picciotti che facevano all'amore, aveva profanato la vita; adesso, davanti ai due corpi che per sempre avrebbero dovuto restare ignorati nel loro abbraccio, aveva profanato la morte".
Un libro che merita di esser letto e che io, da sempre, considero uno dei più belli (se non il più bello) della serie sul Commissario Montalbano. In questo romanzo, il secondo della serie, oltre che veder completato il profilo del commissario (completamente diverso dal personaggio interpretato in TV da Luca Zingaretti), assisteremo anche ad un bel giallo sull'Amore (quel sentimento con la A maiuscola).
A lungo andare, e non lo dico solo io, nei romanzi su Montalbano lo schema tende un po' a ripetersi abbastanza pigramente; i primi, invece, li leggi con estremo piacere perché ti imbatti in personaggi molto ben delineati, ognuno con le sue peculiarità… ognuno con i suoi pregi ed i suoi difetti.
▪ Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

Wilbur Smith: Il settimo papiro

Wilbur Smith: Il settimo papiro. Il ciclo egizio, vol. 2

Formato: copertina rigida
Pagine: 554
Editore: Longanesi (9 febbraio 1995)
ISBN: 88-7818-677-5

Data di acquisto: agosto 1995
Letto dal - al 7 marzo 2015

▪ Sinossi
Da oltre tremila anni, nel cuore nero dell'Africa pulsa uno straordinario mistero, nato dalla mente e dalle mani di un uomo e poi sottratto agli altri uomini grazie al letale abbraccio di un fiume indomabile e di una natura brutalmente ostile.
Quel mistero è la tomba del faraone Mamose, concepita dallo scriba Taita per celebrare la potenza del suo sovrano e per conservarne in eterno le immense ricchezze. Orgogliosamente convinto che nessuno riuscirà mai a violare il maestoso sepolcro, Taita ha lanciato la sua sfida ai posteri, lasciando una traccia di enigmatiche indicazioni, vergate su un papiro, che illuminano i segreti della tomba e indicano la via per raggiungerla.
E l'appassionante sfida è ancora aperta per chiunque sia tanto coraggioso da volersi cimentare con i tenebrosi fantasmi di un remoto passato: per lo spregiudicato Nicholas Quenton-Harper diventa una eccitante scommessa; per l'avido collezionista Gotthold von Schiller un anelito all'immortalità; per l'affascinante archeologa Royan Al Simma un'orgogliosa conferma della grandezza del popolo egizio.
Un tornado di bramosia e di desiderio investe allora la tomba del faraone, ne fa scattare le trappole mortali, scatena gli istinti più oscuri e feroci, imprigiona colpevoli e innocenti in un inebriante vortice di possesso. E ben presto tutti scopriranno che il nemico vero è proprio lui, Taita, che pare aver atteso trenta secoli per poter infine scatenare una caccia al tesoro tanto pericolosa quanto travolgente.

▪ La mia recensione
Il settimo papiro, del 1995, è idealmente la prosecuzione naturale del libro Il Dio del fiume (il primo capitolo della saga degli egizi nata dalla fantasia dello scrittore sudafricano Wilbur Smith) ma può anche essere letto a parte, visto che le vicende narrate in questo nuovo libro si svolgono a distanza di ben tremila anni da quanto narrato nel primo lavoro: ne Il Dio del fiume, infatti, sappiamo solo che lo schiavo Taita si è incaricato di seppellire il faraone Mamose VIII in una misteriosa tomba realizzata da lui stesso e di cui solo lui ne conosce l'esatta ubicazione (si capisce solo che non si trova entro i confini dell'allora Egitto dei faraoni); in Il settimo papiro, invece, due archeologi moderni che, forse scopiazzando un po' troppo le avventure di Indiana Jones, si danno letteralmente battaglia per scoprire quel sepolcro.
Libro bellissimo e straordinario, anche se leggermente inferiore al precedente, in cui il lettore è chiamato, nella seconda parte del romanzo, a risolvere enigmi ed indovinelli (ma facendo attenzione alle false piste) architettati dal genio di Taita. Anche qui, per concludere, veniamo coinvolti e rapiti dalle calde atmosfere africane ma … comunque, il tutto ha il sapore del già letto da qualche parte!
Chiudo con una nota di colore: di questo romanzo, nel 1999, venne realizzato l'omonimo e spettacolare film per la televisione (interpretato dal grande Roy Scheider nella parte dell'archeologo cattivo e senza scrupoli) ma caratterizzato, soprattutto, dalla pessima interpretazione della nostra Valeria Marini.
▪ Voto: ⭐⭐⭐⭐ (4 su 5)

Wilbur Smith: Il Dio del fiume

Wilbur Smith: Il Dio del fiume. Il ciclo egizio, vol. 1

Formato: copertina rigida
Pagine: 600
Editore: Longanesi (prima edizione del 15 febbraio 1993)
ISBN: 88-30411299

