"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito".
[Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

sabato 19 settembre 2026

[RECENSIONE] Oyinkan Braithwaite: Mia sorella è una serial killer


Oyinkan Braithwaite: Mia sorella è una serial killer

Titolo originale: My Sister, the Serial Killer
Formato: Kindle (3.4 MB)
Pagine: 204
Editore: La nave di Teseo (2 luglio 2020)
ASIN: B085Y7TV29
ISBN-13: 978-8834602584

Data di acquisto: 16 settembre 2026
Letto dal 17 al 19 settembre 2026

Sinossi
Quando una sera Korede riceve una telefonata della sorella sa già, purtroppo, cosa Ayoola si aspetta da lei: candeggina, guanti di gomma, nervi d'acciaio e stomaco forte. Questo è il terzo fidanzato che Ayoola uccide per autodifesa - dice lei - e la terza scena del crimine che le chiede di pulire. Korede dovrebbe andare dalla polizia ma vuole troppo bene alla sorellina, e la famiglia viene prima di tutto. Almeno finché Ayoola, la figlia prediletta e bellissima di cui tutti si innamorano, non inizia a frequentare il dottore con il quale Korede lavora e di cui è innamorata. Costretta a scegliere tra la complicità e l'amore, Korede dovrà ora decidere fino a che punto è disposta a spingersi per proteggere sua sorella. Affilato, ironico, sfrontato, questo romanzo d'esordio acclamato dalla critica lancia Oyinkan Braithwaite come una delle voci più promettenti della letteratura nigeriana.

L'incipit del libro
Parole. Mia sorella mi chiama e mi dice: "Korede, l'ho ucciso".
Avevo sperato di non sentire mai più quelle parole.
Candeggina. Scommetto che non sapevate che la candeggina nasconde l'odore del sangue. La maggior parte della gente la usa in modo indiscriminato, pensando che sia un prodotto tuttofare, senza curarsi di leggere la lista dei componenti dietro la confezione, senza prendersi il tempo di ritornare alla superficie pulita di fresco per guardarla meglio. La candeggina disinfetta, ma per i residui non è granché, quindi la uso solo dopo avere sfregato e tolto dal bagno ogni traccia di vita e di morte.

La mia recensione
"Mi chiedo quali siano le differenze fra avvelenamento alimentare e overdose. Mi chiedo quante siano le possibilità che una morte avvenuta in presenza di un serial killer sia accidentale. O forse la vera domanda è: come faccio a essere così sicura che Ayoola usi solo il coltello?".
Mia sorella è una serial killer è un romanzo breve (appena appena 200 pagine) con un thriller sui generis: il delitto (più di uno in realtà) va decisamente a braccetto con l'ironia da dark comedy e con la saga familiare. La trama è assurdamente semplice: una sorella maggiore (l'infermiera Korede) che protegge e difende la minore (la bellissima Ayoola) ogniqualvolta quest'ultima uccide i suoi fidanzati con un coltello da cucina, eliminando ogni traccia dalla scena del crimine (macchie di sangue in primis) e sbarazzandosi del cadavere. Il copione si ripete ogni volta che Ayoola si innamora di qualcuno… finché quel "qualcuno" non diventa l'uomo di cui Korede è perdutamente innamorata!
Storia leggerina sì, ma non nei temi abbastanza complessi: l'unità della famiglia, il patriarcato, il disturbo della personalità, la gelosia e l'affetto opprimente tra due sorelle.
La scrittura della nigeriana Oyinkan Braithwaite è spettacolare. Parla di brutali omicidi ma mostrandoceli come se fossero una cosa assolutamente normale, e su cui vien spontaneo farsi pure una risata: tu uccidi, io ripulisco. Stop.
I capitoli son brevissimi (due-tre paginette al massimo) e permettono una lettura davvero rapida e veloce. Non ci sono descrizioni delle scene del crimine e non ci sono perdite di tempo. Si va dritti al cuore della storia.
Cuore della storia che è rappresentato dal morboso legame che lega le due sorelle: responsabile e superorganizzata una (e con la candeggina sempre a portata di mano che non si sa mai), immatura e disorganizzata l'altra. Ma sempre insieme in un infinito avvicendarsi di competizione e complicità. E quindi ecco che ad un certo punto entra in gioco la classica domanda apparentemente senza risposta: a chi dare la precedenza tra fedeltà alla famiglia e senso morale?
Un altro punto ottimamente descritto dalla Braithwaite e la location ed il contesto in cui è immersa la trama: Mia sorella è una serial killer ci offre anche un bellissimo spaccato su Lagos, la società e la cultura nigeriana (in questo caso, sul ruolo attribuito alle donne).
Ma, e bisogna anche dirlo, non è tutto oro quel che luccica…
Il passato recente delle due sorelle non è per niente approfondito (così come non viene specificato chi delle due ha ucciso il padre violento). Alcuni personaggi secondari son solo funzionali allo scorrere della storia e non vengono approfonditi oltre (anzi, scompaiono quando non servono più). Inoltre, ed è forse la cosa che mi ha convinto di meno, in alcuni passaggi la tragicità del momento è quasi messa da parte per far spazio ai toni ironici (quasi comici). Romanzo molto originale, lo riconosco, ma non entusiasmante e non in grado di incidere.
📌 Voto: ⭐⭐⭐ (3 su 5)

Nessun commento:

Posta un commento