"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito".
[Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

sabato 7 novembre 2026

James Ellroy, il re del noir


James Ellroy, il re del noir

👉 fonte: il Libraio

Entrare nei libri di James Ellroy significa guardare l'America più oscura, sporca e vera. Ellroy non racconta mai il singolo delitto. Racconta la regola che c'è dietro quel gesto: corruzione, violenza, potere, razzismo e uomini capaci di tutto. Non ci sono buoni, solo cattivi e cattivi peggiori. E la sua Los Angeles (polverosa, ambiziosa, segnata da guerra, cinema e denaro) diventa il teatro perfetto di tutto questo.
Nato a Los Angeles nel 1948 e orfano di madre già a dieci anni, Ellroy è il Demon Dog della letteratura noir. In oltre quarant'anni di carriera ha reinventato il genere, passando dal poliziesco classico al romanzo storico e politico, con una prosa secca, ritmata, sincopata e senza freni.

Da dove cominciare
▪ Prega detective (1981): l'esordio, con Fritz Brown, ex poliziotto diventato investigatore, coinvolto in un caso che gli offre una possibilità di riscatto.
▪ Clandestino (1982): Los Angeles, 1951. Fred Underhill, agente senza distintivo, dà la caccia a un serial killer.
▪ L'angelo del silenzio (1986) e Panico (2021): due titoli fuori serie, tra assassini, gossip, segreti e Hollywood sporca.
▪ Trilogia di Lloyd Hopkins (Le strade dell'innocenza, Perché la notte, La collina dei suicidi): un detective geniale, violento e impossibile da domare.

I grandi cicli
▪ Il Los Angeles Quartet (Dalia nera, Il grande nulla, L.A. Confidential e White jazz): è l'essenza di Ellroy; quattro romanzi che attraversano il 1947-1958, tra crimini reali, poliziotti corrotti e una città che cresce troppo in fretta.
▪ Poi c'è la trilogia Underworld USA (American Tabloid, Sei pezzi da mille e Il sangue è randagio) dove il noir incontra Kennedy, il Vietnam, i diritti civili e le macchine occulte del potere americano.
▪ Infine, l'ancora incompleto L.A. Quintet: Perfidia, Questa tempesta, Gli incantatori e il nuovo Red Sheet, uscito poco prima dell'estate ma non ancora tradotto in italiano.

Perché leggerlo
Perché Ellroy non scrive gialli comodi. Scrive l'America che non vuole guardarsi allo specchio: violenta, razzista, corrotta, affamata di potere. E lo fa con uno stile riconoscibilissimo, fatto di frasi taglienti, ritmo maniacale e personaggi che non chiedono scusa.
E anche se Hollywood lo ha spesso portato sul grande schermo, i suoi libri restano molto più estremi di qualunque adattamento. Anche L.A. Confidential, che lo stesso Ellroy considera il migliore tra i film tratti dalle sue opere, non regge il confronto con la sua scrittura.
Se vuoi entrare nel suo mondo, inizia proprio da Dalia nera… e lascia che Los Angeles ti inghiottisca.

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