Acquistato a luglio 1993
Letto dal - al 12 dicembre 1993

▪ Sinossi
Solenne e grandiosa come il fiume Nilo, la civiltà egizia è una gemma splendente, incastonata per volere degli dei in una terra ostile, dominata da aridi deserti. Secoli di pace laboriosa, in armonia con il respiro del fiume, hanno reso l'Egitto nobile e magnifico: ora però lo splendore della gemma si sta accendendo di cupi bagliori e un nuovo fiume prende a scorrere nel Paese.
È un fiume di sangue e di morte, le cui sorgenti sono sia nel falso Faraone, il Pretendente Rosso, che minaccia l'unità del regno e la maestà del vero sovrano, Mamose VIII, sia in un'orda di popoli selvaggi che, con l'ausilio di misteriose creature veloci come il vento, saccheggia ed è ormai prossima a impadronirsi della superba Tebe.
Cinto d'assedio da nemici spietati e minato all'interno da oscuri intrighi, l'Egitto dovrà affidare il suo destino a quanti si sentono figli del Dio del fiume, del grande Nilo: Tanus, il guerriero dai capelli di rame e dal braccio potente; Lostris, affascinante e saggia ma costretta ad accettare lo scettro di un regno cui volentieri rinuncerebbe per amore di Tanus; Taita, umile schiavo dotato di curiosità e di ingegno multiforme. Sarà proprio il Dio del fiume a segnare la strada per il viaggio verso la pace, un viaggio in cui tutti, uomini e donne, servi e nobili, saranno chiamati a provare con lacrime e sangue la loro devozione per l'Egitto.

▪ La mia recensione
Ho riletto questo bellissimo romanzo dopo oltre vent'anni dalla sua uscita (era il 1993 e io comprai la prima edizione). Primo capitolo di un'avvincente serie "egizia" incentrata sulla figura di Taita, uno schiavo eunuco che grazie alle sue abilità in fatto di medicina, pittura, ingegneria, tattica militare e tante altre arti, riesce ad emanciparsi e ad ottenere la libertà per mano della sua stessa adorata padrona, nel frattempo diventata moglie (a malincuore) del Faraone Mamose, ma da sempre innamorata di Tanus, il più forte guerriero d'Egitto.
Tutta la storia è raccontata dal punto di vista di Taita, un po' come se il libro stesso fosse una sorta di diario personale in cui (come in quasi tutti i libri di Wilbur Smith) troviamo inganni, guerre e tradimenti ma anche, e soprattutto, Amore con la A maiuscola… quello bellissimo ma struggente (non ci sarà il lieto fine) tra la regina Lostris ed il suo amato Tanus.
Infine, c'è da apprezzare l'ottima descrizione dei luoghi, delle situazioni (spettacolare la narrazione in presa diretta della guerra contro gli Hyksos) e dei personaggi; ma, allo stesso tempo, come non criticare (ed è l'unico elemento negativo di tutto il volume) la troppa dovizia di particolari nelle scene di sesso o violenza?
▪ Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

domenica 1 ottobre 2023

Antonello Loreto: La favola di Syd


Antonello Loreto: La favola di Syd

Formato: Kindle
Dimensioni file: 229 KB
Pagine: 110
Editore: ilmiolibro self publishing (12 febbraio 2015)
ASIN: B00TKNNVVS

Data di acquisto: 23 aprile 2015
Letto dal 29 aprile al 2 maggio 2015

▪ Sinossi
Un incontro improvviso e la rincorsa di un sogno. Sullo sfondo la musica dei Pink Floyd ed il mito del leggendario leader della band, Syd Barrett. Una favola raccontata tra l'immaginazione e la realtà del protagonista che, alla ricerca di se stesso, troverà l'amore e le risposte alle domande di una vita tormentata.

▪ La mia recensione
"La vita è un grande palcoscenico e non tutti coloro che lo calcano devono per forza esserne eroici protagonisti".
Ho scoperto questo libro per puro caso su Twitter… e devo dire che ne è valsa proprio la pena! Bellissimo racconto, scritto in maniera davvero impeccabile e con uno stile fresco e asciutto, che parla di un viaggio di sola andata nel magico mondo dei Pink Floyd e di Syd Barrett in particolare… e questo (lo dico da amante del gruppo londinese) segna un altro punto a suo favore!
Ma, se proprio vogliamo trovare un neo al lavoro di Antonello Loreto, io dico che il lavoro andava sviluppato meglio e non limitarsi soltanto ad un breve racconto di poco più di 100 pagine. Inoltre, anche se questi sono solo dettagli, ho trovato numerosi errori di sillabazione che (va comunque detto), non ne precludono la corretta lettura.
▪ Voto: ⭐⭐⭐⭐ (4 su 5)

Saverio Lodato e Roberto Scarpinato: Il ritorno del Principe


Saverio Lodato e Roberto Scarpinato: Il ritorno del Principe

Formato: Kindle (594 KB)
Pagine: 347
Editore: Chiarelettere (23 maggio 2011)
ASIN: B0064CPPIA

