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"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". [Joël Dicker in "La verità sul caso Harry Quebert"]

domenica 1 marzo 2026

L'Albo d'Oro del festival di Sanremo


Sal Da Vinci, 57 anni, con la canzone "Per sempre sì", ieri sera ha vinto il 76° festival di Sanremo 2026. Secondo Sayf con "Tu mi piaci tanto", Ditonellapiaga è terza con "Che fastidio", quarta Arisa con "Magica favola", Fedez e Masini chiudono quinti con "Male necessario".
Premio sala stampa a Fulminacci, premio Lucio Dalla e premio Tim a Serena Brancale, il miglior testo a Fedez e Masini, premio miglior componimento musicale (votato dai compositori d'orchestra) va a Ditonellapiaga.
E sempre Ditonellapiaga, questa volta in coppia con TonyPitony, ha vinto la serata delle cover con "The lady is a tramp".


Questo l'Albo d'Oro del festival di Sanremo:
1951 Nilla Pizzi (Grazie dei fiori); 1952 Nilla Pizzi (Vola colomba); 1953 Carla Boni e Flo Sandon's (Viale d'autunno); 1954 Giorgio Consolini e Gino Latilla (Tutte le mamme); 1955 Claudio Villa e Tullio Pane (Buongiorno tristezza); 1956 Franca Raimondi (Aprite le finestre); 1957 Claudio Villa e Nunzio Gallo (Corde della mia chitarra); 1958 Domenico Modugno e Johnny Dorelli (Nel blu dipinto di blu); 1959 Domenico Modugno e Johnny Dorelli (Piove. Ciao ciao bambina); 1960 Tony Dallara e Renato Rascel (Romantica); 1961 Betty Curtis e Luciano Tajoli (Al di là); 1962 Domenico Modugno e Claudio Villa (Addio addio): 1963 Tony Renis ed Emilio Pericoli (Uno per tutte); 1964 Gigliola Cinquetti e Patricia Carli (Non ho l’età); 1965 Bobby Solo e New Christy Minstrels (Se piangi se ridi); 1966 Domenico Modugno e Gigliola Cinquetti (Dio come ti amo); 1967 Claudio Villa e Iva Zanicchi (Non pensare a me); 1968 Sergio Endrigo e Roberto Carlos Braga (Canzone per te); 1969 Bobby Solo e Iva Zanicchi (Zingara); 1970 Adriano Celentano e Claudia Mori (Chi non lavora non fa l'amore); 1971 Nada e Nicola Di Bari (Il cuore è uno zingaro); 1972 Nicola Di Bari (I giorni dell'arcobaleno); 1973 Peppino Di Capri (Un grande amore e niente più); 1974 Iva Zanicchi (Ciao cara come stai?); 1975 Gilda (Ragazza del Sud); 1976 Peppino Di Capri (Non lo faccio più); 1977 Homo Sapiens (Bella da morire); 1978 Matia Bazar (…e dirsi ciao!); 1979 Mino Vergnaghi (Amare); 1980 Toto Cutugno (Solo noi); 1981 Alice (Per Elisa); 1982 Riccardo Fogli (Storie di tutti i giorni); 1983 Tiziana Rivale (Sarà quel che sarà); 1984 Al Bano e Romina Power (Ci sarà); 1985 Ricchi e Poveri (Se m'innamoro); 1986 Eros Ramazzotti (Adesso tu); 1987 Gianni Morandi, Enrico Ruggeri, ed Umberto Tozzi (Si può dare di più); 1988 Massimo Ranieri (Perdere l'amore); 1989 Anna Oxa e Fausto Leali (Ti lascerò); 1990 Pooh (Uomini soli); 1991 Riccardo Cocciante (Se stiamo insieme); 1992 Luca Barbarossa (Portami a ballare); 1993 Enrico Ruggeri (Mistero); 1994 Aleandro Baldi (Passerà); 1995 Giorgia (Come saprei); 1996 Ron e Tosca (Vorrei incontrarti fra cent'anni); 1997 Jalisse (Fiumi di parole); 1998 Annalisa Minetti (Senza te o con te); 1999 Anna Oxa (Senza pietà); 2000 Avion Travel (Sentimento); 2001 Elisa (Luce. Tramonti a nord est); 2002 Matia Bazar (Messaggio d'amore); 2003 Alexia (Per dire di no); 2004 Marco Masini (L'uomo volante); 2005 Francesco Renga (Angelo); 2006 Povia (Vorrei avere il becco); 2007 Simone Cristicchi (Ti regalerò una rosa); 2008 Giò Di Tonno e Lola Ponce (Colpo di fulmine); 2009 Marco Carta (La forza mia); 2010 Valerio Scanu (Per tutte le volte che…); 2011 Roberto Vecchioni (Chiamami ancora amore); 2012 Emma (Non è l'inferno); 2013 Marco Mengoni (L'Essenziale); 2014 Arisa (Controvento); 2015 Il Volo (Grande amore); 2016 Stadio (Un giorno mi dirai); 2017 Francesco Gabbani (Occidentali's Karma); 2018 Ermal Meta e Fabrizio Moro (Non mi avete fatto niente); 2019 Mahmood (Soldi); 2020 Diodato (Fai rumore); 2021 Maneskin (Zitti e buoni); 2022 Mahmood e Blanco (Brividi): 2023 Marco Mengoni (Due vite); 2024 Angelina Mango (La noia); 2025 Olly (Balorda nostalgia); 2026 Sal Da Vinci (Per sempre sì)

