James Ellroy, il re del noir
👉 fonte:
il Libraio
Entrare nei libri di James Ellroy significa guardare l'America più
oscura, sporca e vera. Ellroy non racconta mai il singolo delitto. Racconta la
regola che c'è dietro quel gesto: corruzione, violenza, potere, razzismo e
uomini capaci di tutto. Non ci sono buoni, solo cattivi e cattivi peggiori. E
la sua Los Angeles (polverosa, ambiziosa, segnata da guerra, cinema e denaro)
diventa il teatro perfetto di tutto questo.
Nato a Los Angeles nel 1948 e orfano di madre già a dieci anni, Ellroy è il
Demon Dog della letteratura noir. In oltre quarant'anni di carriera ha
reinventato il genere, passando dal poliziesco classico al romanzo storico e
politico, con una prosa secca, ritmata, sincopata e senza freni.
Da dove cominciare
▪ Prega detective (1981): l'esordio, con Fritz Brown, ex poliziotto diventato
investigatore, coinvolto in un caso che gli offre una possibilità di
riscatto.
▪ Clandestino (1982): Los Angeles, 1951. Fred Underhill, agente senza distintivo, dà la caccia a un serial killer.
▪ L'angelo del silenzio (1986) e Panico (2021): due titoli fuori serie, tra assassini, gossip, segreti e Hollywood sporca.
▪ Trilogia di Lloyd Hopkins (Le strade dell'innocenza, Perché la notte, La collina dei suicidi): un detective geniale, violento e impossibile da domare.
▪ Clandestino (1982): Los Angeles, 1951. Fred Underhill, agente senza distintivo, dà la caccia a un serial killer.
▪ L'angelo del silenzio (1986) e Panico (2021): due titoli fuori serie, tra assassini, gossip, segreti e Hollywood sporca.
▪ Trilogia di Lloyd Hopkins (Le strade dell'innocenza, Perché la notte, La collina dei suicidi): un detective geniale, violento e impossibile da domare.
I grandi cicli
▪ Il Los Angeles Quartet (Dalia nera, Il grande nulla, L.A. Confidential e White jazz): è l'essenza di Ellroy; quattro romanzi che attraversano il 1947-1958, tra crimini reali, poliziotti corrotti e una città che cresce troppo in fretta.
▪ Poi c'è la trilogia Underworld USA (American Tabloid, Sei pezzi da mille e Il sangue è randagio) dove il noir incontra Kennedy, il Vietnam, i diritti civili e le macchine occulte del potere americano.
▪ Infine, l'ancora incompleto L.A. Quintet: Perfidia, Questa tempesta, Gli incantatori e il nuovo Red Sheet, uscito poco prima dell'estate ma non ancora tradotto in italiano.
Perché leggerlo
Perché Ellroy non scrive gialli comodi. Scrive l'America che non vuole guardarsi allo specchio: violenta, razzista, corrotta, affamata di potere. E lo fa con uno stile riconoscibilissimo, fatto di frasi taglienti, ritmo maniacale e personaggi che non chiedono scusa.
E anche se Hollywood lo ha spesso portato sul grande schermo, i suoi libri restano molto più estremi di
qualunque adattamento. Anche L.A. Confidential, che lo stesso Ellroy considera
il migliore tra i film tratti dalle sue opere, non regge il confronto con la
sua scrittura.
Se vuoi entrare nel suo mondo, inizia proprio da Dalia nera… e lascia che Los Angeles ti inghiottisca.


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