Data di acquisto: 12 ottobre 2014
Letto dal 31 marzo al 18 aprile 2015

▪ Sinossi
Non è vero che la mafia è quella che si vede in TV, e che i corrotti e i criminali sono una malattia della nostra società. Qui, in Italia, la corruzione e la mafia sembrano essere costitutivi del potere, a parte poche eccezioni (la Costituente, Mani pulite, il maxiprocesso a Cosa nostra).
Ricordate il Principe di Machiavelli? In politica qualsiasi mezzo è lecito. C'è un braccio armato (anche le stragi sono utili alla politica del Principe), ci sono i volti impresentabili di Riina, Provenzano, Lo Piccolo, e poi c'è la borghesia mafiosa e presentabile che frequenta i salotti buoni e riesce a piazzare i suoi uomini in Parlamento. Ma il potere è lo stesso, la mano è la stessa.
Il libro è questo: racconta il fuori scena del potere, quello che non si vede e non è mai stato raccontato ma che decide, fa politica e piega le leggi ai propri interessi. Ci avviamo verso una democrazia mafiosa? Gli italiani possono reagire, è già successo.

▪ La mia recensione
Il libro, ottimo libro, di Lodato e Scarpinato, pur tra tante cose dette e non dette ed alcune solo accennate, getta un po' di luce nel mondo buio ed oscuro del malaffare italiano e dei suoi imprescindibili intrecci con il mondo finanziario, imprenditoriale, massonico e politico… soprattutto politico.
Ecco quindi che, in una sorta di botta e risposta tra i due autori, si cerca di approfondire (spesso con inevitabili salti nel passato della nostra storia) le tre italiche piaghe: criminalità, corruzione e mafia. Tuttavia, scorrendo le pagine del libro, salta subito all'occhio una costante: queste tre piaghe sono colluse con una classe dirigente e politica che, e forze è anche peggio, quando hanno avuto l'opportunità di un pur minimo segno di rivalsa e senso dello Stato hanno preferito tacere e voltarsi dall'altra parte! Buona fortuna, Italia…
▪ Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

Stephen King: Christine. La macchina infernale


Stephen King: Christine. La macchina infernale

Formato: Kindle (1534 KB)
Pagine: 396
Editore: Sperling & Kupfer (29 aprile 2014)
ASIN: B00K03U02U

Data di acquisto: 24 giugno 2014
Letto dal 18 al 29 aprile 2015

▪ Sinossi
Tre adolescenti vivono la loro adolescenza in una tranquilla cittadina di provincia. Le novità sono poche, finché non compare Christine, un'auto (una Plymonth del 1958) che Arnie, uno dei ragazzi, vuole ad ogni costo rimettere a nuovo.
Un'impresa disperata, che per lui si trasforma in un'ossessione, mentre la macchina inizia a manifestare un'inquietante vita propria. E nelle buie strade del paese la gente comincia a morire…
Un indimenticabile viaggio nel terrore firmato dal maestro Stephen King. Una superba prova del suo talento da fuoriclasse.

▪ La mia recensione
Christine - La macchina infernale, romanzo del 1983, è forse il primo grande successo di Stephen King. Sinceramente, mi sono avvicinato a questo libro con un po' di difficoltà visto che non sono un grande appassionato di automobili e motori in generale; ma strada facendo (è proprio il caso di dirlo), mi son ricreduto ed il romanzo mi ha davvero preso e affascinato… forse perché (ed è questa la grande novità del libro), la trama è ipoteticamente divisa in tre sottotracce: nella prima parte il protagonista principale è Arnie Cunningham, stereotipo del classico secchione e figlio di genitori agiati (chi non ha avuto un simile compagno di scuola?), preso di mira dai bulli della sua scuola che, acquistando un rottame di macchina (Christine, appunto), cerca di emanciparsi dai suoi genitori e finalmente dare un senso alla propria vita; nella seconda parte la protagonista è Christine che prende vita propria (letteralmente) per togliere di mezzo tutti coloro che si frappongono tra lei stessa ed Arnie; nella terza ed ultima parte il ruolo principale viene preso da Dennis Guilder, amico (forse l'unico) di Arnie che, una volta capito il reale rapporto tra la macchina ed il suo giovane proprietario, escogita la più elementare delle soluzioni per uccidere Christine.
E questo, a mio avviso, è l'unica nota stonata di tutto il romanzo: da Stephen King mi sarei aspettato qualcosa di più eclatante e non una semplice pressa.
Come ho detto all'inizio, questo libro risale al 1983 (e, in seguito, ne verrà tratto anche un film) e, come avrete certamente capito, affronta il morboso rapporto tra le macchine (e, quindi, la società industrializzata) e l'uomo inteso come utente finale… e dopo oltre trent'anni quel rapporto non è minimamente cambiato ma, anzi, è diventato ancora più diabolico visto che l'essere umano è sempre più attratto (e definitivamente) da PC, smartphone, Facebook e compagnia bella.
▪ Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)