"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito".
[Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

mercoledì 30 settembre 2026

[RECENSIONE] Wilbur Smith: Ci rivedremo all'inferno


Wilbur Smith: Ci rivedremo all'inferno

Titolo originale: Shout at the Devil
Formato: Kindle (764 KB)
Pagine: 432
Editore: Longanesi (12 luglio 2012)
ASIN: B008JAMDG2
ISBN-13: 9788830435025

Data di acquisto: 22 ottobre 2025
Letto dal 23 al 30 settembre 2026

▪ Sinossi
Mozambico, alla vigilia del primo conflitto mondiale: su questo territorio (possedimento portoghese), dove l'uomo è il predatore più spietato, regna Flynn Patrick O'Flynn, un cacciatore ritenuto dagli indigeni la reincarnazione di Mowana Lisa, il più famoso divoratore di uomini dell'Africa orientale, un leone che ha ucciso almeno trecento persone e di cui si dice egli abbia ereditato la forza e il temperamento. Durante le sue partite di caccia agli elefanti, Flynn però sconfina spesso nella vicina colonia tedesca del Tanganica e nella riserva personale del Kaiser, suscitando le ire del sinistro commissario imperiale, Herr Herman Fleischer.
Quando in Europa scoppia la guerra e il Portogallo si allea con l'Inghilterra, Fleischer può finalmente dare a sua volta la caccia all'odiato avversario, odiato soprattutto per il modo di vivere, improntato a una spavalda sicurezza. Ne nasce un possente scontro di caratteri, una lotta che si consuma senza esclusione di colpi sullo sfondo maestoso della giungla africana, un'epica sfida che sconvolge le vite di entrambi i contendenti, in un crescendo di emozioni e peripezie d'ogni genere.
Ancora una volta, dunque, Wilbur Smith conferma il motto che è diventato la sua bandiera: afferrare il lettore per la gola sin dalla prima pagina e non mollare la presa fino all'ultima.

▪ L'incipit del libro
Flynn Patrick O'Flynn cacciava elefanti di frodo. Lo faceva di professione e ammetteva modestamente di essere il migliore sulla costa orientale dell'Africa.
Rachid El Keb esportava pietre preziose, donne per gli harem e per i magnati arabi e indiani, e avorio di contrabbando. Ma lo ammetteva solo con i clienti fidati; per tutti gli altri era un armatore ricco e rispettabile.
Un pomeriggio del 1912, durante la stagione dei monsoni, Flynn e Rachid, accomunati dall'interesse per i pachidermi, sedevano nel retro del negozio di El Keb nel quartiere arabo di Zanzibar, e prendevano il tè in minuscole tazze di ottone. Il tè bollente faceva sudare Flynn O'Flynn ancor più del solito. C'era un tale caldo umido nella stanza, che persino le mosche sul basso soffitto se ne stavano immobili, languide e intorpidite.
«Senti, Kebby, tu mi presti una delle tue vecchie ciabatte, e io ci carico tante di quelle zanne da affondarla».
«Ah!» rispose El Keb guardingo, e continuò a farsi aria alla faccia con il ventaglio di foglie di palma - una faccia con una barbetta caprina che ricordava un pappagallo sospettoso.
«Ti ho mai fregato finora?» domandò Flynn aggressivo, e una goccia di sudore gli cadde dalla punta del naso sulla camicia ormai fradicia.
«Ah!» fece ancora El Keb.


▪ La mia recensione
"Non valeva la pena di portare a casa avorio giovane, buono soltanto per palle da biliardo e tasti per pianoforti. Il mercato ne era saturo. Ma, d'altra parte, una zanna di prima qualità di più di mezzo quintale di peso, lunga due metri e grossa il doppio della coscia di una donna grassa, valeva almeno cinque sterline al chilo. Una bestia che avesse due zanne del genere valeva quattro o cinquecento sterline in sovrane d'oro sonante".
Per recensire a dovere questo straordinario romanzo corale di Wilbur Smith, pubblicato nel 1968, conviene prima di tutto fare una rapida panoramica dei quattro coprotagonisti:
- Flynn Patrick O'Flynn: irlandese di nascita ma cittadino statunitense solo per convenienza personale; 50 anni portati malissimo, barba rossa trasandata e pancia prominente causata dalla sua irresistibile passione per il gin; imbroglione patentato ma dotato di un codice morale; esperto cacciatore d'elefanti, il suo unico credo è il profitto derivante dalla vendita al mercato nero delle zanne; stravede per la figlia.
- Herman Fleischer: commissario imperiale tedesco per il Tanganica meridionale; ingordo, grasso e sempre sudato; sadico oltre ogni misura ma archivista eccezionale (annota scrupolosamente ogni sua impiccagione); è la nemesi di Flynn O'Flynn sol perché in Flynn vede tutto ciò che lui non potrà mai essere: un uomo orgoglioso e libero.
- Sebastian Oldsmith: ventenne inglese di famiglia rispettabile ma senza alcuna esperienza del mondo che lo circonda; viene truffato quasi subito da Flynn ma poi ne diventa sia genero che fidato compagno di scorribande; da ingenuo e macchietta acquisisce, pian piano, una incredibile svolta caratteriale (inesperto→innamorato→guerriero→vendicativo).
- Rosa O'Flynn: bellissima diciottenne ed unica presenza femminile di tutto il romanzo; è l'unica figlia di Flynn (la madre è morta mettendola al mondo); avendo sempre vissuto nella missione di Lalapanzi, parla perfettamente la lingua swahili; è l'anello di congiunzione tra due diverse visioni del mondo (il coraggio del padre e l'innocenza di Sebastian); il suo amore per Sebastian è l'unico tocco delicato in un mondo fatto di sangue e crudeltà, ma tutto cambia nel momento in cui Fleischer le trucida la figlia neonata (il suo unico scopo nella vita diventa adesso uccidere Fleischer… da qui il titolo italiano del libro).
Ed ecco spiegato perché anche l'Africa selvaggia di inizio XX secolo si erge a vera e propria quinta coprotagonista del romanzo: villaggi, fiumi e foreste dall'aspetto mozzafiato e minaccioso allo stesso tempo.
Nella trama di Ci rivedremo all'inferno la voglia di avventura a tutto spiano, ricchezza, potere e vendetta generano uno spettacolare mix di emozioni. Wilbur Smith ha saputo costruire un bellissimo romanzo molto descrittivo, quasi "visivo", a suon di antagonismo esasperato ed azione; pochissimi colpi di scena ma sempre ben dosati. Il ritmo, è facile intuirlo, è bello alto e coinvolgente.
La storia può benissimo esser divisa in due parti ben distinte: nella prima parte ecco l'avventura a tutto spiano (alla Sandokan oserei dire), nella seconda si scatena la tremenda vendetta di Flynn, Sebastian e Rosa contro Fleischer e l'incrociatore tedesco Blücher (siamo sempre a ridosso della Prima guerra mondiale) e, contemporaneamente, assisteremo alla caccia di Fleischer verso Flynn (e qui Wilbur Smith non ha lesionato i dettagli più crudi).
Insomma, se vi piacciono le grandi avventure ed i grandi paesaggi, Ci rivedremo all'inferno è il romanzo che fa per voi.
📌 Voto: ⭐⭐⭐⭐⭐ (5 su 5)

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