"La versione di Barney", perché è un libro necessario da leggere oggi


La versione di Barney, perché è un libro necessario da leggere oggi
In un'epoca in cui le narrazioni sono spesso in conflitto e dove la verità stessa viene dibattuta, La versione di Barney ci ricorda che la comprensione di un individuo (e di una società) passa attraverso molte prospettive, nessuna delle quali è completa da sola

👉 fonte: LibreriAmo

La versione di Barney (Barney's Version, 1997) di Mordecai Richler è un romanzo narrato in prima persona da Barney Panofsky, un produttore televisivo ebreo canadese ormai anziano che decide di scrivere la propria "versione" dei fatti per difendersi dalle accuse contenute nel libro autobiografico di un suo rivale. Scopriamo perché, a distanza di anni dalla sua pubblicazione, è un libro necessario da leggere ancora oggi.
Approdato a una tarda, linguacciuta, rissosa età, Barney Panofsky impugna la penna per difendersi dall'accusa di omicidio, e da altre calunnie non meno incresciose, diffuse dal suo arcinemico Terry McIver. Così, fra quattro dita di whisky e una boccata di Montecristo, Barney ripercorre la vita allegramente dissipata e profondamente scorretta che dal quartiere ebraico di Montreal lo ha portato nella Parigi dei primi anni Cinquanta e poi di nuovo in Canada, a trasformare le idee rastrellate nella giovinezza in "sitcom" decisamente popolari e altrettanto redditizie.
Fin dalle prime pagine emerge il carattere del protagonista: ironico, polemico, spesso volgare, ma anche profondamente umano e vulnerabile. Attraverso un lungo flusso di ricordi, ambientati tra l'Europa e soprattutto Montreal, Barney ripercorre la sua vita segnata da eccessi, matrimoni falliti, amicizie intense e rivalità feroci. Centrale è il racconto dei suoi tre matrimoni: il primo impulsivo e disastroso, il secondo infelice, il terzo con Miriam, l'unica donna che abbia davvero amato.
Proprio il rapporto con Miriam rappresenta il momento più autentico e profondo della sua esistenza, mostrando un lato tenero e sincero che contrasta con l'immagine pubblica di uomo cinico e arrogante. Nel corso del romanzo emerge anche un episodio oscuro legato alla misteriosa scomparsa di un amico durante una battuta di caccia, evento che alimenta sospetti e maldicenze. Tuttavia, poiché il narratore è inaffidabile e progressivamente segnato dal declino della memoria, il lettore non può mai essere certo di possedere la verità oggettiva. Il tema della memoria diventa infatti centrale: i ricordi si confondono, si contraddicono, si intrecciano a errori e dimenticanze, suggerendo che ogni vita è, in fondo, una costruzione soggettiva.
Il romanzo affronta temi come l'identità ebraico-canadese, il senso di appartenenza, il fallimento, l'amore, l'invecchiamento e la paura della perdita di sé. Con uno stile brillante e ricco di umorismo, Richler costruisce un personaggio complesso e indimenticabile, capace di suscitare al tempo stesso irritazione e simpatia.
La versione di Barney resta un romanzo estremamente moderno e sorprendentemente attuale, nonostante sia stato pubblicato nel 1997. Ciò che lo rende ancora significativo oggi non è tanto la vicenda specifica di Barney Panofsky, quanto i grandi interrogativi che mette in scena sulla memoria, l'identità personale e il modo in cui costruiamo la nostra storia. Al centro del romanzo c'è un narratore inaffidabile: Barney racconta la sua vita attraverso ricordi che si intrecciano, si contraddicono e spesso sfumano nell’incertezza.
Questo aspetto risuona con le riflessioni odierne su come percepiamo noi stessi e gli altri in un'epoca in cui le "versioni" dei fatti si moltiplicano continuamente, attraverso i social media, i resoconti personali, le narrative pubbliche e private. In un mondo dove ciascuno può documentare, interpretare e diffondere la propria prospettiva, la domanda che Richler pone (che cos'è la verità e quanto può essere oggettiva?) è più pertinente che mai.
Il romanzo esplora anche il tema dell'invecchiamento e della fragilità della mente, argomenti di grande rilevanza in una società che invecchia e che cerca di comprendere meglio le dinamiche della memoria, della salute mentale e dell'autocoscienza. L'esperienza di Barney, che vede la propria memoria vacillare mentre cerca disperatamente di mettere ordine nella sua vita e nei propri ricordi, riflette le paure di molti lettori moderni: la paura di essere dimenticati, di perdere il controllo sulla propria storia, di non essere compresi nella complessità della propria esistenza.
La capacità di Barney di alternare comicità e tragedia, di mostrarsi vulnerabile pur cercando di apparire forte, rispecchia la complessità delle relazioni umane, un aspetto che rimane centrale nella letteratura contemporanea e nella vita di tutti i giorni. La sua lotta con i propri errori e con le conseguenze delle sue scelte è qualcosa con cui molti lettori possono identificarsi, perché pone una domanda fondamentale: che valore ha raccontare e riscrivere la propria vita?
Infine, il romanzo invita a riflettere sul significato di "versione" in senso più ampio: non solo la versione personale della propria vita, ma anche le versioni culturali, sociali e storiche che si intrecciano nella contemporaneità. In un'epoca in cui le narrazioni sono spesso in conflitto e dove la verità stessa viene dibattuta, La versione di Barney ci ricorda che la comprensione di un individuo, e di una società, passa attraverso molte prospettive, nessuna delle quali è completa da sola.